Entro il 2026 la Commissione europea si preparerebbe a lanciare una delle iniziative sanitarie più incisive degli ultimi anni, ovvero una tassa su cibi poco salutari e bevande alcoliche dolci — i cosiddetti alcopops. La misura, sulla quale le voci si sono rincorse insistentemente negli ultimi mesi, rientra in un ampio Piano per la Salute Cardiovascolare concepito per ridurre l’incidenza delle malattie cardiache, ancora oggi la principale causa di morte nel continente.
Secondo una bozza circolata a Bruxelles e visionata dalla testata Euractiv, l’esecutivo europeo intenderebbe intervenire soprattutto sui prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale, mirando in particolare a quelle bevande alcoliche a basso tenore alcolico e ad alto contenuto zuccherino che attraggono i consumatori più giovani. L’idea è quella di usare la leva fiscale per spingere i cittadini verso scelte più sane e, allo stesso tempo, incentivare l’industria a riformulare i prodotti. Il progetto godrebbe già del sostegno di diversi Paesi membri. Austria, Belgio, Francia, Lettonia, Slovenia e Spagna hanno infatti chiesto alla Commissione un inasprimento delle tasse sugli alcolici e regole più rigide sulla pubblicità. Le capitali favorevoli sostengono che solo misure strutturali possano arginare il consumo eccessivo di prodotti nocivi e alleggerire la pressione sui sistemi sanitari europei. La tassa è solo una parte di un pacchetto più ampio che comprenderà campagne informative, etichette nutrizionali più chiare, limiti alla pubblicità e possibili incentivi per gli alimenti salutari. L’obiettivo è trasformare lo stile di vita europeo attraverso interventi mirati e scientificamente fondati.

Non mancano tuttavia le resistenze come quelle delle associazioni dell’industria alimentare che avvertono che una nuova imposta potrebbe spingere i consumatori verso alternative più economiche e meno controllate, mentre alcuni governi temono ripercussioni sui redditi più bassi. Ma la replica di Bruxelles è arrivata con i dati di uno studio della Direzione Generale Fiscalità che conferma che le “health taxes” introdotte in diversi Paesi europei hanno ridotto il consumo di bibite zuccherate e spinto molte aziende a tagliare gli zuccheri nelle ricette. Se approvato nei tempi previsti, il nuovo regime fiscale potrebbe entrare in vigore nel 2026 aprendo la strada a un approccio europeo integrato alla prevenzione delle malattie non trasmissibili. Resterebbero aperti diversi nodi politici, ma a Bruxelles sembra crescere la convinzione sembra crescere che tassare il cibo malsano potrebbe diventare uno dei pilastri della futura politica sanitaria dell’Unione.
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