C’è stato un tempo in cui il mestiere del pizzaiolo non si sceglieva, ci si incappava, spesso per storia familiare o per necessità; così come c’è stato un tempo in cui si pensava che la pizza avesse un solo stile. Poi, è arrivato un altro tempo: quello in cui tutta la Penisola ha visto una squadra di professionisti cambiare il mestiere, portando sia novità, come il servizio a degustazione nella tonda, sia riscoperte, come teglia, mattarello o padellino.

Alessio Mattaccini – Spiazzo
In questa storia il protagonista è Alessio, un ragazzone del 1972 che nel 2015 alza la serranda di Spiazzo, pizzeria aperta insieme a suo fratello Fabio che prende parte degli spazi suggestivi degli ex Mulini Biondi. La struttura rappresenta uno dei recuperi post-industriali più belli di Roma e il locale abita una porzione di piano terra che conta anche un suggestivo spazio esterno. Siamo sotto il Ponte dell’Industria (Ponte di Ferro per i romani), un’opera che la città deve proprio al polo industriale di inizio ‘900. È qui che Alessio Mattaccini decide di portare avanti il mestiere che ha scelto.

Spiazzo, con i suoi 50 posti interni e 80 esterni – e cosa non trascurabile, un parcheggio privato – porta da subito a tavola un modo inusuale di mangiare la pizza al piatto. Approccio contemporaneo, padronanza negli impasti, attenta ricerca nella selezione di materie prime (innanzitutto le farine) e un menu che fa gola, in un’atmosfera informale e accogliente.

La pizza è proposta in quattro stili: dalla tonda romana alla pala (ma sempre tonda), fino alle “Spiazzanti” e al padellino, cavalli di battaglia fin dall’apertura – senza tralasciare una passaggio fondamentale per i romani, il fritto. Oltre alla sfida di proporre la cucina sulla pizza, attraverso le Spiazzanti, è proprio il padellino che assegna al menu ideato da Alessio Mattaccini un ruolo di avamposto in città.

Formatore, consulente tecnico per mulini, anche volto televisivo, ma soprattutto lievitista e pizzaiolo, Alessio Mattaccini non ha mai smesso di credere nello studio e nella ricerca. E si vede: l’impegno dell’insegna, dal principio, è quello di portare la pizza tonda fuori dagli schemi e dagli stereotipi. Siamo in un solco fertile, alcuni professionisti hanno già cominciato con operazioni di rottura da anni, come Giancarlo Casa con La Gatta Mangiona; nei primi decenni del Duemila tutto cambia in maniera fulminante e la visione di pochi, tra cui Gabriele Bonci con la teglia romana e Simone Padoan con la scuola veneta, porta a una rivoluzione nazionale. Sembra un’altra epoca (e di fatto lo era). Una generazione al centro di un cambiamento, che ne ha poi viste almeno altre due nascere e crescere in ragazzi e ragazze che hanno acceso sempre di più i riflettori su un lavoro in continua evoluzione.

Spiazzo – Due Spicchi nella guida Pizzerie d’Italia – nel bilancio dei suoi primi 10 anni è un indirizzo di riferimento per gli amanti della pizza in città. Un luogo trasversale che mette d’accordo tanto chi cerca proposte tradizionali, quanto chi va a caccia di creatività e impasti differenti. Iconici i Lingotti nell’offerta dei fritti, non mancano i supplì e il Ricordo di Bruschetta con pala romana croccante, pomodori in tre consistenze e basilico è una vera e propria goduria. Come lo spicchio di padellino farcito con scarola ripassata e olive taggiasche. La tonda annovera golosità semplici, come cime di rapa e salsiccia su base fiordilatte; gli appassionati di Marinara devono assaggiare quella al padellino che tocca livelli eccellenti con aglio rosso, peperoncino e alici del Mar Cantabrico.

Tra le Spiazzanti varie proposte di stagione (come zucca, porcini e guanciale o la Super Boscaiola), ma noi abbiamo un debole per l’Amatriciana Gourmet con datterini, fiordilatte, fonduta di pecorino, pepe di Rimbas, guanciale e aceto balsamico.

In questi anni il menu di Spiazzo ha mantenuto il carattere e migliorato costantemente i comportamenti, un’evoluzione che consolida la grande padronanza nelle tecniche di impasto, associata alle divertenti derive gastronomiche che li valorizzano. A suggellare questo importante anniversario, dopo le festività natalizie debutterà il Pranzo della Domenica, con piatti studiati per dialogare con i lievitati: salumi e focaccia, hummus di zucca, cannella e mandorle con pita al rosmarino, roastbeef cbt con salsa al Parmigiano, rucola, limone e pepe di Timut, ma anche tonde alla pala e padellini ideali da condividere.
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