La nuova guida

Fine dining inclusivo, agriturismi illuminati, listening bar. I migliori ristoranti di Milano e Lombardia

Una selezione di 1200 indirizzi tra il capoluogo e le altre province lombarde, solo i migliori. E quest'anno ci sono anche gli agriturismi. Ecco tutti i premiati

  • 30 Novembre, 2025

Non è certamente questa la sede per riflettere sul futuro urbanistico di Milano. Neanche sui risvolti di un’annata complicata che ha messo seriamente in discussione il modello di efficienza e amministrazione lungimirante, di capitale cosmopolita inscritta nel campionato dei più importanti centri del Nord Europa. È stato, però, impossibile ignorare questo scenario contraddittorio, fra gru e palazzi di vetro, ulteriori quartieri nascenti come Cascina Merlata o SoPa (South of Prada) e vaste aree in rigenerazione, nel corso del nostro consueto viaggio alla scoperta del miglior mangiare del capoluogo e della Lombardia.

La guida Lombardia – Il meglio di Milano e delle altre province 2026

Mai come nell’edizione 2026 dellaguida Lombardia – Il meglio di Milano e delle altre province, presentata al Milan Marriot Hotel di Milano, ci siamo sforzati di leggere attraverso la lente dell’enogastronomia un momento così confuso e complesso. Ed è proprio il settore della ristorazione che ci ha, nonostante tutto, confermato “il mito”. Milano resta l’epicentro di un sistema regione dinamico, reattivo alle tendenze internazionali, carismatico e appetibile per grandi avventure imprenditoriali.

Su oltre 1.200 insegne segnalate, 140 sono le novità più significative frutto di una selezione stretta nel flusso continuo di aperture, cambi, moltiplicazione delle sedi. E nonostante la volubilità della piazza, in ogni categoria l’asticella continua ad alzarsi: dall’alta cucina sempre più “inclusiva”, all’avanguardia che parte dal territorio (vedi lo straordinario lavoro di Michele Valotti de La Madia); dall’ospitalità immersiva della neonata categoria degli agriturismi (una delle 4 novità dell’anno è Quac, a Bereguardo, una realtà agricola storica e complessa nel cuore del Parco del Ticino dove tutto è pensato in termini di equilibrio e circolarità ), fino al racconto sempre più particolareggiato delle cucine del mondo: spopolano gli omakase, arriva la tradizione kippo di Kyoto, nascono wine bar filippini e bakery brasiliane. Ferme restando le grandi passioni: per la pizza, napoletana e romana – siamo nella seconda città d’Italia per numero di pizzerie – e della cucina romanesca.

Agriturismi, book e listening bar, cucine di ogni angolo del mondo

700 indirizzi solo tra Milano e provincia, 17 le insegne regionali insignite con Tre Forchette, Gamberi, Bottiglie, Tavole, Mappamondi o Spicchi a seconda della categoria. Un record che si rinnova. Tra le tendenze del momento, quelle dei book e dei listening bar: Mogo, spazio ricreativo con impianto Hi-Fi per performance sonore di livello firmato da Yoji Tokuyoshi, è un’altra delle 4 Novità dell’Anno insieme al ritorno in cucina di Eugenio Roncoroni con i suoi Classici Gastronomici e a Sushi Matsu Omakase, destinato a diventare un nuovo riferimento a cinque stelle per la cucina giapponese.

Il Riccio di mare di Sushi Matsu Omakase

Le altre province e i loro ambasciatori

Non si sottraggono all’upgrade le altre province, a partire dalla florida Brescia trainata dal Garda, con 145 locali in saccoccia, fino alla “piccola” Lodi che sta lentamente ma inesorabilmente alzando la voce in tema wine & food grazie all’effetto traino di pionieri coraggiosi. Vedi La Coldana, un progetto di fine dining che in qualche anno ha centrato il bersaglio ed è peraltro confermato nella squadra degli Ambasciatori del territorio, le 12  realtà più autorevoli in termine di filiere corte e custodia del patrimonio locale (una per provincia più uno special che ha appena spento le 25 candeline, Antica Osteria del Cerreto di Abbadia Cerreto, proprio nel Lodigiano)

|aimo e nadia premio

Aimo e Nadia Moroni

I nuovi Tre Forchette e un tributo speciale

Infine, le due nuove Tre Forchette, sorprendenti entrambe: Contrada Bricconi a Oltressenda Alta (BG), un gioiello agricolo nonché progetto – a suo tempo – visionario che ha ridato vita a un borgo del XV secolo e dove oggi si allevano animali, si producono formaggi e si pratica un’idea di montagna intelligente e autentica; e Il Luogo Aimo e Nadia a Milano, monumento nazionale orfano da pochi mesi del suo fondatore Aimo Moroni. A lui è dedicato il premio Il Ristoratore dell’Anno, assegnato alla squadra di Motelombroso, che quest’anno guadagna anche il “razzo” dell’avanguardia. Riconoscimento dovuto a un ineguagliabile maestro del “ristorare”, letteralmente, anima e corpo, i cui insegnamenti sono e rimarranno più attuali che mai.

Le foto della premiazione

Presso il Milan Marriott Hotel sono sfilati sul palco tutti i premiati sul gradino più alto del podio a seconda della categoria, oltre ai Premi Speciali. A  seguire brindisi e assaggi a cura di Alberto Gipponi di Dina a Gussago, di Michele Valotti de La Madia di Brione e fritti proposti da Confine – Pizza e Cantina di Milano.

foto di Francesco Vignali

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foto di copertina Mogo

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