«Per farla breve, una parte del vino è stata recuperata: in totale ci sono 32 bottiglie di vino non aperte, per un valore di circa 6.687 sterline». Lo ha detto il giudice Mark Lucraft KC durante la sentenza che ha riguardato Iuliu Kubola, il cosiddetto “ladro di vini di Londra”, comparso in tribunale per rispondere all’accusa di aver rubato circa 31mila sterline in vino da quattro ristoranti della capitale inglese: Comptoir Cafe and Wine a Mayfair, i ristoranti gemelli Oliveto e Olivo a Belgravia, e Piazza Italiana nella City di Londra. È proprio da quest’ultimo che ha sottratto la maggior parte delle bottiglie, caricandone 73 per un valore di 23.801 sterline. Trasportava il vino rubato all’interno di un cassonetto su ruote che spingeva con il suo tuk-tuk a pedali.
Ripreso dalle telecamere a circuito chiuso durante i furti, Kubola è stato arrestato dalla polizia il 22 giugno. Quando gli agenti gli hanno chiesto cosa intendesse fare con il vino trovato in suo possesso — tra cui una bottiglia di Villa Bucci Verdicchio Classico Superiore — Kubola ha risposto: «Il vino è per bere, no?».
Durante la sua comparsa all’Old Bailey, la Corte Penale Centrale d’Inghilterra e Galles, la difesa di Kubola, rappresentata da Daisy Kell-Jones, ha sostenuto che il suo assistito avesse lavorato in passato presso Oliveto e Piazza Italiana, e che il furto delle bottiglie fosse un tentativo di ottenere un pagamento per quel lavoro. È stato inoltre affermato che il vino rubato fosse stato conservato da Kubola presso un’enoteca e ristorante vicino ad Aldgate, nella City di Londra. In risposta, il giudice Lucraft gli ha dato un ultimatum: «Rinvio la sentenza per permettere al signor Kubola di aiutare la polizia a recuperare quanto è stato sottratto. Se ciò non accadrà entro il 3 novembre, trarrò le mie conclusioni».
Kubola è stato condannato ieri a 20 mesi di carcere ma con pena sospesa per due anni. Avendo collaborato con la polizia per recuperare parte delle bottiglie rubate, ha evitato l’ingresso in carcere. Il Detective Chief Inspector Kev Ives della City of London Police ha dichiarato ai giornalisti fuori dal tribunale che non ci sono prove a sostegno della tesi di Kubola secondo cui avrebbe lavorato in due dei ristoranti. Resta un mistero che fine abbiano fatto le altre bottiglie di vino sottratte ai ristoranti.
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