La nuova guida

Il maritozzo perfetto nato per caso in Sardegna. Storia di una delle migliori pasticcerie d'Italia

Da Cagliari arriva una delle firme più brillanti della pasticceria italiana, in un laboratorio dove tecnica, sensibilità e misura si fondono in dolci che parlano di artigianalità contemporanea

  • 26 Novembre, 2025

Gli occhi sono lucidi, come quelli di un bambino che ha appena scartato il regalo della vita. Eppure Piero Ditrizio di anni ne ha 37 e nel 2020 ha aperto una pasticceria a Cagliari che nel giro di poco tempo è diventata ben più che una certezza nel capoluogo sardo. E oggi il suo nome si lega a un primato: la prima pasticceria sarda a ottenere le Tre Torte, il massimo riconoscimento della guida Pasticceri e Pasticcerie di Gambero Rosso. «Quando ho ricevuto la comunicazione, sono rimasto in silenzio per un minuto, dall’altra parte del telefono chissà cosa avranno pensato, che non mi interessasse poi tanto, che non avessi niente da dire: la verità è che sono rimasto senza parole». La sua è una sincerità che non ti aspetti, un’emozione che disarma, soprattutto da chi ormai colleziona soddisfazioni professionali una dopo l’altra. 

Il riconoscimento del Gambero Rosso è arrivato all’improvviso. «Non me l’aspettavo», confessa. «Quando nel 2022 ho vinto il premio come Pasticcere Emergente mi dissero: continua così, arriveranno soddisfazioni più grandi. Ma sapevo che ci sarebbe voluto tempo. Invece è arrivato prima. Ora viene il difficile: mantenere lo standard, ogni giorno». Perché le Tre Torte non rappresentano la fine di un percorso, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase: quella della responsabilità, della crescita, della consapevolezza di aver portato la Sardegna, spesso vista come marginale rispetto a grandi centri metropolitani, dove non era mai arrivata. «Lo dico sempre ai miei ragazzi: la perfezione non si raggiunge mai, bisogna sempre rincorrerla e finché la rincorri vuol dire che ci sarà sempre qualcosa in più che potrai migliorare». 

Gli inizi a Barletta

E lui, quella perfezione ha continuato davvero a rincorrerla sempre, da quando durante le domeniche e nei mesi estivi dava una mano a suo padre nella pasticceria di famiglia a Barletta. Quella bottega, la Gourmandise, fondata nel 1974, che è stata la sua prima scuola. Ma la curiosità l’ha spinto presto oltre: la formazione alla Boscolo Etoile Academy a Tuscania, Pescara, Lione con il maestro chocolatier Richard Sève, Londra all’Hibiscus dello chef Claude Bosi, Singapore al Four Seasons. Quando ha detto a suo padre delle Tre Torte, anche lui è rimasto in silenzio per qualche secondo: «Lui non è di tante parole, ma lo vedi dagli occhi quando è felice. E in quel momento, lo era».

Eppure nei suoi sogni da ragazzino burro, farina e lievito non c’erano e la strada segnava sembrava un’altra. Al destino però non si può fuggire e, complice Cupido e l’incontro con quella che sarebbe poi diventata sua moglie, Valentina Fais, Ditrizio arriva a Cagliari, dove decide di costruire il suo laboratorio ideale, un castello del gusto, come amano definirlo, quasi fosse parte viva e fondamentale di una fiaba: perché solo di fiaba si può parlare, visto il successo di questa pasticceria, aperta in pieno lockdown, in un momento in cui tutto sembrava essere fermo. «Mi sono innamorato subito della città, della sua bellezza e della sua cultura. La Sardegna mi ha dato fiducia e calore. È anche merito della gente se siamo arrivati qui». 

Il maritozzo nato per gioco

Il primo punto vendita è quello in pieno centro storico, a pochi passi dal porto, ma dopo qualche anno arriva la necessità di allargare gli spazi, con un laboratorio molto più grande, vicino allo storico mercato civico di San Benedetto. Cagliari oggi è casa e orizzonte: un luogo dove Piero continua a sperimentare, insegnare, costruire futuro. Accanto a Valentina e a una squadra di giovanissimi (con una media di età di 25 anni) che condividono la stessa passione, la pasticceria Ditrizio è diventata una piccola scuola, un riferimento per chi vede nella dolcezza una forma d’arte. «Ogni cliente che ritorna a dirmi che la torta era buonissima è la mia soddisfazione più grande», dice con semplicità. E in quella semplicità c’è la forza di un percorso: fatto di sacrificio, talento, visione e umiltà.

Ph. Cr. Studionodo, Natalia Ghiani

La città ha risposto a dovere, il passaparola ha funzionato, e in pochi anni Ditrizio è diventato davvero sinonimo di qualità, misura e modernità. E sono forse proprio quei clienti che hanno dato l’incipit a questa bella storia, ma soprattutto al suo maritozzo, nato quasi per caso, ma che oggi si è trasformato nel prodotto di pasticceria che tra quelle vetrine non può davvero mai mancare. Impasto con lievito madre, due giorni di lavorazione, un equilibrio che gioca tra leggerezza e golosità. «Il maritozzo è un pezzo di identità, ma anche una palestra: serve precisione, sensibilità, costanza».

In autunno il Maritozzo Day è ormai un appuntamento fisso, con una nuova annuale creazione che accompagna la variante classica: quest’anno un tripudio di cioccolato, sia nel ripieno che nell’impasto. Accanto, ci sono tutti i prodotti che attraversano l’Italia del dolce: il pasticciotto leccese, il cannolo siciliano. E poi i croissant, le veneziane soffici come una nuvola, le monoporzioni, le torte da ricorrenza che qui diventano piccoli capolavori, i dolci del Natale, la pizzetta sfoglia simbolo della colazione dei cagliaritani. Tutto è ricondotto a uno stile personale, contemporaneo, pulito. «Non è difficile fare un dolce, è difficile mantenerlo costante nel tempo». Una costanza che si riscontra nella perfezione di una tecnica precisa, mista all’attenzione quasi maniacale degli ingredienti utilizzati.

Ph. Cr. Studionodo, Natalia Ghiani

Quando si è figli d’arte non è semplice trovare la propria strada, ma senza dubbio dietro la tenacia e l’entusiasmo di Ditrizio c’è proprio questo: l’aver cercato una propria identità, essersi reso riconoscibile attraverso le sue creazioni. E così, quando gli chiedono quale sia il suo dolce preferito, tra quelli che crea ogni giorno, non parla di riconoscimenti o di primati, ma risponde con un sorriso schietto e disarmante: «La mia sfoglia caramellata con crema chantilly. Quella sì, quando la mordo dico sempre: wow».

Pasticceria Ditrizio Via Francesco Crispi, 21, 09124 Cagliari – Instagram

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