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C'è un vero cafè parigino contemporaneo nascosto in una galleria di Napoli (ed è anche biblioteca)

Napoli rivive i fasti della belle époque a pochi passi da via Toledo e dalla movida partenopea, con cocktail contemporanei e piatti originali, tra storia, libri e musica live

  • 02 Dicembre, 2025

L’idea attuale di ScottoJonno nacque in uno dei condotti vuoti della Galleria Principe di Napoli. Quando è stato costruito l’adiacente convento di Santa Maria di Costantinopoli, lo stesso non concesse l’esproprio dei terreni che venivano utilizzati per l’orto. Ne conseguì la rivisitazione forzata e improvvisa del progetto complessivo della Galleria in stile liberty, realizzata in muratura con una copertura in ferro e vetro e costituita da tre bracci, ognuno dei quali dotato di ingresso. Era prevista anche la costruzione di un quarto braccio, che non fu possibile, mantenendo però i locali incompiuti all’interno perfettamente abbelliti e che ebbero una sorte piuttosto originale nel corso dei secoli.

Come i cafè parigini

Vincenzo Scotto Jonno, figlio di un ricco armatore, frequentava Parigi e gli splendidi cafè chantant di fine Ottocento. Tornato a casa volle ricreare quel clima festoso e goliardico della capitale francese, nobilitando il luogo vuoto della galleria. In realtà mancava davvero poco alle finiture finali, come osservato durante i recenti lavori di restauro che hanno riportato alla luce stucchi, gessi e colori nascosti. Al piano terra il proscenio, laterale all’ingresso, ornato da un bellissimo portone in ferro e in alto i palchetti dove si affacciarono, nel tempo, artisti come Totò e De Filippo per assistere agli spettacoli.

Cocktail bar e musica dal vivo

C’erano persino dei gradoni in fondo alla sala, come un piccolo teatro di quartiere utile al divertimento dei suoi abitanti e degli ospiti illustri. L’ultimo passaggio di mano e di destinazione d’uso avvenne con il municipio di Napoli dopo la metà del secolo scorso, che adibì le immense stanze a uffici della tesoreria comunale, realizzando un controsoffitto in cartongesso e nascondendo le magnificenze storiche del periodo d’oro.

Luca Iannuzzi, l’imprenditore che ha creduto fortemente nel restauro di quest’angolo incantevole di arte Liberty-Déco, ne ha anche restituito l’anima popolare tra cocktail bar e musica dal vivo al livello inferiore o sulle logge dell’ammezzato e il ristorante gourmet Sustanza ai piani alti del complesso posto su un totale di tre livelli.

«Mentre molta della cultura partenopea nota a livello di folklore si concentra sulla commedia, il cibo di strada, la pizza o i canti popolari più immediati, io ho scelto una strada diversa: un caffè letterario con un arredo ricercato, con un’atmosfera raffinata e attrattiva per artisti e intellettuali – dichiara Iannuzzi – Il focus narrativo non è sui luoghi comuni, ma su “leggende nere”, “misteri” e “storie nascoste” (come quelle della Galleria stessa o del mito di Colapesce e delle Janare), proponendo un lato di Napoli più enigmatico, colto e profondo, che richiede una fruizione più meditata e ricercata rispetto al turismo o all’intrattenimento di massa».

Un posto dove degustare comodamente al tavolo le proposte del bartender Mirko Lamagna o i piatti della tradizione rivisitati in chiave gourmet di Marco Ambrosino. Ma soprattutto un modo per respirare l’aria della belle époque tra arredi iconici e pareti eleganti, rivestite con sete di San Leucio dai riverberi rosa antico e verde salvia. Magari scegliendo un buon libro tra i circa 1.800 volumi suddivisi per aree tematiche nelle librerie in legno o sull’app dedicata alla biblioteca diffusa.

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