Lunedì 5 gennaio la storica macelleria Annibale non ha aperto i battenti. Dopo 138 anni mai interrotti di luminosa attività le porte ai civici 236 e 237 di via Ripetta, a due passi da piazza del Popolo, sono rimasti serrati. E non riapriranno. La chiusura della macelleria più famosa di Roma era già stata ventilata un paio d’anni fa, ma ora Annibale Mastroddi, a 80 anni d’età e oltre 60 di onorato servizio, fa sul serio. «Sono stanco di aspettare il rinnovo del contratto» dice amareggiato il macellaio romano, che abbiamo intervistato a caldo.

Annibale non è il proprietario del locale né lo può essere. L’immobile è un lascito di una famiglia aristocratica, che tanti anni fa ha ceduto la proprietà alla Chiesa, incaricata di amministrare il bene a favore di un’opera pia, l’Asilo Savoia. «È andata avanti così fino al 2023, quando papa Francesco ha dato disposizione alla Regione di amministrare le opere pie – spiega Annibale – ma nel corso del tempo, dopo il nuovo contratto firmato nel 2005, un affitto di 3.400 euro mensili per la bottega, il cortile retrostante e la cantina, i preti che gestivano l’immobile si sono presi prima un pezzo, poi un altro per ricavare i bagni dell’attività accanto, “tanto a lei non serve”, poi quando si rinnoverà il contratto…” dicevano.
Sono più di 20 anni che sto aspettando il nuovo contratto, e la restituzione degli spazi pertinenti al locale, da parte prima dell’Asilo Savoia, ora dalla Regione e dal Comune di Roma, che non hanno mai risposto né a me né al mio avvocato. Così ho deciso di non pagare più l’affitto, sono moroso di 18 mensilità, quasi 19, in attesa dello sfratto che chissà se arriverà. Se dovesse esserci, per legge l’attività dovrebbe restare chiusa 5 anni, a meno che a rilevarla non sia un macellaio, che si dovrà accollare tutte le spese. Eppoi, voglio vedere se avranno il coraggio di distruggere questo pezzo di storia cittadina, il banco di marmo, gli arredi, i ganci, le maioliche… ».

Non è solo l’ennesima bottega storica capitolina a cessare l’attività. Non è solo uno degli ultimi negozi gourmet nel centro storico di Roma a scomparire. A chiudere definitivamente è un indirizzo unico dove fare la spesa di qualità e trascorrere belle fette di vita. Era la macelleria dove noi del gambero, quando avevamo la sede in via Ripetta 60, andavamo a comprare l’arrosto della domenica, il cappone per il pranzo di Natale, la “ciccia” di occasioni speciali.
Comprare da Annibale i tagli per il bollito, la bistecca tipo Kobe, l’arista di cinta senese o la trippa non trattata non era solo l’acquisto di buona carne da portare a casa, era un’esperienza che dava un senso alla giornata, era respirare una boccata di autentica romanità. Qui è passato il mondo, abitanti della zona e di altri quartieri di Roma, gente comune e persone famose: attori, registi, pittori, musicisti, artisti del cinema e della TV, nomi noti e meno noti dello spettacolo.

Annibale con l’attore Luca Zingaretti
«Non erano solo clienti, erano soprattutto amici. Vittorio Gassman si divertiva a salire sul banco e a tagliare filetti e fiorentine – ricorda il nostro macellaio – “vado dal Mozart delle carni” diceva. Qui passava Giulietta Masina (che insieme a Fellini abitava nella vicina via Margutta, n.d.r.) a fumare di nascosto dal marito Federico. Veniva la bellissima Dalila Di Lazzaro, e una volta anche la mitica Sophia Loren. A bottega Severino Gazzelloni ha suonato con il suo flauto d’oro. Clienti habitué erano Luca Zingaretti e Alberto Sironi (il regista della fortunata serie del Commissario Montalbano, n.d.r.), la famiglia De Filippo: Peppino, Eduardo e il figlio Luca».
Con tutti Annibale era sempre sé stesso: diretto, amabile, a volte caustico, da buon romano sempre con la battuta pronta. E sempre una parola gentile e galante verso la clientela femminile. Ha servito alcuni bei nomi della ristorazione capitolina: un nome fra tutti Roscioli in via dei Giubbonari.

Annibale con il conduttore televisivo Riccardo Rossi
La macelleria è una delle più antiche e preziose botteghe storiche capitoline. Risale al 1888 ed è stata aperta da Alessandro Talacchi, famoso e ricchissimo macellaio romano. Era la sua centesima rivendita di carne e, non potendo aprirne altre per legge, l’arricchì di arredi e dettagli pregiati, dai decori delle porte di accesso – girali in ferro battuto che incorniciano medaglioni di bronzo con il monogramma del fondatore – agli innovativi banchi ad altezza cliente. Una soluzione rivoluzionaria per un’epoca in cui il macellaio doveva salire tre gradini per arrivare al banco di servizio e gli avventori erano costretti a guardarlo con il naso in su (così erano le macelleriea fino agli anni ’70 del secolo scorso). E infatti l’ultima bottega di Talacchi si chiamava “Novità”.

Annibale con Kabir Bedi “Sandokan”
Negli anni ’60 entra a bottega Mastroddi. «Facevo il garzone, gli eredi di Talacchi mi avevano affidato la macelleria – racconta Annibale – l’affitto del locale era esoso, pagavo sia il proprietario della licenza sia l’opera pia Asilo Savoia. “Mo’ basta” mi sono detto. Ho dato l’ultimatum al proprietario dell’attività, “o mi vendi la licenza o me ne evado”. Mastroddi la spunta e rileva il negozio, che nel frattempo era diventato un punto di riferimento cittadino per l’acquisto di carni di qualità e per l’atmosfera che aleggiava. Era il 1964.

Annibale con l’attore Massimo Boldi
Quello di Annibale per la bottega di via Ripetta è stato un amore, di quelli che attraversano la vita. «Una specie di malattia: talvolta ci andavo anche la domenica per godermela, esserne orgoglioso» confessa. Cambia l’insegna dandogli il suo nome, la restaura due volte privilegiando la bellezza e l’eleganza delle cose antiche alle comodità, e rifiutando il restyling di un famoso architetto.
È grazie a lui se la bottega ha conservato gli arredi d’epoca e il fascino d’altri tempi: l’alto bancone che troneggia come un altare barocco in una cappella gentilizia, in marmo bianco di Carrara con finiture in marmo Rosso di Portogallo e altorilievi in bronzo, le candide piastrelle di maiolica, la stadera in ottone, i ganci dove un tempo venivano appesi i quarti di bue, quelli classici in acciaio e quelli in bronzo a testa di montone. E sempre grazie ad Annibale se la macelleria diventa un gioiellino-salotto, di cui Annibale esalta la bellezza con coreografiche composizioni di fiori.

«Questo negozio di mi ha dato tante soddisfazioni, anche economiche – ci confida – la casa in cui vivo, quella dei miei figli, la casa al mare, il banco nel mercato di via Guido Reni per mio figlio Leandro. Ma gli ultimi 10 anni sono stati deleteri: in questa strada non ci abita quasi più nessuno, la gente mangia meno carne, un affitto alto e 5 stipendi da pagare. L’ultima botta è stato l’hotel Romeo di Alain Ducasse: i lavori di ristrutturazione sono durati più di 10 anni, dal 2014 al 14 febbraio del 2025. È stato un tormento: via vai di camion, rumori, tende sulla facciata che nascondevano l’insegna della bottega. A lavori ultimati, come risarcimento del disagio mi hanno invitato diverse volte come ospite per una cena e una notte con la mia signora, ma non ho accettato, l’invito è rimasto lì nel cassetto. Né ho voluto fornire la mia carne al ristorante dell’hotel. Embè, so’ strano, e troppo amareggiato. E poi c’ho ‘na certa» aggiunge facendo riferimento all’età.

Annibale con i figli Flavio e Vanessa
In una delle prime edizioni della guida Roma del Gambero Rosso di Annibale abbiamo scritto “il piccolo principe delle carni”. Lo confermiamo più che mai oggi, nella speranza che qualcosa possa ancora succedere e che la bottega storica passi ai suoi eredi, i figli Flavio e Vanessa, fino a sabato 3 gennaio nello staff del negozio di famiglia.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2025 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd