La cena del Thanksgiving, con le sue origini contrastanti, l’inevitabile food coma e le baruffe in famiglia, è uno dei pasti di festa più singolari. Pochi sanno che molte delle tradizioni legate a questa ricorrenza hanno subìto grandi trasformazioni nel corso del tempo.

Il Giorno del Ringraziamento nasce come ricorrenza religiosa dei Padri Pellegrini. Per la comunità protestatnte di coloni insediati nel New England, si osservavano giorni di penitenza e ringraziamento dedicati al digiuno e alla preghiera, diametralmente contrario all’odierna tradizione. Queste “quaresime” di sorta erano ricorrenze spontanee che seguivano eventi speciali come raccolti abbondanti, vittorie militari o la fine di periodi di siccità. Il banchetto del 1621 che oggi associamo al Thanksgiving Day si crede sia durato tre giorni. A tavola siedevano 50 Padri Pellegrini e 80 membri della nazione Wampanoag. Il menu non era quello moderno.
Sebbene oggi il tacchino farcito sia il piatto rappresentativo, storici ritengono che la prima celebrazione prevedesse probabilmente carne di cervo, frutti di mare e selvaggina come anatre o oche. Erano presenti anche ortaggi e frutta autunnale come patate dolci, mirtilli rossi e zucche, ma non sotto forma di sformato, salsa cranberry o pumpkin pie.
Sebbene le zucche fossero effettivamente un prodotto agricolo di base per le popolazioni indigene e i primi coloni del New England, dato l’accesso limitato a zucchero e spezie, si presume che il pasto originale del Giorno del Ringraziamento non abbia mai previsto pumpkin pie. La torta di zucca prende posto nella tradizione statunitense alla fine del 1800, quando l’attivista Sarah Josepha Hale ne esalta il valore nostalgico durante la sua campagna per istituire il Ringraziamento come festa nazionale. Le spezie usate nella ricetta hanno, secoli dopo, dato vita al fenomeno multimiliardario del Pumpkin Spice.

È una tradizione recente, ma il primo presidente degli Stati Uniti a risparmiare un tacchino prima del Thankgiving è stato JFK nel 1963. Ricevendo in regalo un esemplare dalla National Turkey Federation, Kennedy proclama «Lasciamolo andare» restutuendo il pennuto alla fattoria. Tuttavia, il primo perdono presidenziale ufficiale viene concesso da George W. Bush nel 1989, segnando l’inizio della tradizione annuale della Casa Bianca di risparmiare un solo tacchino.
Quando la Macy’s Thanksgiving Parade ebbe inizio nel 1924, non presentava i carri allegorici con mongolfiere che oggi ne costituiscono l’attrazione principale. Al loro posto venivano utilizzati animali vivi come scimmie, orsi, elefanti e cammelli provenienti dallo zoo di Central Park. Le prime mongolfiere, tra cui Felix il gatto, compaiono solo a partire dal 1927. L’idea di promuovere un grande magazzino nasce inoltre prima a Philadelphia che a New York: la prima parata nel Giorno del Ringraziamento avviene infatti nel 1920, organizzata dai grandi magazzini Gimbel Brothers. Macy’s ha seguito l’esempio della città dell’amore fraterno istituendo la propria nel 1924 a Manhattan.

Nonostante la richiesta di alimenti freschi e a Km zero, la maggior parte dei tacchini venduti per il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti sono surgelati. Il numero verde del Butterball Turkey Talk-Line, attivo da 35 anni per i mesi di novembre e dicembre, impiega un team di turkey experts che ogni anno viene in aiuto di oltre centomila utenti a scongelate, farcire e cuocere il tacchino del Thanksgiving, offrendo per telefono consigli tecnici e pratici, nonché ricette per il ripieno.

Dopo il Ringraziamento del 1953, l’azienda di cibi surgelati Swanson si ritrova con 260 tonnellate di tacchino avanzato in transito su vagoni freezer. Utilizza questo surplus per creare i primi pasti pronti surgelati, aggiungendo altri alimenti tipici del Thanksgiving, come il ripieno a base di pane al mais, le mashed potatoes, e i piselli stufati, e li confeziona insieme al tacchino in vassoi di alluminio suddivisi in scomparti, progettati per essere conservati in congelatore e da riscaldare nel forno. Così facendo lancia una nuova categoria di consumo che diventa un caposaldo dell’alimentazione casalinga a partire dal periodo post bellico. Sebbene i pasti surgelati già venissero riscaldati e serviti sugli aerei di linea e in altri contesti fin dagli anni Venti, i pasti TV Dinner della Swanson arrivano in un momento cruciale. Negli anni Cinquanta il genere femminile, fino a quel momento relegato in cucina, entra nel mondo del lavoro; e nelle case americane fa il suo ingresso una nuova invenzione di intrattenimento: l’apparecchio televisivo. Nasce così una cena veloce da consumare davanti alla televisione. Il successo è immediato, Swanson vende oltre un milione di confezioni solo nel primo anno. In 25 minuti si poteva servire una cena completa per tutta la famiglia, pronta per l’inizio del programma televisivo preferito. Sebbene i critici gastronomici dell’epoca fossero sgomenti, la possibilità di risparmiare tempo ed energia offerta dai pasti surgelati riscuote crescente successo. Nei decenni successivi, i tempi e i metodi di cottura delle TV Dinner cambiano, ma non vacillano. Sebbene le vaschette in alluminio originali del marchio Swanson non siano più disponibili negli Stati Uniti, molti altri brand continuano a produrre pasti surgelati da scaldare in microonde.
Curioso che proprio grazie agli avanzi del Thanksgiving, pasto ricco di piatti cucinati in casa e che richiedono lunghe ore di preparazione, oggi siamo arrivati alla consueta pratica di mangiare sul divano, binge-watching la nostra serie preferita.
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