Parco dei Buoi & Friends ha aperto il 4 ottobre al posto della storica ferramenta Meazza, a due passi dal Carrobbio, rimasta chiusa per anni. La prima impressione, guardando dalla vetrina, è quella di un luogo costruito con stratificazioni: il logo disegnato a mano, le ceste di eriche colorate, e subito dietro un ambiente che mischia pezzi di campagna e Milano contemporanea. Dentro ci sono scaffali chiari con oli e conserve, una dispensa verde da cucina di casa, una scala di legno dipinta, cassette di mele e pomodori, un collage enorme di immagini di moda. Poco più in là , un divano floreale anni Settanta con una macchina da scrivere poggiata sui cuscini, vecchie radio, fotografie in bianco e nero. L’estetica è domestica, precisa, non costruita «alla milanese»: sembra davvero una casa che si apre al quartiere. E poi ci sono le porte. Legno azzurro consumato.
Arrivano dalla scuola rurale degli anni ’50 che era proprio dentro la masseria di famiglia «Abbiamo portato su le porte originali,» racconta Francesco Travaglini, titolare «Con alcune abbiamo fatto il bancone, altre le abbiamo lasciate intatte. Prima che costruissero la scuola, nella nostra masseria c’erano due stanze: in una la maestra faceva scuola ai bambini la mattina e agli adulti il pomeriggio; nell’altra dormiva. Era un’esperienza di comunità molto forte.» Quella stessa idea di comunità è ciò che Parco dei Buoi & Friends vuole replicare a Milano, in una forma diversa ma con la stessa intenzione: fare cultura del cibo.

Parco dei Buoi, a Larino, è un’azienda agricola biologica che lavora olivi e frutta, con una piccola produzione di trasformati. «Siamo un’azienda agricola prevalentemente vocata all’olivicoltura, quindi abbiamo un paio di migliaia di alberi e produciamo olio,» spiega Travaglini. «Poi abbiamo una serie di frutteti, albicocche, susine, pesche, pere, e siamo soci di Orogel Fresco.» Parte della produzione va al fresco, parte diventa confetture, marmellate, succhi. Gli asparagi vengono venduti freschi o trasformati in conserve. L’azienda è certificata Bio Suisse e agricoltura rigenerativa, richiesta da Davines, con cui lavorano per una linea cosmetica a base di albicocche molisane.
Francesco Travaglini e Pia Mariani hanno alle spalle venticinque anni di agricoltura, viaggi e collaborazioni. «In 25 anni abbiamo incontrato un sacco di ragazzi che fanno le cose che facciamo noi», racconta. «Da questa rete nasce il suffisso & Friends». Produttori italiani con storie simili, che condividono approccio e qualità , oggi presenti sugli scaffali della bottega.
L’apertura a Milano nasce da una necessità precisa. «Ci siamo resi conto che comunicare con le persone era fondamentale. Alcuni prodotti hanno bisogno di essere acquistati con maggiore consapevolezza,» dice Travaglini. Milano, secondo lui, è una delle poche città dove un progetto del genere può funzionare. E la presenza della figlia in città ha reso naturale costruire qui il loro punto fisico.

Parco dei Buoi & Friends sta attirando l’attenzione di chi vive nel quartiere «Le persone sono sorprese del fatto che non siamo un format», dice Francesco. «Non siamo una multinazionale. È una bottega di famiglia.» Il quartiere, che conosceva la ferramenta Meazza come luogo di passaggio del sabato mattina, ha accolto la riapertura con curiosità : «La gente è felicissima di vedere riaperto questo posto». Il primo incontro è stata una presentazione di un libro e il calendario prosegue con una lunga giornata di degustazioni d’olio guidate da Pia Mariani: «Avremo corsi continui per tutto il pomeriggio. Faremo assaggiare i nostri oli e poi dei confronti, per far capire cosa significa olio di qualità e come si riconosce».
A dicembre ci saranno due incontri dedicati ai panettoni del Convento dei Neveri, poi con Il Tortellante, realtà modenese fondata da Lara Gilmore e Massimo Bottura, di cui vendono i tortellini; poi incontri con produttori di aceto balsamico di Modena e Reggio Emilia, e con le aziende siciliane che lavorano il tonno rosso da generazioni, tra Ragusa e Catania. «A rotazione tutti i produttori amici verranno a trovarci» anticipa Francesco. L’obiettivo è costruire una presenza costante: chi entra può acquistare, ma può anche restare, ascoltare, fare domande, incontrare chi produce ciò che vede sugli scaffali «Vogliamo che sia un posto vivo».
Parco dei Buoi & Friends, Via S. Sisto, 9Â Milano Instagram
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