Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, il pandoro torna a occupare un posto da protagonista sulle tavole degli italiani. Proprio per questo abbiamo deciso di selezionare i pandori più diffusi nei supermercati per assaggiarli alla cieca in una sessione dove hanno partecipato professionisti come Arcangelo Patrizi (pasticceria Patrizi, Fiumicino), Manuel Conti (pasticceria Le Levain, Roma), Gianluca Forino (ex campione del mondo di pasticceria) e – dalla redazione – Eugenio Marini e Indra Galbo. Un grande lievitato da sempre protagonista delle tavole natalizie, molto apprezzato anche dai più piccoli, la cui produzione – secondo i dati 2023 – ha superato le 32mila tonnellate, segnando un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. Da un punto di vista economico quel volume si traduce in un giro d’affari di circa 165,2 milioni di euro, in crescita del +5,9 % rispetto al 2022.
Quello che però in molti si chiedono è quali sono i parametri per poter riconoscere un pandoro di qualità tra le decine di confezioni che affollano gli scaffali. I consumatori più attenti e gli esperti di pasticceria seguono alcuni criteri di degustazione e valutazione consolidati, dalle scelte degli ingredienti alla bontà del profumo, dalla consistenza della mollica al gusto in bocca. I primi elementi a essere valutati sono sicuramente quelli dell’aspetto, della forma e della struttura: un pandoro di qualità, infatti, deve presentare la classica forma a stella ottagonale, con punte ben definite e regolari; la superficie va di un dorato uniforme, senza chiazze né segni di cottura disomogenea.
Al taglio la mollica dev’essere soffice ma asciutta; l’alveolatura deve essere fine e omogenea, senza grandi spazi vuoti evidenti, segno di una lievitazione lenta e ben gestita. Non meno importante è l’analisi olfattiva con l’aroma ideale che dovrebbe richiamare note delicate di burro e vaniglia. Odori troppo intensi, pungenti o persistenti possono suggerire l’uso di aromi artificiali o di conservanti, elementi che potrebbero compromettere qualità e gusto. Di grande rilevanza è, ovviamente, la consistenza: al tatto non deve risultare unto o umido, ma asciutto e morbido. Se si spezza, la pasta dovrebbe restare compatta. Un pandoro di qualità, infatti, “sorregge” bene la fetta, non si sbriciola e non si disfa. All’assaggio il pandoro deve sciogliersi in bocca, risultare leggero e non dare la sensazione di pasta pesante o pastosa. Al gusto deve essere equilibrato, dolce ma non stucchevole, burroso e vanigliato, senza retrogusti di farina cruda o di lievito intenso.

7. Balocco
Si presenta con una struttura coerente e omogenea sia all’esterno che per quanto riguarda la fitta alveolatura. All’olfatto si distingue per una delicata nota di caramello e per la sensazione di burro ben bilanciata. Al palato risulta ben soffice e moderatamente elastico con la nota di caramello che amplifica fin troppo la percezione di dolcezza. Tende più a spezzarsi che a filare.
balocco.it – 750 g – 5.99 €

6. Bauli
Il pandoro dello storico brand di Castel d’Azzano si presenta con una base abbondante e di color giallo intenso all’interno. Gode di un buon equilibrio nella trama aromatica olfattiva, mentre al palato risulta soffice nella parte interna e leggermente più consistente quando ci si avvicina all’esterno. Al palato la percezione burrosa è delicata e avvolgente al tempo stesso. Finale abbastanza persistente.
bauli.it – 1 kg – 6.99 €

5. Maina
L’industria dolciaria piemontese propone un pandoro dalla forma canonica che regala delle piacevoli sensazioni olfattive giocate su una percezione delicata di burro di buona qualità. Al palato entra molto burroso, per poi ridimensionarsi e tornare alla carica sul finale gustativo. Piacevole nelle sensazioni aromatiche, gode anche di una discreta scioglievolezza.
mainapanettoni.com – 1 kg – 9.48 €

4. Melegatti
L’azienda fondata da Domenico Melegatti nel 1894 propone una “stella d’oro” dalla base ben cotta e dalla faccia esterna dai toni biscottati. Al tatto si apprezza per il fatto di filare molto bene, mentre all’olfatto si riconosce per le note di buon burro e per l’aroma di vaniglia non nascoste. Al palato gode di buona masticabilità e di una dolcezza contenuta che ben si intreccia con la presenza dello zucchero a velo.
melegatti.it – 1 kg – 9.82 €

3. Gentilini
Il pandoro “made in Roma” si presenta esternamente con la forma canonica mentre all’interno, pur mostrando un’alveolatura abbastanza regolare, presenta qualche foro un po’ più grande. Al naso si distingue per una decisa sensazione di mou e dulce de leche che lo caratterizza e fa passare il burro quasi in secondo piano. Al palato questa trama aromatica si conferma potente in entrata per poi lasciar spazio a toni biscottati. Soffice e filante, gode di buona scioglievolezza.
biscottigentilini.it – 750 g – 14.90 €

2. Tre Marie
Uno stampo molto bello e squadrato introduce all’assaggio del pandoro Tre Marie che si riconosce per colore giallo intenso e per l’alveolatura irregolare e ben distribuita come a regalare un tocco di artigianalità. La trama aromatica si distingue per le note lattiche fresche e per i sentori vanigliati in buon equilibrio tra loro. In bocca gode di un morso scioglievole e piacevole che non risulta eccessivamente dolce permettendo così di bilanciarsi bene con lo zucchero a velo.
tremarie.it – 1 kg – 14.90

1. Galup
Anche se sulla confezione viene indicato come prodotto “senza lattosio”, il pandoro della storica azienda di Pinerolo contiene il 17% di burro che – come dichiarato in etichetta – rappresenta una quantità tale da garantire nel prodotto finito un contenuto di lattosio inferiore allo 0,01%. Un prodotto che alla vista si apprezza per l’alveolatura leggermente allungata e che all’olfatto regala nuance di panna fresca e pane, lasciando sul finale una delicatissima nota di vaniglia. Al palato è elegante e gode di un’ottima struttura, sofficità e scioglievolezza.
galup.it – 750 g – 15.50 €
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