A Torino la croissant-mania non conosce più confini. Tutto è cominciato nel 2019 con il Cubrick, il croissant-cubo della Farmacia del Cambio che con Instagram e una turista americana ha fatto il giro del mondo. Scatenando emuli creativi: croissant a sfera, a piramide per celebrare i 200 anni del Museo Egizio, il croissant-bicchiere e quello (salato) che sembra una pizzetta firmato Orsucci. Il più nuovo e iconico lo hanno inventato da TaRì, piccola bottega di pasticceria di via Mazzini.
L’hanno aperta meno di un anno fa Maria Tamburrano e Giacinto Rignanese, che si sono conosciuti nel laboratorio di pasticceria di Berlicabarbis in via Catania dove lavoravano entrambi e hanno deciso il grande salto di un posto tutto loro, battezzato TaRì, mix delle due sillabe iniziali dei loro cognomi. Ed è stato subito un successo, lunghe file per accaparrarsi grandi croissant (vuoti, al gianduia, alla crema pasticciera, alla confettura di albicocca), pain chocolat, danish, pain suisse, il Dama Croissant ovvero il bacio di dama in versione croissant due gusci dal cuore cremoso alla nocciola uniti da uno strato di crema gianduia.Tutto fatto a mano nel piccolo laboratorio annesso, lievitazioni lunghe, almeno nove ore, sfoglia lavorata al contrario. E tutto esposto in vetrina: a fine mattinata in genere non si trova più nulla e Maria e Giacinto chiudono bottega per trasferirsi nel laboratorio e riprendere a produrre.

È lì che è nata l’idea di un croissant-icona, che fosse un po’ il simbolo di Torino. E cosa meglio della Mole Antonelliana, “il” monumento per definizione della città? Strano a dirsi, non ci aveva mai pensato nessuno. Forse perché non era facile. «La nostra idea era creare un pezzo unico che rappresentasse Torino, un prodotto iconico, un croissant signature totalmente nostro e difficilmente replicabile. Lo stampo in acciaio in grado di assicurarci una migliore resa è il frutto di un lavoro che è durato oltre sei mesi tra ricerca del fornitore, progetto in 3d e realizzazione finale dello stampo, due mezzi gusci e dettagli fedeli all’originale: il colonnato in basso, il tempietto in alto, la guglia. Sono seguite poi varie prove per trovare il peso, lo spessore e le dimensioni giuste per ottenere una Mole-croissant leggera e ben alveolata internamente. E abbiamo deciso di farcirla con una mousse al bicerin (qui i migliori di Torino, ndr), ricetta leggermente rivisitata della storica bevanda torinese a tre strati: mousse di caffè, cioccolato e panna (al posto della crema di latte)».

Dopo mesi di prove voilà la Mole-croissant, praticamente un dolce a tutti gli effetti, presentato in una confezione marrone cioccolato e crema e una finestrella trasparente. Solo una cinquantina di pezzi venduti a 15 euro e solo nel fine settimana, e in più non si può prenotare. Ed è già il croissant più fotografato-instagrammato della città. Esagerato in dimensioni come la Mole, che il visionario architetto Alessandro Antonelli continuava a far salire contro ogni ragionevolezza. Lui avrebbe approvato di sicuro anche la Mole-croissant cresciuta in altezza proprio come la Mole originale.
Tarì – Cake Lab Viennoiserie Via Mazzini, 29a – Torino, tel. 3338942531 – merc – ven 8 – 13, sab – dom 9-13
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