Dieci edizioni e una crescita costante. Il 26 e 27 gennaio 2026, alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, “Grandi Langhe e il Piemonte del Vino 2026″ celebra un traguardo simbolico e conferma il proprio ruolo di piattaforma “en primeur” per il vino piemontese, ormai ben oltre i confini originari.
Inizialmente concepita come vetrina dedicata a Langhe e Roero, la manifestazione ha progressivamente ampliato il proprio perimetro fino a includere, dallo scorso anno, i principali distretti vitivinicoli regionali. Un’evoluzione che segna il passaggio da anteprima territoriale a strumento di lettura complessiva del Piemonte del vino.

«Grandi Langhe rappresenta un momento fondamentale per il nostro territorio, una chiave di volta che mette al centro la narrazione autentica dei nostri vini all’interno di un grande progetto di promozione internazionale», afferma Sergio Germano, presidente del Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani.
L’edizione 2026 registra la presenza di 515 cantine, in aumento rispetto alle 490 della nona edizione. Un dato che rafforza il posizionamento dell’evento come appuntamento di riferimento per raccontare un panorama sempre più ampio di denominazioni e produzioni piemontesi.
«Nata dall’impegno dei Consorzi Barolo e Barbaresco e Roero e oggi sviluppata con il supporto di Piemonte Land of Wine in una chiara ottica regionale, è un appuntamento che rafforza la presenza del Piemonte sui mercati globali», dice Francesco Monchiero, presidente del Consorzio Piemonte Land of Wine. «Un’azione vitale in questo momento storico per l’economia vinicola e per un Made in Italy da difendere e promuovere anche attraverso una diplomazia culturale».

Nel dettaglio, delle 515 cantine presenti, 379 provengono da Langhe e Roero, mentre 136 rappresentano altri territori piemontesi, tra cui Tortonese, Ovadese, Chierese e Canavese, oltre alle aree storiche di Alto Piemonte, Monferrato e Astigiano. «L’unione di Langa, Roero, Monferrato, Astigiano e Alto Piemonte, insieme ai produttori di spumanti e alle altre denominazioni, restituisce un’immagine completa e moderna del Piemonte del vino», aggiunge Monchiero.
Il format resta invariato: banchi d’assaggio riservati esclusivamente a operatori, buyer e stampa. Confermata anche la sala degustazione dedicata ai giornalisti, con le ultime annate ufficiali delle principali Doc e Docg piemontesi. Saranno oltre 700 le etichette a disposizione, in degustazioni assistite e guidate da sommelier. «I numeri sono in crescita – dice Monchiero – ed è il segnale di un comparto che ha voglia di prendersi lo spazio che merita, in Italia e nel mondo».
Inoltre, quest’anno, il giorno prima di Grandi Langhe è stato organizzato un evento pensato per i wine lover che vogliano scoprire in anteprima le nuove annate dei vini Docg e Doc di Langhe, Roero e di tutto il Piemonte. L’appuntamento è il 25 gennaio, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, con il Gambero Rosso come media-partner.
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