Ancora una volta, l’Italia conferma il suo ruolo centrale nel panorama vinicolo mondiale. Nella classifica Top 100 di Wine Spectator 2025, ben venti vini italiani si sono guadagnati un posto, con la Toscana a fare da protagonista assoluta, rappresentando circa la metà delle referenze premiate. Seguono Piemonte, Veneto, Lazio, Liguria, Sicilia, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Campania, ciascuna con almeno una rappresentanza, a conferma della varietà territoriale del nostro Paese.

Emergono nelle primissime posizioni nomi storici come i Produttori del Barbaresco, al settimo posto con il Barbaresco ’21, e il Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione ’21 di Castello di Ama, che conquista il nono posto della classifica. Le due referenze italiane si inseriscono in una cornice che vede al vertice il Grand Cru Classé Margaux ’22 di Château Giscours, seguito dallo Chardonnay ’23 di Aubert, espressione della California costiera. Completa il podio il Lytton Springs Dry Creek Valley ’23 di Ridge, che valorizza un blend a base di Zinfandel.
La California continua ad essere una delle zone più rappresentate con il Pinot Noir Russian River Valley Eastside Road Neighbors’23 di Williams Selyem alla n. 4 e il “The Estate” di Wayfarer alla n. 8. Il Château Beau-Séjour Bécot ’22, conquista la quinta posizione, mentre il sesto posto è occupato dal cileno Clos Apalta 2021. Chiude la Top 10 uno Châteauneuf-du-Pape ’22 della Famille Isabelle Ferrando.

Chianti Classico e il Brunello di Montalcino (rispettivamente con cinque e tre etichette) si confermano denominazioni di riferimento per la critica statunitense. Al n.14 spicca il Chianti Classico Riserva 2019 di Viticcio, mentre il Chianti Classico Ducale Riserva 2021 di Ruffino segue al n.17. Più avanti, al n. 21, troviamo il Brunello di Montalcino 2020 di Camigliano, un rosso potente ma raffinato, perfetto per chi cerca struttura e profondità. Al n.23, Rocca di Frassinello porta in classifica il suo Maremma Toscana Ornello 2023, mentre al n. 25 il Chianti Classico torna con la Riserva 2020 di Carpineto. Eleganza toscana anche al n. 28, con il Centine 2022 di Banfi.
Al n. 31, è la volta del Chianti Rufina Nipozzano Riserva 2022 dei Marchesi de’?Frescobaldi, un vino verticale e raffinato, seguito a n.?45 dal Chianti Classico Poggio Gran Selezione 2020 di Castello di Monsanto, incarnazione del frutto maturo e del terroir. Tra i Brunelli, al n.?52 emerge la Riserva Vigna Paganelli 2019 de Il Poggione, mentre tra i vini del Nord, al n. 55 c’è il Barolo Cannubi 2021 di Damilano, firma elegante delle Langhe.
Al n. 61 appare una bolla: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore 2023 di BiancaVigna, seguita al n.?64, dal Merlot del Lazio Montiano 2021 della Famiglia Cotarella Le Langhe rinnovano la loro presenza con il Barolo 2021 di Matteo Ascheri alla posizione n.?67, mentre al n.?70, la Liguria spicca con il Vermentino Colli di Luni 2023 di Lunae?Bosoni.
Al n. 75, troviamo la Sicilia con il Rosato Etna 2024 di Graci, mentre l’Oltrepò Pavese risponde con il Pinot Nero Costa del Nero 2022 di Conte Vistarino al n. 78. Al n. 80, il Manzoni Bianco Fontanasanta 2023 di Foradori. Infine, la Campania chiude il cerchio italiano al n. 92, con il Taurasi Gulielmus Riserva 2018 di Tenute Capaldo.
Guardando agli ultimi anni, la presenza italiana nella Top 100 mostra una sostanziale stabilità: nel 2024 erano sempre 20 le etichette italiane, mentre nel 2023 se ne contavano 24. Una leggera flessione che non intacca però il prestigio e la rilevanza dell’Italia nel settore, dimostrando come il nostro Paese sappia mantenere alto lo standard qualitativo anche in un contesto internazionale sempre più competitivo In sintesi, la Top 100 del 2025 racconta un’Italia fatta di vini classici e moderni, territori diversi e varietà di stili che confermano come il Belpaese sia uno dei protagonisti del panorama enologico internazionale.
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