This must be the place

Lo spiedo sulla spiaggia alle porte di Cagliari (con vini strepitosi) che ha rivoluzionato la cucina sarda

A pochi minuti dalla città c'è un'insegna che ha contribuito a cambiare la ristorazione regionale e ancora oggi propone grandi vini e anguille allo spiedo

  • 20 Luglio, 2025

L’enorme insegna non lascia spazio a dubbi. Cucina e Cantina dal 1967. Sta per compiere 60 anni il ristorante della famiglia Murgia che, oramai decenni fa, cambiò il modo di fare ristorazione. Nasce nel villaggio pescatori, negli anni Ottanta si trasferisce nella sede attuale. Ci troviamo a 20 minuti da Cagliari, in località Maddalena spiaggia. Il nome fa capire tante cose. Sa Cardiga e Su Schironi. In effetti, in ogni casa che si rispetti può mancare una griglia e uno spiedo? Senza dubbio no. La formula da sempre è la stessa, oggi può sembrare normale ma allora rappresentò una vera innovazione. Tanti tanti antipasti iniziali, tra crudi, cotti, caldi e freddi e alcuni piatti principali con alcune regole: materie prime di livello assoluto e delle cotture semplici atte a non mutare minimamente l’essenza degli ingredienti.

Vini artigianali e naturali

Nel 2000 il passaggio di consegne, di padre in figlio. Ora c’è Gianluca Murgia che porta avanti la cucina ideata dal padre, ma ha fatto crescere l’insegna attraverso la sua passione: il vino. Il suo grazie lo deve a Lello Atzeni, storico enotecario cagliaritano: è con lui che Murgia inizia a fare le prime degustazioni, a scoprire le cantine sarde, dalla Gallura e via giù per tutta la Sardegna. Un altro suo “insegnante” fu Luca Gargano, titolare del catalogo Velier e Triple A che fa scoprire a Gianluca il mondo dei vini naturali e della agricoltura biodinamica, a partire da Nicolas Joly.

«Nella mia cantina ci sono circa 600 etichette, declinate in tante annate, quindi con una verticalità importante. Sono senza dubbio geloso di alcune vecchie riserve di Vernaccia di Oristano degli anni Settanta, di bottiglie di Malvasia di Bosa degli anni Ottanta, di alcune etichette spagnole di culto vecchie di 50 anni, come Unico di Vega Sicilia. senza dimenticare un Petrus del 1945. Un’altra bottiglia a cui sono – pardon, ero – affezionato è il Torbato Passito del 1976 di Sella & Mosca, un’etichetta che fu fatta per pochi millesimi. Quando Vittorio Moretti venne qui per festeggiare l’acquisto di Sella & Mosca gli chiesi se la conosceva. Lui riteneva non fosse mai esistita, pensava fosse una credenza popolare. Cosa fare per farlo ricredere? Stapparla. Ed è così che bevemmo quella meravigliosa bottiglia di vino dolce».

Non dimenticate di provare l’anguilla

Ma qui, di appassionati bevitori o grandi vignaioli ne sono passati tanti. Mateja Gravner venne qui per stappare alcune vecchie bottiglie di Breg, Radikon portò qualcosa di molto vecchio della sua cantina, per condividerla, mentre Silvio Jermann, dopo un pranzo passato a bere Borgogna, regalò a Murgia una delle sue bottiglie, dalla sua collezione privata. Ma, a proposito di Schironi, se verrete a mangiare qui, a un certo punto vedrete le anguille ancora nello spiedo sfilare per la sala grazie a camerieri esperti. Non importa se a quel punto sarete sazi. Un pezzo di anguilla alla brace va provata. Anche perché ci sarà subito pronto Gianluca a stappare una delle sue grandi bottiglie.

 Sa Cardiga e su schironi – Capoterra (CA) – loc. La Maddalena spiaggia – 070 71652 – sacardigaesuschironi.it

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