Stati Uniti

Trump porta il suo vino esentasse nelle basi militari americane

Dopo gadget, scarpe e libri da collezione, il marchio del presidente sbarca anche nei negozi della Guardia Costiera. Un affare legale, ma che riaccende il dibattito su etica e conflitti d’interesse

  • 10 Novembre, 2025

Dopo felpe, coperte, accessori e persino scarpe firmate “Trump”, la macchina commerciale della Trump Organization è sbarcata ora nei negozi militari degli Stati Uniti. Secondo un’inchiesta pubblicata da Forbes, i punti vendita gestiti dalla Guardia Costiera (Coast Guard Exchanges), che offrono ai militari e alle loro famiglie prodotti esentasse, hanno iniziato a vendere vino e sidro a marchio Trump. Bottiglie di “Trump Wine” e “Trump Cider” sono state avvistate sugli scaffali del punto vendita della Guardia Costiera a Washington D.C. e in quello di Centreville, in Virginia, come mostrano alcune foto diffuse su Instagram. La notizia è stata confermata a Forbes anche da Tricia McLaughlin, Assistant Secretary del Dipartimento della Sicurezza Interna, che ha dichiarato: «Gli uomini e le donne della Guardia Costiera sono lieti di poter acquistare vino e sidro Trump senza tasse».

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Dalla Casa Bianca al marketing

La strategia di monetizzazione del marchio Trump continua senza freni. Dopo aver lanciato un libro da 75 dollari con le foto ufficiali della Casa Bianca e aver utilizzato il sigillo presidenziale come marchio su accessori da golf, l’ex presidente continua a espandere la sua rete commerciale. La vendita di prodotti Trump all’interno di strutture governative rappresenta, tuttavia, un caso raro e particolarmente controverso. Sebbene la vendita sembri formalmente legale, resta aperto il dibattito sull’opportunità etica di commercializzare prodotti del presidente in carica in ambienti militari. «Probabilmente non c’è alcuna violazione legale, ma il problema è di immagine e di etica», ha spiegato a Forbes Jordan Libowitz, portavoce di Citizens for Responsibility and Ethics in Washington, un’organizzazione che vigila sul comportamento del governo.

Libowitz ha inoltre sollevato dubbi sul possibile conflitto con la “domestic emoluments clause” della Costituzione, che vieta al presidente di ricevere benefici economici dallo Stato oltre allo stipendio ufficiale. Tutto dipende, ha detto, da come vengono acquistati i prodotti: «Non vogliamo che l’esercito sembri schierarsi politicamente. È una situazione strana: si metteranno a vendere anche i prodotti di altri presidenti?». Nel frattempo non è chiaro da quanto tempo il vino e il sidro a marchio Trump siano disponibili nei negozi della Guardia Costiera, né in quali quantità siano stati venduti. Gli addetti dei due punti vendita contattati da Forbes hanno riferito che le bottiglie sono già esaurite, e che al momento non è previsto un nuovo rifornimento.

Un impero sempre più solido

Secondo le stime di Forbes il patrimonio netto di Donald Trump sarebbe cresciuto di circa 3 miliardi di dollari nell’ultimo anno, spinto soprattutto dagli investimenti in criptovalute. Oggi l’ex presidente avrebbe un attivo stimato di 8,4 miliardi di dollari, di cui 1,1 miliardi in liquidità. Il negozio online della famiglia, TrumpStore.com, che durante il primo mandato aveva evitato di puntare su gadget presidenziali, ha ora inaugurato un’intera linea “45-47 Collection” ispirata ai due mandati di Trump. Tra i prodotti più costosi, anche una moneta d’argento commemorativa “The Second Edition Silver Medallion”, venduta fino a 460 dollari, con il profilo del presidente e la scritta “President of the United States”.

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