Nato nelle cucine della Giamaica e cresciuto tra botteghe artigianali e catene internazionali, con la sua crosta dorata e friabile ripiena di carne speziata o verdure, il patty oggi è diventato il protagonista di una nuova ondata gastronomica. Un cibo perfetto per lo street food, capace di raccontare storie di migrazione, ingegno e tradizione. E mentre si diffonde tra le vetrine di Brooklyn, nei food hall del Bronx e perfino negli stadi, conquista anche chi non ne aveva mai sentito parlare.
Nasce come espressione della fusione culturale dell’isola di Giamaica, dove l’idea del fagottino salato proviene in gran parte dal Cornish pasty inglese introdotto dai marinai della Cornovaglia nel corso del commercio coloniale. In Giamaica, questa forma “importata” viene reinterpretata con influenze africane, indiane e locali: gli schiavi africani e i lavoratori indiani introdotti nei periodi coloniali aggiungono spezie come il curry, il cumino e il peperoncino.
Negli anni Settanta, a causa della crisi economica e del clima politico instabile in Giamaica, oltre 250.000 giamaicani sono emigrati negli Stati Uniti. Così, dai quartieri giamaicani del Bronx e di Brooklyn, il patty ha cominciato a diffondersi negli Stati Uniti. Ha iniziato a comparire nei negozi di alimentari etnici, nei ristoranti caraibici, nei gas station e persino nelle mense scolastiche di New York, dove, solo nel 2016, ne sono stati serviti oltre tre milioni.

Il primo grande salto commerciale è avvenuto nel 1989, quando Lowell Hawthorne ha aperto Golden Krust Caribbean Bakery & Grill nel Bronx. Hawthorne ha intuito il potenziale commerciale del patty e ha investito sulla sua standardizzazione e diffusione. Oggi, Golden Krust conta 120 ristoranti in 9 stati americani, con una produzione di oltre 50 milioni di patties all’anno venduti in più di 20.000 punti vendita tra supermercati, scuole e negozi.
Per preparare i patty giamaicani, si inizia unendo in una ciotola farina, curcuma e burro freddo, lavorando l’impasto fino a ottenere un composto dall’aspetto sabbioso. Si aggiunge poi acqua ghiacciata fino a formare un panetto omogeneo, che viene fatto riposare. Nel frattempo, si prepara il ripieno rosolando la carne macinata in una padella con un po’ d’olio. Si aggiungono cipolla tritata, aglio e il peperoncino Scotch Bonnet. Si insaporisce con timo, pimento e curry in polvere. Si sfuma con del brodo e si lascia sobbollire finché il ripieno non si addensa, eventualmente aggiungendo del pangrattato per legare il composto. Si stende la pasta per ricavare dei dischi e si farcisce una metà di ogni disco con il ripieno di carne, si piega l’altra metà a formare una mezzaluna e si sigillano bene i bordi con una forchetta. Si spennella il patty con dell’uovo sbattuto e si cuoce in forno finché non diventa dorato e fragrante.

Il 2024 e il 2025 hanno segnato una nuova fase per il patty giamaicano a New York, con l’arrivo di Juici Patties, una delle catene più iconiche della Giamaica. Fondata da Jukie Chin nel 1980, l’azienda conta oltre 65 sedi in Giamaica e ha cominciato la sua espansione americana partendo dalla Florida nel 2024. Nel 2025, Juici ha inaugurato le sue prime sedi newyorkesi: una a Bed-Stuy, al 1293 di Fulton Street, e un’altra nel Bronx Terminal Market, nel Boogie Down Food Hall. I locali, con servizio al banco, offrono una varietà di patties, tra cui manzo (piccante o dolce), pollo al curry, spinaci o avocado.
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