Storie

I petrali, le mezzelune speziate della pasticceria reggina ripiene di fichi e vino cotto

L’incerta origine di questi biscotti, tra leggenda e devozione, li ha resi il rito più dolce delle festività calabresi, grazie al loro cuore ricco di frutta secca e mosto cotto

  • 28 Novembre, 2025

I petrali sono immediatamente riconoscibili in tutte le pasticcerie e i forni di Reggio Calabria, esposti in una varietà di colori: glassati al cioccolato fondente, al cioccolato bianco, o con glasse colorate e codette. Questi biscotti compaiono sulle tavole già dall’inizio di dicembre per rimanervi fino all’Epifania. Sono un momento di convivialità, la cui realizzazione in casa appassiona i bambini e tutta la famiglia. La base è una soffice pasta frolla che custodisce un cuore saporito.

Tra leggenda e storia

Sull’origine di questi dolcetti circolano diverse leggende, ma la più nota attribuisce la loro nascita a un prete (da qui il nome) e alla sua collaboratrice domestica. Pur non esistendo certezze storiche sulla loro genesi, la suggestione di un’origine legata alla chiesa e rimane la più popolare per spiegare l’antichità e la diffusione di questa tradizione.

La farcia

Il segreto dei petrali risiede nella loro farcia. Come tutte le ricette della tradizione, ogni famiglia calabrese custodisce la propria variante, tramandata di generazione in generazione. L’impasto di ripieno è un concentrato di sapori mediterranei: vi si trovano fichi secchi, uva passa, mandorle tostate, nocciole, noci e bucce di agrumi canditi.

Gli aromi si completano con spezie come la cannella e i chiodi di garofano, e sono inumiditi e insaporiti dal vino cotto o mosto, che può essere personalizzato anche con l’aggiunta di caffè o liquore come il Marsala.

Foto credit copertina, Instagram calabriafood.official

Dalla macerazione alla chiusura del biscotto

La preparazione dei petrali inizia con la farci che viene lasciata macerare per due giorni nel vino cotto insieme alle spezie, al miele e al cacao. Trascorso il tempo di riposo, la miscela viene posta sul fuoco a fiamma bassissima e cotta per circa trenta minuti, mescolando continuamente fino a ottenere un composto molto compatto.

A parte si prepara la pasta frolla, unendo burro e zucchero, seguiti dai tuorli, dalla farina e dalla scorzetta di limone. L’impasto, ben lavorato, viene avvolto e lasciato riposare per circa mezz’ora in frigorifero. Dopo il riposo, la frolla viene stesa: con un coppa pasta si ritagliano dei dischi non troppo sottili, al cui centro si pone un cucchiaio di ripieno. I bordi vengono spennellati con uovo battuto e i dischi vengono chiusi a formare le caratteristiche mezzelune.

Le mille vesti

La fase finale è dedicata alla decorazione, che offre ampio spazio alla fantasia. I petrali possono essere spennellati con uovo battuto e cosparsi di codette colorate di zucchero prima della cottura, che avviene in forno a temperatura moderata finché non risultano dorati. In alternativa possono essere semplicemente spolverizzati con un strato di zucchero a velo, glassati con il cioccolato, o impreziositi con la ghiaccia reale. Sebbene la forma a mezzaluna sia la più diffusa, la pasta permette di assumere svariate altre forme, rendendo ogni infornata diversa.

Foto credit copertina, Instagram ilpaccocalabrese

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