Vini d'Italia 2026

L'inaspettato vino bianco che racconta la Calabria senza alzare la voce

L'etichetta che abbiamo premiato quest'anno per il Miglior rapporto qualità/prezzo dell'Anno è prodotta in Calabria da una cantina che ha quasi due secoli

  • 15 Ottobre, 2025

Ci sono vini che sanno raccontare una terra con immediatezza, che invitano alla convivialità per il loro essere accessibili a tutti e allo stesso tempo capaci di sorprendere al primo sorso. È il caso del Cirò Bianco Mare Chiaro ’24 di Ippolito 1845, che quest’anno conquista il riconoscimento per il miglior Rapporto Qualità/Prezzo nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, dopo quello dello scorso anno per il rosso più buono della Calabria sotto i 20 euro per la guida Berebene Un premio che non riguarda solo il costo: ciò che colpisce è l’armonia di un vino che unisce freschezza, identità territoriale e precisione stilistica. Un bianco che trasmette leggerezza e autenticità, invitando a una beva quotidiana, spensierata, ma mai banale, e che dimostra come la qualità possa convivere con la semplicità, intesa come cura e precisione.

Ippolito 1845, una storia lunga quasi due secoli

Fondata nel 1845 a Cirò Marina, Ippolito può vantare 180 vendemmie, affondando le radici in quasi due secoli di storia  La cantina dei cugini Gianluca, Paolo e Vincenzo Ippolito festeggia questo importante traguardo in piena forma, forte di una produzione di ottimo livello qualitativo, fatta di vini contemporanei che mantengono, però, ben saldo il legame tra varietà e territorio,  senza stravolgerlo, ma anzi rafforzandolo.

A Cirò, gli Ippolito contano su un centinaio di ettari vitati, divisi in tre tenute coltivate in biologico in un ambiente pedoclimatico unico: il mare a pochi passi, le colline che proteggono e ventilano i filari, i terreni che variano in pochi chilometri. Tutto concorre a dare sfumature diverse a ogni parcella, in un mosaico che trova equilibrio nel bicchiere. La distesa di vigneti che si affacciano sullo Ionio è il cuore pulsante di un progetto che ha sempre avuto al centro i vitigni autoctoni. Tra questi il greco bianco, protagonista assoluto del vino vincitore del premio, il Mare Chiaro, appunto.

Un Cirò Bianco, fresco e identitario

Il Mare Chiaro ’24 brilla per luminosità e precisione. Un Cirò Bianco di grande spessore (per la prima volta un Cirò Bianco ottiene anche i Tre Bicchieri). Al naso emergono sentori di agrumi e fiori bianchi, attraversati da un soffio salmastro che sembra arrivare diretto dal mare. In bocca la freschezza è viva, vibrante, sostenuta da una struttura agile che invita al sorso successivo. La chiusura minerale prolunga la sensazione di pulizia e rende il vino estremamente versatile: si muove con naturalezza dalla tavola di pesce della tradizione calabrese fino agli abbinamenti più moderni, fusion e cosmopoliti. Un vino che non si limita a essere bevuto, ma che accompagna, racconta e invita alla condivisione. Un bicchiere capace di trasformare la quotidianità in esperienza, e che con semplicità e finezza rivela l’essenza di una cantina e di un territorio che, oggi più che mai, guarda al futuro.

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