A inizio 2025, Gregoire Desforges aveva assunto la carica di presidente di Baglio di Pianetto, dichiarando ufficialmente che la cantina di Santa Cristina Gela, in provincia di Palermo, avrebbe concentrato le sue attenzioni soltanto sui vini d’altura. E il 24 novembre è lo stesso Desforges, nipote dei fondatori (26 anni fa) Paolo e Florence Marzotto, a comunicare ufficialmente la cessione della Tenuta Baroni di Noto (circa 18 ettari, erano circa 40 fino a due anni fa) alla società agricola Halaesa srl, attiva nel settore della coltivazione e commercializzazione di avocado, guidata dal ceo Francesco Mastrandrea, imprenditore agricolo ed esperto in agribusiness.

Solo vini d’altura, d’ora in avanti, per la cantina che coltiva le sue uve tra Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela. «Questi territori, da sempre altamente vocati alla viticoltura di qualità – è il commento del presidente rappresentano per noi il cuore della produzione di vini di alto profilo. È qui che si esprime al meglio la nostra visione di lungo periodo, rispondendo alle aspettative dei consumatori con autenticità e coerenza. La concentrazione delle colture ci permetterà inoltre di proseguire il nostro percorso verso una cantina a sempre più a basso impatto ambientale, abbattendo le emissioni derivanti dal trasporto così come il consumo di acqua, minore nelle zone d’altura». Gli appezzamenti, infatti, sono situati tra 700 e 900 metri di altitudine. Per questo riposizionamento, Baglio di Pianetto si è affidato all’enologa Graziana Grassini, con l’obiettivo di produrre vini freschi ed eleganti «in linea con la vocazione naturale del territorio».

Halaesa – Avocado piantagioni Sicilia
Dall’altra parte c’è la storia di Halaesa, una società benefit, nata nel 2022, leader nella produzione sostenibile di avocado in Italia. L”acquisizione di Tenuta Baroni va nell’ottica, non di entrate in viticoltura, ma di ampliare e consolidare la propria filiera produttiva dell’avocado, fortemente radicata in Sicilia, con base soprattutto a Tusa, in provincia di Messina. Non faranno vino, quindi, ma proseguiranno nel loro core business, fanno sapere dall’azienda. «L’operazione – è il commento dei vertici di Halaesa – consentirà di rafforzare ulteriormente la scalabilità e la sostenibilità delle proprie attività, contribuendo allo sviluppo di un modello agricolo integrato e responsabile». L’azienda ha completato due round di aumento di capitale per circa 8 milioni di euro, destinati a espandere la superficie produttiva a 300 ettari entro il 2026. Il progetto arriverà a conclusione con l’impianto di 500 ettari entro il 2029, diventando una delle più grandi realtà del settore in Europa.
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