Berebene

10 ottimi vini bianchi sotto i 20 euro da regalare a Natale

Ce n'è davvero per tutti i gusti nella lista di etichette che vi proponiamo, vini giocati sulla freschezza, altri più complessi, dai toni floreali o sensazioni agrumate. In ogni caso faranno felici amici o parenti

  • 20 Dicembre, 2025

Ecco un’altra selezione di etichette buonissime, questa volta sono vini bianchi, dopo quella dei vini rossi consigliati per i vostri regali ad amici o parenti durante le festività natalizie. Una panoramica dell’Italia del vino, da Nord a Sud, nel complesso in grande forma, che abbiamo voluto offrire sempre attraverso vini nella fascia di prezzo sotto i 20 euro 

Proprio come scrivevamo a proposito dei rossi, anche tra i vini bianchi suggeriti di seguito, troverete etichette indicate per essere stappate e apprezzate subito ma che se non si ha fretta di aprire subito, riserveranno piacevoli sorprese per la loro capacità di evoluzione nel tempo se lasciate riposare in cantina magari per un paio di anni. Se conoscete già il menu dei pranzi o cene ai quali sarete invitati, ecco una piccola guida agli abbinamenti: a seconda della preparazione con la carne si adattano perfettamente anche i vini bianchi.

I vini bianchi  per i vostri regali tra Natale a Capodanno

In  Piemonte, come notavamo in occasione della pubblicazione dei vini Tre Bicchieri, possiamo almeno azzardare a dire che i bianchi regionali sembrano volere uscire definitivamente dal torpore nel quale per troppo si sono crogiolati. Il numero totale dei vini bianchi rimane fermo al 20% circa della totalità delle etichette premiate con il massimo riconoscimento, ma oggi c’è un’attenzione mai vista prima nel confronto con i bianchi prodotti in altre regioni. Tutte le denominazioni hanno raggiunto una qualità media invidiabile, tra questi anche il Roero Arneis, come quello che ci vi consigliamo nella lista che segue.

Dalla Liguria arriva il nuovo Vermentino di una cantina che abbiamo premiato anche con i Tre Bicchieri; la garganega è, invece, protagonista del Soave per il Veneto, se deciderete di regalare ad amici o parenti quello che vi suggeriamo, portatene magari die bottiglie, una da aprire subito e una tra un paio di anni, perché già buono oggi migliorerà ancora col tempo.

Se i destinatari dei vostri regali sono di quelli che amano vini dal sorso fresco, floreali, fruttati, il Friulano consigliato sarò un’ottima scelta.Ci spostiamo, quindi, nel Centro Italia, in Toscana, con una sontuosa Vernaccia di San Gimignano, di grande fascino, prodotta da una storica cantina.

Cercate etichette in cui prevalgano le sensazioni agrumate, sentori di frutti bianchi? Orientatevi sui buonissimi Verdicchio dei Castelli di Jesi, Pecorino abruzzese o Fiano di Avellino che trovate recensiti di seguito. Chiudiamo la nostra lista con due ottimi vini della Sicilia, un bianco dell’Etna, fresco e sapido consigliato, e un grillo, tra le uve tipiche isolane in prorompente ascesa, come anche il catarratto, sino a qualche anno poco considerato.

I vini bianchi selezionati per l’ottimo rapporto qualità-prezzo

Nella lista che segue troverete alcuni dei migliori vini che abbiamo recensito nella guida Berebene 2026 del Gambero Rosso (da quest’anno completamente digitale) e che troverete sugli scaffali delle enoteche e negli shop on-line entro i 20 euro.

La selezione delle etichette è di William Pregentelli, curatore della guida Berebene e vicecuratore della guida Vini d’Italia

PIEMONTE


Roero Arneis Cecu d’la Biunda 2024 – Monchiero Carbone

Esemplare e da diversi anni vero e proprio punto di riferimento per il suo rapporto qualità prezzo il Roero Arneis Cecu d’la Biunda, come dimostrato anche dalla versione 2024. Sapido, di grande complessità e pienezza, si propone con sentori di erbe aromatiche, zenzero e frutta tropicale, per un grintoso finale di notevole lunghezza e tenuta. Francesco e Lucrezia Monchiero gestiscono un parco vigneti situato nei comuni di Canale, Vezza d’Alba, Monteu Roero e Priocca e contano su alcuni dei più reputati cru del Roero, come Monbirone, Renesio, Sru o Genestreto, dove vengono coltivati i vitigni classici del territorio. I vini proposti quest’anno, di grande nitidezza aromatica, uniscono carattere territoriale e impostazione moderna, con una complessità, finezza ed equilibrio che li rendono particolarmente longevi.

LIGURIA

Colli di Luni Vermentino Taoma ’24 – Giacomelli

Con ormai 30 vendemmie sulle spalle, Roberto Petacchi ha imparato a selezionare i terreni migliori per il vitigno principe del territorio: il vermentino. Per questo i vini hanno identità e caratteristiche ben diverse. Negli ultimi anni, il figlio Tommaso, forte degli studi in Agraria all’università di Pisa, ha inserito nella gamma aziendale nuove etichette, il Vermentino Taoma è una di queste: il 2024 è ottimo con sentori mediterranei, salvia, rosmarino, affiancati a note complesse e iodate. Al palato si apre a espresssioni sapide in un corpo di elegante fattura.

VENETO

Soave Cl. Monte Stelle ’24 – La Cappuccina

Il Monte Stelle ’24 è un bianco dai profumi di frutto fresco e fiori che conquista il palato con sapidità e finezza. Ottimo oggi, dà il meglio di sé dopo un paio di anni. L’azienda La Cappuccina della famiglia Tessari si sviluppa per molti ettari nella zona orientale della bianca denominazione scaligera, dove le colline nere di basalto si affacciano in direzione orientale. La conduzione in regime biologico da molti anni consente ai fratelli Tessari una produzione di ottimo livello qualitativo, nella quale la garganega è la regina incontrastata ma non mancano varietà a bacca rossa, interpretate con precisione e grinta.

FRIULI VENEZIA GIULIA

FCO Friulano No Name ’23 – Le Vigne di Zamò

Interpretazione di una realtà storica del comune di Rosazzo, al confine tra Colli Orientali e Collio, il Friulano No Name ’23 rappresenta la versione più fresca del vitigno tra le due aziendali, ma ha spessore tutto meno che scontato. Profumi complessi e invitanti di fiori, frutta esotica ed erbe officinali preannunciano sorso energico, progressivo, ma anche di buona struttura. Questo prestigioso marchio è legato al nome di Tullio Zamò, che fondò l’azienda come ultima tappa di un percorso che lo ha visto protagonista fin dagli anni ’60 del secolo scorso. Le Vigne di Zamò è ora il fiore all’occhiello friulano del quotato gruppo Fontanafredda di Oscar Farinetti, ideatore di Eataly. La sede aziendale spicca sul colle affacciato sulla famosa Abbazia di Rosazzo, mentre la modernissima cantina è ben mimetizzata nell’ambiente, completamente interrata e confusa tra i vigneti.

TOSCANA

Vernaccia di San Gimignano Sanice Ris. ’22 – Cesani

Il Sanice ’22, una Riserva di Vernaccia dal ventaglio aromatico sontuoso, presenta un profilo sensoriale evoluto di grande fascino ed eleganza, con toni di cedro candito, camomilla, caramella d’orzo, foglie di tè, mentre la bocca rivela carattere, potenza e rotondità, con un finale ricco e balsamico. Dal 1949 la famiglia Cesani è custode e interprete dei valori e delle tradizioni dell’areale vitivinicolo di San Gimignano. 26 ettari di vigneto suddivisi su tre aree diverse e quattro cru aziendali: Pancole, San Paolo, Vergaia e Cellole, compresi tra i 250 e i 360 metri di quota, con esposizione est/nord-est e una matrice dei suoli variabile dal sabbioso al fortemente argilloso. Diversità che permettono a Vincenzo Cesani, affiancato dalle figlie Letizia e Marialuisa, di produrre vini che esprimono tutto il potenziale del territorio, con precisione ed eleganza.

MARCHE

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Eclissi di Luglio ’24 – Podere L’Infinito

L’assaggio del Verdicchio dei Castelli di Jesi Eclissi di Luglio 2024 non lascia spazio a dubbi: sensazioni intense di agrumi, frutti bianchi e mandorla, bocca dinamica, dal passo deciso, con un lungo finale rinfrescante e salino. Vignaiolo rigoroso, Marco Simonetti, titolare di Podere L’Infinito, segue tutti i lavori in prima persona. Per la gestione degli 11 ettari impiantati per la maggior parte con verdicchio e piccole quote di montepulciano si affida alla consulenza dell’agronomo Luca Severini. Nella moderna e ordinata cantina il confronto produttivo avviene con l’enologo Pierluigi Lorenzetti. I vini si affinano in botti di acciaio ed evidenziano uno stile che unisce beva scorrevole, nasi pimpanti e nitidissimi, un’appagante sapidità finale.

ABRUZZO

Abruzzo Pecorino Giocheremo con i Fiori ’24 – Torre dei Beati

Erbe aromatiche, agrumi verdi e una florealità sussurrata compongono l’elegante spettro aromatico del Giocheremo con i Fiori ’24, Pecorino dai tratti piacevolmente speziati sul finale. Loreto Aprutino è da tanti anni uno dei comuni più interessanti della viticoltura abruzzese, grazie a un contesto pedoclimatico unico e alla presenza di produttori capaci di valorizzarlo. In contrada Poggioragone, tra il monte Camicia e la vallata del Tavo, prende forma nel 1999 il progetto Torre dei Beati, fondato da Adriana Galasso e Fausto Albanesi. Provenienti da percorsi professionali estranei al mondo agricolo, decidono di recuperare le vigne di famiglia, convertendole fin da subito al biologico. L’azienda si è affermata nel tempo per un’identità chiara e coerente, con etichette capaci di coniugare carattere territoriale e profondità espressiva.

 

CAMPANIA

Fiano di Avellino Pietracalda Ris. ’23 – Feudi di San Gregorio

Pietracalda è una Riserva di Fiano giocata su sensazioni minerali molto precise, arricchite da note agrumate molto eleganti. La bocca è di grande precisione gustativa, appena succosa di frutto nell’attacco, poi sapida e fresca, tesa e profonda. Fondata nel 1986 a Sorbo Serpico, Feudi di San Gregorio ha contribuito significativamente al rilancio dell’enologia del mezzogiorno italiano. La superficie vitata attualmente si aggira intorno ai 350 ettari, e l’azienda è guidata da Antonio Capaldo, con l’indispensabile collaborazione di Pierpaolo Sirch. L’azienda punta a uno stile pulito, lineare, raffinato, dove il frutto è protagonista ma non prevaricante, e in cui viene esaltata la componente territoriale, fatta di suoli vulcanici, altitudini elevate, microclimi differenti.   Una delle batterie più solide assaggiate in regione, con punte di eccellenza tanto sui bianchi quanto sui rossi.

SICILIA

Etna Bianco De Aetna ’24 – Terra Costantino

L’Etna Bianco De Aetna ‘24 ha un bel naso di erbe aromatiche e agrumi, fresco e sapido nel sorso, di grande pulizia e coerenza gusto-olfattiva. Da oltre mezzo secolo la famiglia Costantino è presente sull’Etna, a Viagrande, segnando tappe importanti nel recupero di un’antica tradizione vitivinicola che a fine Novecento si era quasi del tutto persa. La moderna cantina di vinificazione ipogea è il primo esempio di bioarchitettura in questo territorio; i vigneti sono coltivati in biologico dal 2000, un altro primato; nel 2020 è avvenuta l’acquisizione di due ettari di vigneti a Milo, in contrada Praino, terroir d’elezione per l’Etna Bianco.

Sicilia Grillo Vignemie ’24 – Francesco Intorcia Heritage

Era il 1930 quando il nonno di Francesco Intorcia aprì una piccola cantina per la produzione di Marsala, vino che all’epoca aveva ancora un grande mercato internazionale. Francesco non si è limitato a gestire l’azienda, ma da imprenditore visionario e illuminato ha messo su tutta una serie di progetti per valorizzare il Marsala. Ma non viene prodotto solo questo vino prestigioso e simbolico; c’è spazio anche per questa etichetta da uve grillo in purezza: il Vignemie ’24 è un bianco di grande personalità, sfaccettato negli aromi, che richiamano il Mediterraneo e coerente nel sorso armonico e saporito.

> Scopri tutti i vini selezionati nella guida BereBene 2026

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