Il 2025 si era chiuso con le proteste degli agricoltori a Bruxelles contro i tagli ai finanziamenti della Pac 2028-2034 e sui rischi del Mercosur. Il 2026 si apre con una speranza per il settore primario: quei tagli non ci saranno. La Commissione Ue ha, infatti, rivisto i propri piani sul bilancio agricolo e, tramite la presidente Ursula von der Leyen (in una lettera ufficiale inviata a Parlamento, Consiglio e Stati membri del 6 gennaio), ha annunciato modifiche e una redistribuzione al piano pluriennale su cui per prima l’Italia si era detta contraria, assieme alle associazioni di settore, alla luce di una riduzione delle risorse disponibili rispetto ai sette anni precedenti.
Nella proposta sulla Pac 2028-2034, Bruxelles aveva previsto un taglio del 22% al budget agricolo, destinando all’Italia 31 miliardi di euro rispetto ai 37,7 miliardi della dotazione pluriennale precedente. Ma il 6 gennaio è arrivato un contrordine, con la Commissione che – dopo le nuove manifestazioni di piazza – ha proposto di mobilitare da subito (accesso anticipato) 45 miliardi di euro di fondi del bilancio 2028-34. Il commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, in una conferenza stampa tenuta il 7 gennaio, ha sottolineato che si tratta di risorse aggiuntive: «Abbiamo ascoltato le preoccupazioni delle imprese e le abbiamo soddisfatte».
Per l’Italia, in particolare, la proposta è vincolare l’uso di 5 miliardi di euro del cosiddetto Rural target a misure agricole nelle aree rurali e di destinare all’agricoltura altri 4,7 miliardi di euro (inseriti nella riserva non allocata del budget italiano).
Conti alla mano, come ha spiegato il Masaf in una nota, il settore primario nazionale ne esce con quasi dieci miliardi di euro in più rispetto alla proposta iniziale della Commissione, vale a dire con 40,7 miliardi di euro, uno in più rispetto all’attuale dotazione Pac. A livello Ue, l’aumento potenziale delle risorse per l’agricoltura potrebbe essere di 94 miliardi di euro, vale a dire un budget totale di 387 miliardi di euro, gli stessi a disposizione nel periodo 2021-2027. «Non solo viene cancellato il taglio del 22% ma viene addirittura aumentata di un miliardo la dotazione finanziaria. Inoltre – ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – non saranno più i Governi a decidere a quale settore dedicare le risorse, ma è la Commissione a stabilire l’ammontare da destinare in via esclusiva al settore primario. Così facendo la specificità della Pac è sostanzialmente salva».

Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura
Associazioni parzialmente soddisfatte per questo cambio di passo. La maggior parte dei sindacati sceglie la prudenza e preferisce tenere alta la guardia sui temi agricoli e in particolare sull’accordo Mercosur, che potrebbe trovare già un via libera se venerdì 9 gennaio ci sarà accordo durante la riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell’Ue. «I correttivi della von der Leyen alla sua proposta di riforma della Pac post 2027 – ha osservato Cia-Agricoltori italiani – sono un segnale positivo, ma all’agricoltura servono chiarezza e, soprattutto, più garanzie. Le stesse che ci faranno dire sì al Mercosur se assicurata, nero su bianco, la reciprocità richiesta».
Coldiretti chiede che agli annunci della von der Leyen seguano atti legislativi concreti (la nuova proposta dovrà ripassare di nuovo per Parlamento e Consiglio) e ricorda l’importanza di aver ottenuto anche la sospensione immediata del dazio sui fertilizzanti introdotto con il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), sui cui lo stesso Lollobrigida aveva insistito prima dell’Agrifish straordinario del 7 gennaio. Coldiretti ha annunciato che proseguirà la mobilitazione permanente con una serie di manifestazioni dal prossimo 20 gennaio a livello regionale.
Legacoop Agroalimentare parla di cambio di passo importante ma ritiene, allo stesso tempo, fondamentale «evitare che la Pac venga spezzettata tra gli Stati membri. «Bene l’iniziativa della von der Leyen» scrive Confagricoltura «ma non deve esserci nessuno scambio tra fondi Pac e accordo Mercosur. Gli accordi commerciali devono basarsi sulla reciprocità e salvaguardare nel tempo l’agricoltura europea». Secondo il sindacato di Palazzo della Valle, ci ci sono elementi che devono essere ancora chiariti «a partire da come le risorse potranno essere riservate agli agricoltori al fine di mantenere il bilancio europeo inalterato». Mobilitazione che è stata confermata anche dal Copa-Cogeca, il maggiore sindacato agricolo e cooperativo europeo: «Gli agricoltori europei hanno bisogno di decisioni chiare e durature e non di mezze misure».

Christphe Hansen, commissario Ue all’Agricoltura
In materia di pesticidi, tema molto delicato in ambito Mercosur, l’Unione europea proporrà una modifica del quadro giuridico attuale, in vista del divieto di importazione di prodotti contenenti residui dei pesticidi più pericolosi per la salute. Si punta ad abbassare tutti i livelli massimi di residui allo zero tecnico per principi attivi come carbendazim, benomil e tiofanato-metile, fermando alle frontiere le produzioni contenenti tali sostanze. Il riferimento è in particolare all’import di agrumi, mango e papaya. «Sosteniamo il principio secondo cui – ha chiarito il commissario Hansen – nessuna sostanza vietata nell’Ue dovrebbe essere reimmessa nel mercato attraverso prodotti importati».
Lo stesso commissario ha, infine, annunciato la volontà della Commissione di voler avviare un confronto, nei prossimi mesi, con il commissario Ue all’Ambiente, Jessica Roswall, e con le associazioni agricole per ridiscutere la direttiva quadro sulle acque, il regolamento sul ripristino della natura e la direttiva nitrati.
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