Storie

Che cosa sono le rame di Napoli e perché si preparano per la Festa dei Morti

Durante i giorni dedicati al ricordo dei defunti, un dolce morbido al cacao racconta la storia e la tradizione catanese

  • 01 Novembre, 2025

La tradizione dei dolci legati alla Festa dei Morti in Italia e in alcune culture estere rappresenta un momento di commemorazione dei defunti caricato di affetti e simbologie. In molte regioni italiane, in particolare nel Sud e in Sicilia, le famiglie preparano o acquistano dolci tipici che si offrono ai bambini, si lasciano sulle tavole imbandite o si portano come ricordo delle anime che “visitano” i vivi. Si racconta che nella notte tra l’1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornassero a confortare i propri cari, lasciando piccoli doni e dolcetti come manifestazione di amore e memoria. Le fave dei morti, la frutta Martorana, le ossa dei morti, i pupi di zucchero. Tra questi spiccano le rame di Napoli.

Cosa sono

Sono un dolce tipico della zona di Catania. Nonostante il nome possa far pensare a un’origine partenopea, si tratta in realtà di una specialità siciliana, amata per la sua combinazione di morbidezza e golosità. Questi dolcetti si presentano come biscotti morbidi al cacao, dalla forma tondeggiante o semisferica, che nascondono al loro interno una farcia, solitamente composta da marmellata di arance. Una volta farciti, i biscotti vengono completamente ricoperti da una glassa di cioccolato fondente, spesso arricchita da decorazioni come granella di pistacchio o varianti più moderne che prevedono cioccolato bianco e crema di pistacchio.

Per l’impasto si utilizzano ingredienti semplici ma sapientemente combinati: farina tipo 00, zucchero, burro o latte, cacao amaro e spezie aromatiche come cannella o chiodi di garofano. In alcune ricette viene aggiunta anche la scorza grattugiata di agrumi, che conferisce un profumo inconfondibile al biscotto. Dopo aver mescolato e lavorato gli ingredienti, si forma un impasto morbido che viene modellato in piccole sfere o semisfere. Queste vengono poi cotte in forno fino a ottenere una consistenza leggermente compatta ma sempre morbida all’interno.

Perché Napoli?

La storia del nome è circondata da varie ipotesi: una delle più citate fa risalire l’appellativo “Rame di Napoli” al periodo del Regno delle Due Sicilie, quando, secondo la leggenda, viene coniata una moneta in lega di rame che sostituisce quelle in oro o argento, e i pasticceri siciliani creano un dolce che richiama simbolicamente quella moneta; un’altra versione indica invece che il biscotto nasce da un pasticciere di Napoli o ha una connessione con il nome della città. Questo dolce viene menzionato anche nel romanzo Storia di una capinera (1871) di Giovanni Verga, dove l’autore siciliano lo associa all’abilità delle monache della Badia di Santa Chiara di Catania, e sottolinea come sia conosciuto in tutta la città grazie alla loro maestria nella preparazione.

Varianti

Oggi vengono reinterpretate in diverse varianti: oltre alla versione classica al cioccolato fondente con farcia di marmellata d’arancia, si trovano versioni riempite con crema di pistacchio, Nutella, glassate al cioccolato bianco o decorate con diverse granelle. Pur con queste modifiche, esse mantengono lo spirito originale e la funzione simbolica di dolce della commemorazione autunnale.

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