Minguida

I mitologici bar di New Orleans dove sono stati inventati i cocktail entrati nella storia

Il Sazerac, considerato il primo drink americano. Ma anche Grasshopper, Vieux Carré, Hurricane. Ecco dove berli nel luogo dove sono stati creati

  • 07 Gennaio, 2026

Nella Louisiana delle note jazz e dei bayou, i canali che si ramificano nelle acque lente del delta del Mississippi, crocevia di culture e influenze francesi, spagnole, africane, cajun e americane, oltre alla cucina c’è un’altra tradizione che racconta il carattere e l’anima di questo Stato: quella dei distillati. E, ancora più nello specifico, dei cocktail. Nel secolo scorso, a New Orleans per accompagnare quella miscela esplosiva fatta di notti tropicali e musica jazz, proibizionismo e speakeasy, balli sfrenati, prostituzione, locali più o meno equivoci nacquero vari drink entrati nella storia della mixology.

Miscelati con distillati e materie prime locali, come la canna da zucchero, il Rum o il Rye whiskey, distillato di segale statunitense ma anche francesi, come Assenzio e Cognac, sono tra le più antiche ricette conosciute. Non solo, spesso abbiamo memoria del luogo dove furono inventati, luoghi – bar d’hotel, ex speakeasy, ristoranti, piano bar – ad oggi ancora in attività, dove si può quindi entrare ed ordinare il drink della casa, che nel frattempo ha fatto più volte il giro del mondo approdando nelle liste dei classici senza tempo. Ecco quali sono.

Il primo della storia, il Sazerac

Se i primi cocktail, e la parola stessa, appaiono tra Gran Bretagna e Stati Uniti alla fine del Settecento, il primo drink di cui ci sono stati effettivamente tramandati nome e ricetta è il Sazerac e nasce proprio a New Orleans, intorno al 1838, per mano del farmacista creolo Antoine Peychaud nel suo negozio al 437 Royal Street. Il nome deriva dal suo brandy francese preferito, il Sazerac-de-Forge et fils. A un certo punto, forse a seguito della difficoltà di reperire il distillato francese a causa dell’epidemia di fillossera, il Cognac fu sostituito dal Rye whiskey, cui si aggiunge Peychaud’s Bitters, il rosso amaro a base di genziana, frutta e spezie, creato da Peychaud stesso e ancora venduto nella caratteristica bottiglietta vintage, scorza di limone e Assenzio, usato per bagnare il bicchiere. Un tempo l’amaro veniva usato per scogliere una zolletta di zucchero, oggi si ricorre a uno sciroppo. Per immergersi nell’atmosfera c’è il Sazerac Bar, l’assai elegante bar dall’illuminazione soffusa e dallo stile retrò all’interno del Roosevelt Hotel. Alla Sazerac House troverete invece tour, degustazioni e spazi espositivi.

Sazerac Bar – 130 Roosevelt Way – Sito web
Sazerac House, 101 Magazine St. on the corner of Canal and Magazine – Sito web

Al Tujague per un verde Grasshopper

È composto da cinque diversi liquori, due liquori di cioccolato,  due alla menta e Brandy, mescolati con panna. Come racconta la storia, fu il proprietario del Tujague’s, Philip Guichet, a presentare questo cocktail dolce e setoso che prende il nome dal colore del grillo a un concorso a New York nel 1918. Due anni prima dell’entrata in vigore del 18° emendamento alla Costituzione che sancì l’inizio del proibizionismo. Il Grasshopper e vinse il secondo posto e la ricetta passò al suo ristorante nel quartiere francese di New Orleans, poi spostato quattro strade più in là, e lì ancora si può bere. Ma il Tujague’s ha una storia che va raccontata anche al di là del sontuoso drink dopocena che fa quasi le veci di un dessert: aperto nel 1856 vicino al mercato pubblico, ne sfamava i lavoratori con un’invenzione che oltre cent’anni dopo fece il giro del mondo, il “butcher’s breakfast”, antenato del nostro brunch.

Tujague’s – 429 Decatur Street – Sito web 

All’Hotel Monteleone per un Vieux Carré

Bénédictine, Cognac, Whiskey di segale, Vermouth dolce e Peychaud’s Bitters: il Vieux Carrè, sontuoso e speziato, è stato inventato nel 1937 dal capo barman dell’Hotel Monteleone, Walter Bergeron. È stato chiamato con il nome dal quartiere del centro storico dove ancora si trova l’albergo. L’ispirazione viene dal “vecchio” Sazerac. Oggi il Vieux Carré si può sorseggiare al Carousel Bar dell’hotel di lusso fondato da un nobile siciliano e ancora in mano alla famiglia Monteleone. Evoluzione dello Swan Room, dove nacque il cocktail, cambiò nome nel 1949 dopo una ristrutturazione il cui fulcro era il bancone che richiama una giostra, con tanto di tendone da circo a strisce bianche e rosse e sedili che ruotano trainati da un meccanismo interno.

Carousel Bar – 214 Royal Street, Sito web

Pat O’Brien’s e l’Hurricane

Nel nome, una dichiarazione d’intenti: l’Hurricane, un drink fruttato in stile Tiki, è intimamente legato alla storia dei commerci tra Louisiana e Mar dei Caraibi. Pat O’Brien già gestiva uno speakeasy nel quartiere francese all’epoca del proibizionismo, poi trasformato in un piano bar. Nel 1942 si trasferì In un palazzo storico del 1791 e qui nacque l’Hurricane, una miscela di Rum e frutto della passione, succo di agrumi e granatina creato negli anni ’40 del secolo scorso. Il “La” lo diede la Seconda Guerra Mondiale: quando la maggior parte delle distillerie fu convertita in impianti di produzione bellica,  ci fu una scarsità di Rye whiskey, mentre il Rum continuava a viaggiava, proveniente dalle isole caraibiche, lungo il delta del Mississippi. Aggiunge un tocco di teatralità (del resto, l’edificio del bar aveva contenuto il primo teatro spagnolo degli Stati Uniti) il bicchiere in cui è servito, che richiama una lampada da uragano.

Pat O’Brien’s – 718 St Peter Street – Sito web

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