La nuova guida

Il ristorante in cui si sceglie cosa mangiare con un mazzo di carte

Ecco la rivoluzione verde del Due Camini a Borgo Egnazia, l'affascinante fine dining agricolo a cura di Domenico Schingaro, premiato dal Gambero Rosso per il miglior menu vegetariano

  • 29 Ottobre, 2025

Non accade spesso che ristoranti di successo in resort famosi effettuino cambiamenti tanto radicali. Siamo a Borgo Egnazia, struttura alberghiera fra le più celebrate del mondo, e il ristorante in questione è il Due Camini, casa dello chef barese Domingo Schingaro. Che quest’anno dedica l’intera proposta al vegetale. E si aggiudica il premio speciale per il Miglior Menu Vegetariano della guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso. Schingaro, classe 1980, barese, dal 2016 firma la ristorazione di Borgo Egnazia in Puglia (oltre a essere uno dei volti di Gambero Rosso TV). È rientrato in quel di Fasano, tra gli ulivi della Valle d’Itria, dopo aver lavorato tra Londra, Bangkok, il Nord Italia. «Quando sono partito, vent’anni fa, qui non c’era nulla. Nessun cinque stelle lusso. E anche poca apertura mentale sul lato gastronomico».

Chi è l’autore del miglior menu vegetariano d’Italia

Il suo fine dining è agricolo. Tecnico. Contraddittorio. Racconta bene l’evoluzione di una buona fetta dell’alta ristorazione italiana e internazionale, che riscrive i propri modelli produttivi e intercetta nuove sensibilità. I clienti? Italiani, ma soprattutto stranieri. Qui arrivano da ogni parte del mondo. E si aspettano Champagne, caviale, aragoste lucidate. «Ogni tanto qualcuno rimane deluso. ‘Mi aspettavo qualcosa di più ricercato’, dicono. Ma poi assaggiano. E si ricredono». Chi arriva in un resort costruito da zero – come spesso si dice di Borgo – pensa a un’operazione di plastica. Ma la sostanza sta nel modo in cui un luogo viene abitato. «L’identità si costruisce anche in un posto nuovo. Non è un diritto di nascita. Noi abbiamo deciso di non scendere a compromessi».

Cosa si mangia a Borgo Egnazia

La sua non è solo cucina d’autore ma anche presidio di biodiversità, supportata dalla Casa delle Sementi, un progetto parallelo che raccoglie semi antichi e varietà autoctone rare. Non c’è un menu ma un vero e proprio mazzo di carte, e ogni carta racconta un vegetale preparato in 3 modi differenti. Sarà così l’ospite a comporre il proprio percorso. Tra i più sorprendenti, un primo come la “semplice” cipolla (con ruote pazze e manteca affumicata) in una tartelletta chic e sottoforma di crema da assaggiare con le dita. Golosissima. Delicata la declinazione dell’asparago: selvatico su pane raffermo, bianco al barbecue e un elegantissimo nettare fresco di asparagi arrosto; da mangiare a tutte le ore il tacos di peperone cornaletto. Il servizio è ottimo, di alto livello i cocktail analcolici, perfettamente bilanciati. Completa il tutto una cantina super fornita, in netto miglioramento.

Due Camini a Borgo Egnazia – Fasano (BR) – fraz. Savelletri di Fasano – s.da Comunale Egnazia – 081 2255351 – ristoranteduecamini.it

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