I vini rossi che abbiamo individuato per questo viaggio ideale dal Nord al Sud Italia non hanno in comune solo la fascia di prezzo vantaggiosa, considerata la qualità molto alta delle etichette proposte, ma anche l’origine da vitigni autoctoni. Per alcune regioni e denominazioni, non c’è dubbio, è più difficile trovare vini di grande livello sotto la soglia dei 20 euro, si pensi al Piemonte o alla Toscana, eppure non è impossibile come scoprirete scorrendo la lista di etichette che vi suggeriamo per i vostri regali di Natale.
Alcune, anche se danno soddisfazione già ora, si adattano all’invecchiamento e andranno, quindi, benissimo per chi ami conservarle in cantina senza aver fretta di stapparle subito, ma siccome per noi il vino significa prima di tutto convivialità, la nostra selezione è stata fatta per guidarvi nella scelta del vino giusto da portare a cena o a pranzo durante le festività natalizie a casa di amici o parenti per essere degustata subito. Se conoscete già il menu, ecco una piccola guida agli abbinamenti: come leggerete, ci sono rossi perfetti non solo per preparazioni a base di carne ma anche di pesce, soprattutto se al forno, zuppe e brodetti di pesce.

Si va dal Piemonte che nelle sue colline ospita denominazioni e aziende che hanno scritto la storia della nostra enologia, soprattutto quando si parla divini rossi. Nella fascia di prezzo di questa selezione troverete una Barbera d’Asti prodotta da una storica cantina, mentre per la Lombardia sulla sponda bresciana del Lago di Garda è protagonista il vitigno a bacca rossa tipico della Valtènesi, il groppello. Spostandoci in Alto Adige ecco una grande espressione di schiava da cui si ottiene un Lago di Caldaro raffinato e dalle notevoli capacità di invecchiamento.
In Veneto e in Toscana abbiamo individuato due etichette che stupiscono per il rapporto qualità-prezzo: sono, rispettivamente, un Valpolicella e un Rosso di Montalcino, capace di offrire emozioni autentiche senza lunghi affinamenti. Scendendo nel Lazio ecco un blend di montepulciano, cesanese e nero buono per un vino dalla struttura imponente. Arriviamo nel sud Italia, dove per la Calabria – questo è anche l’anno che consolida definitivamente la rinascita della Calabria vitivinicola,- abbiamo selezionato un ottimo Cirò Rosso da gaglioppo in purezza ottenuto da una vigna con più di trent’anni di età, coltivata biologicamente a oltre 350 metri d’altitudine, mentre per la Sicilia è un Nero d’Avola dal taglio artigianale che vi consigliamo.
Nella lista che segue troverete alcuni dei migliori vini che abbiamo recensito nella guida Berebene 2026 del Gambero Rosso (da quest’anno completamente digitale) e che troverete sugli scaffali delle enoteche e negli shop on-line a meno di 20 euro.
La selezione delle etichette è di William Pregentelli, curatore della guida Berebene e vicecuratore della guida Vini d’Italia

Barbera d’Asti Sup. Bisavolo ’23 – Roberto Ferraris
La Barbera d’Asti Superiore Bisavolo ’23 matura un anno in tonneau e al naso evidenzia sentori di ciliegia e di terra bagnata con sfumature speziate, per un palato di grande corpo e concentrazione dal lungo finale vellutato. L’azienda Roberto Ferraris, fondata ormai più di un secolo fa, nel 1923, è guidata dalla terza e quarta generazione della famiglia Ferraris, Roberto e Marco. I vigneti sono situati in una zona classica per la coltivazione della barbera, Agliano Terme, su terreni principalmente limoso-calcarei e poveri di argilla, ed è su questo vitigno che si concentra la produzione aziendale, d’impostazione moderna ma attenta a restituire tutte le caratteristiche del territorio di origine.
Il Groppello ’24 di Cantrina potrebbe fare scuola per quanti vogliono produrre vini semplici e freschi ma che non rinunciano al carattere per scadere nella banalità. Si tratta di un rosso succoso e fresco, dal frutto croccante e vibrante, con netti sentori di ribes e lampone e una bevibilità fuori dal comune. Cantrina è un piccolo borgo rurale della Valtènesi, nel comune di Bedizzole, Lago di Garda sponda bresciana. L’azienda di Cristina Inganni e Diego Lavo, a gestione familiare, nata nel 1999, produce vini di alto livello su circa otto ettari di vigneti collinari divisi in tre appezzamenti. Una delle caratteristiche principali è il rigoroso approccio etico che va oltre la certificazione biologica: è un protocollo interno per il massimo rispetto della natura in vigna e in cantina.

A. A. Lago di Caldaro Cl. Sup. V. Bischofsleiten ’23 – Castel Sallegg
Se amate i vini raffinati e sussurrati, se all’esuberanza aromatica preferite la complessità e la capacità di evolvere nel corso degli anni, il Lago di Caldaro Cl. Sup. V. Bischofsleiten ’23 è il vostro vino. Si tratta di un rosso che matura in acciaio e parzialmente in rovere prima di donare profumi di frutto selvatico e sottobosco che ritroviamo ancor più nitidi in un sorso sapido e di beva trascinante. Nel volgere di pochi anni, Castel Sallegg,l’azienda della famiglia Von Kuenburg, ha profondamente rivoluzionato il suo assetto, rinnovando i vini e dedicando le migliori parcelle vitate ai vini più rappresentativi. Rinnovato anche il packaging, riducendo il peso del vetro e, non ultimo, realizzato il nuovo punto vendita affacciato sull’abitato di Caldaro. Matthias Hauser alla guida tecnica da anni ha reinterpreta le storiche varietà aziendali con un occhio di riguardo all’eleganza e alla tensione.

Valpolicella Cl. Sup. Figari ’22 – Villa Spinosa
Se cercate un Valpolicella che non giochi la partita dei muscoli e della potenza quanto piuttosto quella dell’eleganza e della finezza, allora dovete assaggiare assolutamente il Figari ’22 di Villa Spinosa, proposto a un prezzo davvero interessante per la qualità espressa: porge profumi intensi di frutto e spezie ed evidenzia un palato dove sapidità, tensione e carattere si combinano alla perfezione. La forza di un’azienda come quella guidata da Enrico Cascella risiede soprattutto nel patrimonio viticolo di proprietà, vigneti perfettamente gestiti su alcune delle più belle esposizioni della denominazione veronese. A questo va aggiunto ovviamente uno staff tecnico di grande competenza, la possibilità di dedicare alle etichette di casa solo le migliori partite di uve e la pazienza di attendere che i vini siano pronti prima della loro presentazione.

Romagna Sangiovese Marzeno Poggio Vicchio ’23 – Fattoria Zerbina
L’azienda simbolo della rinascita romagnola offre Il Poggio Vicchio ’23, un Sangiovese della sottozona Marzeno dagli intensi profumi di prugna, frutti neri, fiori secchi, mentre all’assaggio si mostra lungo, sapido, elegante e profondo, energico grazie anche alla vigorosa acidità che lo sostiene. La Fattoria Zerbina è stata fondata nel 1966 da Vincenzo Geminiani, che iniziò ad acquisire vigneti sulle colline tra Faenza e l’Appennino Toscano con l’obiettivo di creare vino di qualità superiore a quella che era la produzione media dell’epoca. Il cambiamento significativo avvenne nel 1987, quando la nipote Cristina Geminiani assunse la direzione dell’azienda. Sotto la sua guida, furono introdotte pratiche enologiche avanzate, selezioni clonali e la gestione della muffa nobile sull’albana, oltre all’introduzione di vitigni internazionali.

Rosso di Montalcino ’23 – Fattoi
Trovare un rosso di questo livello a meno di 20 euro non è affatto facile; quindi il consiglio è di cercarlo. Vino di gran classe il Rosso di Montalcino ’23 di Lamberto e Leonardo Fattoi, tra i migliori della categoria, è slanciato e profondo al naso, dai freschi toni di frutta rossa, erbe balsamiche e cenni di agrumi rossi, ben strutturato e di lunga persistenza al palato, in perfetta armonia tra frutto e acidità. Era il 1965 quando Ofelio Fattoi, vignaiolo e figlio di vignaioli ilcinesi, comprò un vasto appezzamento di terra vicino alla pieve di Santa Restituta, sicuramente tra i migliori cru del versante sud-ovest della collina del Brunello. Una scelta coraggiosa, in controtendenza rispetto ai tempi, quando le campagne si spopolavano a favore dell’industria. Adesso a lavorare in azienda sono i figli Lamberto e Leonardo e i loro vini rispecchiano bene le caratteristiche del territorio, mostrandosi vigorosi ma nel contempo molto eleganti.

Capolemole Rosso ’22 – Marco Carpineti
Nel Capolemole Rosso ’22 vitigni tradizionalissimi come montepulciano, cesanese e nero buono compongono un blend originale ed eloquente, al quale l’affinamento in barrique dona spessore e pienezza, arricchendo un naso che mette insieme speziatura, frutto rosso molto maturo e una punta di evoluzione che vira sul tartufo. Avvolgente e pieno, con tannini decisi e buona freschezza a sostegno della struttura imponente. Il finale insiste su toni coerenti con il naso. Pioniere della viticoltura di qualità nella zona collinare di Cori, Marco Carpineti ha saputo valorizzare vitigni autoctoni come bellone e nero buono, favorendo lo sviluppo di un piccolo distretto enoturistico e diventando uno dei produttori di maggior successo nel Lazio. La sua azienda biodinamica, distribuita su quattro tenute diverse, è una vera e propria fucina di sperimentazione, con una gamma che spazia dagli spumanti a bianchi e rossi affinati in anfora.
L’azienda della famiglia Cassano si trova tra Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle; 20 ettari tra i 300 e i 450 metri di altitudine, dove sono coltivati vitigni autoctoni, in particolare il primitivo. Di ottima fattura il “base” ’24, con una dinamica gustativa agile e grintosa; mora e amarena, con note di viola e menta selvatica, sorso vellutato e corposo. Polvanera è immersa in un paesaggio fatto di vigneti, muretti a secco e fusti di roverelle. I vigneti aziendali sono situati tra i 300 e i 450 metri di altitudine, coltivati a cordone speronato e ad alberello per le vecchie vigne di 60 anni. La cantina è scavata per 8 metri nella roccia calcarea, dove Filippo Cassano continua a portare avanti un progetto ambizioso teso alla valorizzazione dei vitigni autoctoni, primo fra tutti il primitivo.

Cirò Rosso Cl. Sup. Etefe ’21 – Brigante Vigneti & Cantina
Gaglioppo in purezza ottenuto da una vigna con più di trent’anni di età, coltivata biologicamente a oltre 350 metri d’altitudine, il Cirò Etefe si presenta al naso con belle note di frutti di rovo, fiori secchi, alloro e una leggera speziatura. Di buona struttura al palato è sapido, avvolgente e dal bel finale balsamico. Nonostante la loro cantina sia di recente fondazione, Enzo Sestito e Stefania Carè hanno entrambi tre generazioni di vignaioli alle spalle. Ed è proprio sui terreni dei loro avi che hanno messo su la loro azienda partendo da un paio di punti fermi: agricoltura biologica e zero chimica. Con coraggio e determinazione hanno quindi lasciato la loro precedente occupazione per dedicarsi completamente a un progetto che non è solo imprenditoriale, ma anche di vita.

Sicilia Nero d’Avola 16 Filari ’23 – Case Alte
Il 16 Filari ’23 è un Nero d’Avola che matura per qualche mese in tonneau per rivelare sensazioni di frutti neri maturi, intarsiati da dolci note speziate. La bocca è di buona struttura, caratterizzata da tannini fini che non prendono il sopravvento sulla succosità. Una cantina di marcata impronta familiare sorta nel primo dopoguerra su impulso del fondatore Giuseppe Vaccaro, diventata nel corso degli anni una realtà di riferimento per coloro che amano i vini “sartoriali” e di taglio artigianale, nel segno della vitivinicoltura di precisione, sostenibile e di qualità elevata. Tutti i componenti dell’azienda, situata a Camporeale (entroterra di Palermo), nella piccola frazione di Macellarotto, considerano la biodiversità un valore primario da preservare.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2025 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd