Commercio estero

Nuove flessioni per l'export di vino italiano. Negli Usa in dieci mesi persi 90 milioni di euro

Il giro d'affari complessivo si ferma a 6,5 miliardi di euro: -2,7%. Pesa la flessione nei mercati extra Ue, soprattutto in quelli nordamericani, Canada compreso

  • 16 Gennaio, 2026

L’export italiano continua a galleggiare in territorio negativo, in un contesto internazionale che ancora non ha risolto le criticità principali come i dazi in vigore negli Stati Uniti e il conflitto russo-ucraino. Tra gennaio e ottobre 2025, l’Italia ha esportato in tutto il mondo 1,76 miliardi di litri di vino per un giro d’affari di 6,51 miliardi di euro, con diminuzioni rispettive dell’1,4 per cento e del 2,7 per cento. Secondo i dati Istat, elaborati dal settimanale Tre Bicchieri del Gambero Rosso, negli incassi pesano soprattutto le flessioni del mercato statunitense, britannico e svizzero, non compensate dagli incrementi di quello tedesco e francese.

Considerando la variazione del solo mese di ottobre 2025 rispetto a ottobre 2024, il calo è sensibile, con -6,5% a valore ( a 776 mln di euro, con una differenza negativa di 54 milioni) e -5,2% nelle quantità esportate. Sembrano, quindi, confermate le stime su un export complessivo italiano 2025 sotto quota 8 miliardi di euro.

Si soffre negli Stati Uniti e nel Regno Unito

Nel dettaglio, il complesso dei Paesi Ue spunta un +1,5% a valore nei dieci mesi 2025, con 2,6 miliardi di euro, mentre è negativo il flusso di vendite nell’extra-Ue con -5,4%, per un totale di 3,86 miliardi di euro. Negli Stati Uniti, dove il calo degli acquisti per una forte inflazione si combina coi problemi dei dazi alle importazioni (pari al 15%), il vino italiano perde il 3,2% in quantità per un valore che scende del 5,6%. All’appello mancano 90 milioni di euro di vino (da 1,597 a 1,590 miliardi di euro nei dieci mesi), che sono stati persi soprattutto nella seconda parte del 2025, dopo un inizio positivo.

Il Regno Unito ha acquistato 216 milioni di litri di vino dall’Italia (-1,3%) per un valore di 686 mln di euro (-3%). La Germania, nonostante la flessione in volume (-3,5%), ha speso di più per il vino italiano nell’arco dei dieci mesi del 2025, con 946 milioni di euro (+1,4 per cento). Altalenante il Belgio verso cui sono stati spediti 48,8 mln di litri di vino (+2,7%) ma con un -4,2% nel giro d’affari (a 181 mln di euro). Bene la Svezia (+6,9% in volume e +6,1% in valore).

Difficoltà anche in Canada e Svizzera

Rispetto a quanto accaduto a inizio anno, nella seconda parte del 2025 non si osserva più l’effetto compensazione del Canada. Questo importante mercato del Nord America, ha acquistato tra gennaio e ottobre 2025 oltre 63,6 milioni di litri di vino (+2,1%) ma i valori sono scesi a 360 milioni di euro, con una diminuzione del 6,5 per cento. Male anche la Svizzera, che perde il 3,8% e il 4% a valore. Positivo l’export di vino verso la Svezia (+6,9% e +6,1%) e verso la Francia, con +9,3% in quantità e +4,7% in valore (a 266 milioni di euro), ma va detto che il saldo commerciale import-export coi transalpini del solo ottobre è negativo per l’Italia, per circa 26 milioni di euro, considerando i 58 mln di acquisti italiani dalla Francia a fronte di un export di 32 milioni.

Russia, Cina, Giappone e Brasile

Tra i mercati extra europei, si segnalano lievi riprese per gli acquisti di vino nel mercato della Federazione Russa. I cali di gennaio-ottobre restano pur sempre in doppia cifra (-31% a volume e -23,3% a valore, a 165 mln di euro) ma da maggio in avanti si sono osservati timidi segnali di ripresa. Export italiano in Giappone ancora in difficoltà con cali del 4,5% in quantità e del 5,8% a valore, per 148 milioni di euro). La Cina ha acquistato il 17% in meno di vino, per una spesa di 53,7 milioni di euro, con un calo di oltre 25 punti percentuali. Infine, il Brasile, principale player del Mercosur, su cui si stanno concentrando le attenzioni della filiera vitivinicola nazionale per le sue potenzialità future non appena entrerà in vigore l’accordo di libero scambio con l’Unione europea: -7,9% in volume e -1% in valore, con un giro d’affari da 35,8 milioni di euro. Qui si può solo crescere, a partire dal Prosecco.

Tipologie e formati

Venendo alle tipologie e ai formati. I vini in confezione fino a 2 litri segnano -1,4% in quantità e -3,3% nel giro d’affari, oltre 4,2 miliardi di euro, col solo mese di ottobre a 485 mln di euro, rispetto ai 514 mln dell’ottobre 2024. Vini Dop in bottiglia positivi solo in volume ma negativi a valore (-2,3%).  Gli spumanti guadagnano in quantità (+1,4%) ma perdono in valore (-1,6% a 1,93 miliardi di euro): è il terzo mese consecutivo in cui il confronto mese su mese tra 2025 e 2024 è negativo. Bilancio non esaltante anche per i vini frizzanti (-1% e -2,5%). Il Prosecco, secondo i dati Istat, ha venduto il 3,8% in più (351,8 mln di litri) a fronte di incassi in lieve calo (-0,5%) a 1,48 miliardi di euro. L’Asti è ancora in difficoltà con volumi a -12,4% e valori a -9,2% (122 mln di euro). Gli altri spumanti a Dop (che includono le Dop a metodo classico) perdono l’8,9% nelle quantità per una spesa di 74,7 milioni di euro (-0,5 per cento).

© Gambero Rosso SPA 2025 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd