«La mia famiglia è legata a Valdobbiadene da generazioni», ci racconta Franco Adami (nella foto di apertura) – presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG -, mentre parliamo con lui delle colline dove nasce il Valdobbiadene Rive di Farra di Soligo Extra Brut Col Credas ’24. «Mio nonno era viticoltore già nel 1933, e oggi siamo alla quarta generazione». Non è solo una questione di eredità: è un legame profondo con la terra, con le Rive e con una tradizione che Adami ha saputo reinterpretare senza scalfirne l’autenticità e che nella guida Berebene 2026 del Gambero Rosso (da quest’anno in formato digitale) gli sono valsi uno dei Premi Speciali, quello per la Migliore Bollicina.

Il Col Credas nasce a Farra di Soligo, su suoli ricchi di creta, esposti a sud-est. «Ho vinificato questo vigneto per nove anni da solo, per capire se aveva la stoffa di diventare un vero cru», spiega Adami. La scoperta? Un vino capace di esprimere «spessore, ampiezza e toni dolci tipici della zona». Il nome stesso è un omaggio alla terra: “Credas” deriva da “credazzo”, cioè creta.

Il Col Credas Extra Brut non è un vino da compromessi. Una meticolosa selezione e cura, attraverso una pressatura soffice che lascia emergere note di gesso e frutta bianca. «Il primo anno ho dosato un po’, poi su consiglio di un cliente abbiamo deciso di ridurre di molto lo zucchero residuo».
Il risultato è un Extra Brut dal profilo elegante e diretto, che parla del territorio giocando su un sorso più secco piuttosto che sulla morbidezza immediata. Al naso, è floreale e fruttato: glicine, acacia che nel tempo si evolvono in «note di macedonia e frutta matura». In bocca, la freschezza e la mineralità si sposano con un corpo raffinato. «Dopo due o tre anni è sorprendente», sottolinea Adami, ricordando la stappatura di una 2014 in magnum, «un’annata stramba, ma che insieme alla ’20 e la ’22 condivide una freschezza incredibile e che ha rivelato nel tempo note di frutto maturo e di miele di acacia».
«La denominazione punta sulle note più morbide e fruttate, ma questo non vuol dire che un sorso più secco non possa essere un’alternativa valida. Con il vigneto giusto, un lavoro in cantina adeguato e rispettoso del vigneto di origine ti porta ad avere un ottimo Valdobbiadene e il Col Credas sembra abbia un dosaggio di 3-4 grammi, ma in realtà non è così».
Nonostante Adami ammetta di essere un amante dello chardonnay, nell’etichetta del ’24 c’è solo glera: «Ho fatto 45 vendemmie da enologo e mangio 20-30 chili d’uva prima della vendemmia per capire il giusto momento di maturazione, per questo posso dire che la ’24 è una delle migliori annate mai fatte. Certo, il vero giudizio finale lo avremo a febbraio dopo qualche mese di evoluzione sui lieviti, ma le aspettative sono altissime».

Da sx Armando, Cristina, Franco, Fabrizio e Claudio Adami
Il lavoro di Adami ha trovato conferma nel premio della guida Berebene 2026 del Gambero Rosso: «Ricevere riconoscimenti come questo è una soddisfazione enorme, soprattutto perché produciamo qualità accessibile, ma con grande cura. Ricevere un premio come questo, mi fa piacere e sento di dovere fare ancora meglio».
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