Cantine

L'azienda vitivinicola Torrevento riacquista il 100% del capitale societario e dice addio a Prosit Group

La realtà pugliese, guidata da Francesco Liantonio, separa la propria strada dal fondo di private equity, dopo un sodalizio iniziato nel 2019. Si punta a valorizzare l'identità regionale sui mercati esteri

  • 14 Novembre, 2025

Prosit Group perde un pezzo del suo mosaico vitivinicolo e cede il 51% delle quote detenute in Torrevento, la quale riacquista il 100% del capitale societario. L’operazione è stata resa nota da Cantine Torrevento, realtà pugliese che controlla 600 ettari vitati, di cui 300 di proprietà, produce 4 milioni di bottiglie per un giro d’affari da 17,6 milioni di euro (nel 2024). Operazione, di cui non sono stati resi noti i termini economici, che si inserisce nelle nuove strategie aziendali di Cantine Torrevento e di Prosit Group.

Le strategie

Le due società, che avevano incrociato i rispettivi destini nel 2019, hanno preferito scegliere la strada della «valorizzazione delle rispettive competenze» e focalizzarsi su specifici obiettivi. Per Torrevento, in particolare, si punta a posizionare ulteriormente il brand e la vasta gamma di marchi aziendali (dal Castel del Monte al Primitivo di Manduria, al Salice Salentino) sui mercati nazionali e internazionali. Attualmente, la percentuale dei volumi esportati dalla cantina di Corato, nel Parco della Murgia barese, a due passi dal famoso monumento federiciano di Castel del Monte, è di circa il 75 per cento.

Torrevento – cantina bottaia – foto Torrevento

Vini identitari

«Ringrazio l’intero management di Prosit Group – ha dichiarato il presidente di Cantine Torrevento, Francesco Liantonio (nella foto di apertura) – per aver condiviso e concluso l’operazione, oltre che per l’esperienza vissuta in questi anni, il tutto sempre basato su stima e collaborazione reciproca». Torrevento (certificata Equalitas), a cui si deve negli anni Novanta un contributo fondamentale per la riscoperta del Nero di Troia in purezza, punterà a offrire ai consumatori vini portatori di grande carica identitaria, tipicità regionale e perfetta tracciabilità di filiera, grazie ai numerosi vigneti di proprietà.

Il futuro di Prosit Group

Scendono i marchi in portafoglio di Prosit Group, realtà da circa 80 milioni di fatturato, partecipata dal fondo Made in Italy Fund I di Quadrivio&Pambianco. Ora sono Cantina di Montalcino, Caldirola (col marchio La Cacciatora), Collalbrigo grandi vini, Nestore Bosco e l’importatore statunitense Votto Vines. Ai primi di ottobre, l’annuncio del nuovo amministratore delegato, Giacomo di Feo, che ha preso il posto di Sergio Dagnino, dopo esperienze in Zonin1821 e Terra Moretti. Dopo la cessione delle quote di maggioranza di Torrevento, per Prosit Group non sono da escludere nuovi colpi di mercato a fine anno.

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