Nuove aperture

A Modena dopo Patrizia arriva Patty: la nuova hamburgeria di un gruppo di giovanissimi e supercreativi

Classe 1998, Tommaso Zoboli si appresta ad aprire il suo secondo ristorante: dopo Patrizia a Modena è in arrivo Patty

  • 03 Dicembre, 2025

Patty è una polpetta schiacciata di carne macinata, che qualcuno chiama anche svizzera, ma ai più è conosciuta come burger. Proprio quello che sta dentro ai bun. Patty è anche il diminutivo di Patrizia. Che a sua volta è il nome della mamma dello chef Tommaso Zoboli. A questo punto pare chiaro che Patty potrebbe essere anche molto altro. Per esempio un’hamburgeria firmata proprio da quello Zoboli che un paio di anni fa ha dato vita a un progetto che non è solo un ristorante ma è un organismo espressivo che (manco a dirlo) si chiama Patrizia. Se tutto questo pare uno scioglilingua, rimettiamo insieme le informazioni: Patty è l’hamburgeria di Tomaso Zoboli, chef e patron di Patrizia, a Modena.

Cosa è Patty

Patty è uno spazio-laboratorio a vista (sullo stile del Micro Forno Pezzetta a Fiumicino, o più lontano, Dumbo a Parigi o Gasoline a Copenaghen) con un super design che rimanda a quello di Patrizia (del resto è il suo fratellino minore): nero, tutto acciaio, vetro e una super scritta sul soffitto e due finestrelle per asporto e delivery, e giusto qualche tavolo fuori, sotto al portico. E dato che il servizio non c’è, ma c’è l’esigenza di assicurare il miglior prodotto possibile anche a consegna avvenuta, Zoboli ha lavorato tanto con packaging, per consentire ai burger di resistere al trasporto senza che ne risenta la qualità. «L’obiettivo, più che più che cercare di fare qualcosa di diverso, è dare un panino per il take away perfetto in ogni aspetto, migliorando le cose che secondo il nostro punto di vista rappresentano degli errori negli hamburger comuni» dice Zoboli.

Un esempio? La mancanza di croccantezza negli smash burger (a proposito: qui i segreti per prepararne uno perfetto), che spesso dipende dall’incarto che trattiene l’umidità, o la perdita di temperatura che la confezione che non riesce a mantiene, menta a volte il problema è nell’ingombro eccessivo (e conseguente costo di  trasporto) di certe box che arrivano già montate, e poi i vassoi in cartone scomodi se usati come appoggio che Zoboli&Co hanno ripensato in modo che si incastrino alla perfezione. «Abbiamo lavorato con un design del prodotto studiando una forma nuova che probabilmente brevetteremo» continua Zoboli che non ha mai nascosto il suo interesse per l’architettura e la visione a 360 gradi della ristorazione: il suo ristorante principale, infatti, vive di temi (tre l’anno) a cui tutta la struttura aderisce, dagli ambienti con pannelli interattivi al menu ma anche la carta delle pietanze, vini, tavoli, luci, playlist e divise del personale.

Così gli è venuto naturale pensare alla fruizione oltre che al cibo, su cui ha comunque acceso il suo interesse. «Stiamo cercando di eliminare ogni difetto dal panino rendendolo molto personale dato che è legato allo stile di cucina di Patrizia». Ecco la cucina, cosa si mangia da Patty?

Screenshot

I panini di Patty

Menu snello: appena 5 panini più uno dolce, in cui cercano di offrire una panoramica sui panini più comuni. Dal classico trasformato in stile Patty, ovvero con influenze modenesi (leggi parmigiano giovane al posto del cheddar, maionese con una punta di balsamico per dare un twist sull’acidità) al vegetariano, dal fish burger al NOB – che sta sia per not our business sia per Noob che nel mondo del gaming indica i giocatori inesperti – ed è il classico panino americano, quello che non è cosa loro ma fanno soprattutto per chi non sa che scegliere e vuole andare sul tradizionale. C’è un panino dolce, ripieno di gelato e in collaborazione con Toschi, realizzato grazie a una piastra sferica per bun che scalda e sigilla l’esterno lasciandolo freddo dentro. Ci sono anche le patatine fritte (lavorano con alcune che hanno un bagno in amido per aumentare la croccantezza e polveri disidratate tipo capperi, ciccioli frolli per l’aroma).

Il panino Patrizia

C’è anche il panino Patrizia, che seguirà il tema del menu del ristorante ed è un panino “esperienziale” come nello stile del locale, non solo perché tecniche e ingredienti alla base sono le stesse del main restaurant – che sia un sifone o un porro bruciato nelle salse – ma anche per gli accessori: con una box più bella e una serie di gadget in più, stickers, tovagliolini e degli art toy di Beard New Toy, tipo sorpresine degli Happy Meal, statuine di design stampate in 3d che rappresentano il trio che c’è dietro al progetto: Tommaso, l’amico Leonardo Alberghini che è social media manager di Patrizia e Luca Bellei, un content creator con cui fanno spesso dei progetti insieme. Del resto Timmy è del 1998 e il resto del team di Patrizia non supera i 26 anni: la comunicazione sui canali social è una cosa che padroneggiano con grande consapevolezza e abilità.

E in fondo questo nuovo progetto nasce proprio dalle loro incursioni nel mondo online corollario di Patrizia, il ciclo di video Chef Date: «Ci siamo resi conto di avere un bel seguito di giovani che ci segue e abbiamo deciso di allargare l’offerta com una proposta più accessibile e fruibile rispetto a Patrizia che per tipo di locale e dimensioni è piuttosto esclusivo». L’idea nasca quasi un anno fa, si formalizza a fine inverno, quando – trovato il locale giusto, che per loro fortuna è stato il primo visitato – e formato le carte che dovevano firmare, hanno ingranato la marcia e cominciato a lavorare, con gli inconvenienti del caso, «quando fai lavori abbastanza normale che sia così». Adesso sono in attesa della fornitura di gas ed elettricità, ma auspicabilmente tra fine 2025 e inizio 2026 saranno operativi: «Dall’esperienza di Patrizia abbiamo imparato che quando fai un progetto devi essere velocissimo ma devi aspettarti che gli altri non lo siano altrettanto».

Patty – Modena – via Canalchiaro, 61 – https://www.instagram.com/patty.modena/

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