Bassa gradazione

Arriva la versione low alcol dell'Orvieto Doc: vini da 10 gradi per rispondere alle nuove richieste di mercato

Prime bottiglie già sul mercato. Presentata anche una domanda di sostegno al Ministero per avviare un piano di ricerca scientifica

  • 09 Luglio, 2025

Passaggio importante, storico, per la Doc Orvieto che fa il suo esordio nel mondo dei vini a bassa gradazione. Il Masaf ha approvato il nuovo disciplinare di produzione e, con la recente pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (11 maggio 2025), dà il via libera alla versione a 10 gradi alcolici (minimi) della Doc umbra. In attesa dell’ultimo passaggio formale a livello di Unione europea, i primi vini (annata 2024 da 10 e da 10,5 gradi) sono già sul mercato e sono prodotti da due aziende consorziate. L’iniziativa era nata in occasione delle modifiche temporanee alle regole di produzione per la vendemmia 2024. I produttori hanno ora constatato l’opportunità per rinnovare l’identità della Doc Orvieto e anche per questo 2025 la produzione verrà confermata.

Vini più moderni e leggeri

Il progetto tecnico alla base dei primi due vini è stato guidato dagli enologi Pier Paolo Chiasso (società Chiasso-Cotarella), Paolo Nardo (Gruppo italiano vini), Massimiliano Pasquini (Castello della Sala – Marchesi Antinori), affiancati dal produttore Enzo Barbi (Decugnano dei Barbi). Nei giorni scorsi, come fa sapere il Consorzio di tutela, il gruppo di enologi ha presentato i nuovi campioni alla base associativa.

In una degustazione alla cieca, i due vini (già imbottigliati) sono stati degustati con riscontri positivi sul profilo aromatico-gustativo e una riconoscibilità territoriale ben preservata. Vincenzo Cecci, presidente del Consorzio, ha spiegato che «dall’adattamento climatico nasce un’idea di valore. Con la modifica al disciplinare e la concreta messa in commercio dei primi Orvieto Doc a bassa gradazione, offriamo al mercato una risposta reale: vini più moderni, più leggeri, ma profondamente radicati nel nostro territorio».

Operazione rinnovamento

Il presidente della Commissione tecnico-scientifica, Riccardo Cotarella, ha parlato di operazione dal carattere innovativo: «Questo risultato dimostra che un vino può rimanere identitario e di qualità anche con un grado alcolico più contenuto. Siamo i primi in Italia a fare questo passo in ambito Doc, e lo facciamo con coerenza e consapevolezza tecnica». Secondo i tre enologi (Paolo Nardo, Massimiliano Pasquini, Pier Paolo Chiasso), si compie un passo importante per l’Orvieto: «Questa nuova tipologia a 10 gradi alcolici nasce dall’ascolto attento dei segnali che ci arrivano dal territorio, dal clima e dai consumatori. Viviamo un’epoca in cui freschezza, bevibilità e leggerezza sono sempre più richieste, ma senza mai sacrificare la qualità e l’identità». Sul lato tecnico, si è lavorato in modo sperimentale su ogni fase della produzione, dalla scelta delle uve alla raccolta anticipata, fino alla vinificazione con lieviti selezionati e basse temperature.

Orvieto|Orvieto|Cooperativa Monrubio||Castello della Sala|Azienda Vinicola Palazzone|Cantina Bigi

Cooperativa Monrubio|Azienda Agricola Bigi|Castello della Sala|Azienda Vinicola Palazzone|Cantina Bigi

Il progetto di ricerca

Per accompagnare e approfondire questa evoluzione, il Consorzio ha presentato una domanda di sostegno al Masaf per un progetto di ricerca scientifica, in collaborazione con il mondo accademico e gli istituti di sperimentazione. L’obiettivo, fa sapere l’ente di tutela, è avviare un percorso multidisciplinare che tocchi aspetti enologici, agronomici, normativi e di comunicazione, per valorizzare al massimo le nuove potenzialità dell’Orvieto Doc.

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