Nuove aperture

Dentro a un vecchio cinema di Torino arriva un mercato di contadini

Dove un cinema Art Déco diventato banca torna oggi ad accendersi con il cibo contadino: 600 mq di Campagna Amica, vino piemontese, didattica e sapori a km zero nel cuore di Torino.

  • 18 Novembre, 2025

C’era una volta il Cinema Corso, un gioiellino Art-Déco disegnato nel 1925 dall’ingegner Vittorio Bonadé Bottino e dall’architetto Giulio Casanova , a occupare un intero palazzo all’angolo tra via Carlo Alberto e corso Vittorio Emanuele II n.50. Decorazioni sontuose, una grandiosa cupola, un interno tutto marmi e stucchi: il cinema più monumentale di Torino. Poi, come in un romanzo, la notte dell’8 marzo 1980, la stessa sera in cui era stato proiettato il film “Amityville Horror”, titolo italiano “L’incendio della casa maledetta”, il fuoco distrugge tutto. Con subalpina pazienza il palazzo viene ricostruito e diventa sede di una banca, e poi chiuso. Fino ad oggi: perchè ora inizia la terza vita del Palazzo del Corso.

Casa Coldiretti a Torino

Il Corso diventa Casa Coldiretti, il primo mercato coperto di Campagna Amica a Torino. Si chiama naturalmente “Mercato del Corso” e offre un’area di vendita di oltre 600 mq  e uno spazio di cultura del cibo a Km Zero aperto al pubblico. L’inaugurazione, venerdì 14, con tanto di torta visto che la Coldiretti torinese compie quest’anno 80 anni, prodotta dalla cooperativa sociale Panacea con farina del grano della “filiera corta di Stupinigi” ha riaperto finalmente le porte di un luogo che per i torinesi ha il valore di un simbolo. E la rinascita in versione mercato con un cibo di qualità, fresco, legato al territorio e all’agricoltura locale ma anche con iniziative di formazione ed educazione alimentare, di cultura del vino e di cultura gastronomica ha il sapore di una “restituzione” alla città in una location d’eccellenza, in pieno centro, a pochi passi dalla stazione di Porta Nuova.

Cosa si trova al Mercato del Corso

Parole d’ordine trasparenza, territorio, km 0, consapevolezza nel consumo lotta agli sprechi, stagionalità e sostenibilità: uno spazio di vendita ma anche di cultura, di educazione alimentare, di socialità. Una vera “casa della cultura del cibo contadino”. 30 banchi del mercato, con prodotti dalle aziende contadine, gestiti direttamente dai produttori.I prezzi al pubblico sono decisi dalle singole aziende agricole che effettuano la vendita diretta senza dover passare attraverso catene di distribuzione e grossisti. Grande spazio alla Casa del Vino piemontese “Divinorum”, 490 etichette di 180 vignaioli coltivatori diretti che lavorano le vigne con le loro famiglie e fanno grandi vini ma faticano ad emergere nei circuiti delle guide e delle riviste enologiche. Gestita da Monica Tuninetto, sommelier Fisar e dall’enologo Alessandro Dantès, con un ricco calendario di iniziative, la Casa del Vino propone ogni giorno assaggi con piccole degustazioni in base alle offerte di cibo disponibili al mercato. E per la primavera è prevista l’apertura anche di un ristorante che cucinerà rigorosamente piatti con materie prime da vendita diretta contadina.

A completare il tutto spazi didattici ed espositivi, sala convegni, e sala showcooking con proposte di “cuochi contadini” certificati da Campagna Amica. Il mercato è aperto il venerdì e il sabato dalle 10 alle 19, la Casa del Vino dalle 10 alle 19 dal martedì a sabato, e per tutte le domeniche di dicembre è prevista anche un’apertura straordinaria prenatalizia.

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