“Produrre gelato è come prepararsi per cantare un’opera lirica. È un allenamento continuo fatto di ricerca delle peculiarità, cercando migliorie e materie prime di alta qualità per un risultato armonico”. Così Vincenzo Parziale racconta la sua esperienza da cantante lirico a ideatore di un nuovo concetto di gelato, assieme a suo fratello quasi economista e gelatiere Domenico. Loro sono la terza generazione della gelateria Cenzino che, dal 1965 ad oggi, di strada ne ha fatta e si avvia verso le nuove frontiere dell’arte fredda di Altamura.
Tutto è iniziato con nonno Cenzino, il classico barista che oltre a un caffè e un dolcino, forniva anche consigli dietro il bancone. “Il sogno di mio nonno era andare oltre la classica caffetteria, perché voleva offrire un gelato buono. Il prodotto, quasi esotico per il paese murgiano, era ancora da introdurre e infatti, è stata la prima gelateria del paese ad avere questo comparto con gusti classici come fior di latte, cioccolato, crema. La vera intuizione fu un’accoppiata quasi esotica per quel tempo: il gusto banana abbinato alla nocciola. Le banane fresche arrivavano nel cuore di Altamura da tale Filippo della frutta, come chiamavano il fruttivendolo dell’epoca, con lo scopo di dare qualcosa di fresco, unico e saporito ai consumatori dell’epoca. Fu un innovatore nel settore”.
Tra un caffè servito alle 4 del mattino al classico gelato della domenica, sempre al civico 79, nonno Cenzino si è costruito una storia che tutt’oggi viene portata avanti con una maggiore consapevolezza: rendere il gelato non solo un fine pasto, bensì una parte del pasto a tutti gli effetti. Ed ecco che entra in gioco la seconda generazione con papà Alfonso e mamma Lucia, poi la terza con Domenico e Vincenzo. Poco più che trentenni, i due hanno inseguito sogni paralleli, ma il richiamo dell’attività di famiglia è stato più forte di ogni ambizione totalizzante. “Domenico è la vera parte creativa. Con i suoi 24 anni si diletta con l’arte della gelateria e pasticceria. Io invece, – Vincenzo ndr – sono il pr della situazione con all’attivo un diploma di conservatorio in chitarra classica, musica da camera e canto lirico. La nostra scelta è stata quella di mettere accanto al lavoro la passione che il nonno ha trasmesso. Fare il buon gelato e fare musica, per me è fare arte. Dall’età di 10 anni respiro quest’aria creativa dietro il bancone e ne racconto ogni parte della storia perché mi ci hanno fatto appassionare, anche quando non è stato facile entusiasmarsi”.

Il gelato ha i suoi tempi e anche le sue mode, ed è così che da gelateria Cenzino la storia prosegue pensando al concetto di gelato gastronomico. “Lo intendiamo come un omaggio al territorio, quello che già facevamo grazie alla ricerca degli ingredienti migliori che possano rappresentare chi siamo e da dove veniamo. Ora però, ci mettiamo sempre qualcosa in più. Per celebrare 60 anni della gelateria abbiamo ricreato il Fine Pasto Murgiano, abbinando il marzapane tipico di Altamura con il liquore simbolo della città, cioè il Padre Peppe. Si tratta di un gelato realizzato con base mandorla di Toritto cultivar Filippo Cea, poi seguono le mandorle tostate e tagliate al coltello, il marzapane imbevuto al Padre Peppe e a finire un gel al nocino”. Più che un gusto è quasi un dessert, ma con il piacere di voler rappresentare casa e ciò che ha sempre fatto la differenza ad Altamura.
Su questa scia Domenico di Cenzino, in accordo con Vincenzo, i genitori Alfonso e Lucia sempre presenti, stanno puntando a incentivare il vero gelato gastronomico, considerandolo la nuova frontiera della gelateria moderna che, sulla porta della Murgia, non è ancora stato sdoganato. “Nei nostri 32 gusti c’è sempre una ricerca innovativa volta a trasformare ogni ingrediente di casa in qualcosa di dolce. Ne è un esempio il gusto caprese con base pane dop di Altamura frantumato, una crema gelato alla mozzarella vaccina prodotta in città, pomodorini confit provenienti da Torre Canne, gel al basilico aromatizzato all’olio al limone e gel di acqua di pomodoro che racconta anche la nostra filosofia dello zero waste”.

Su questa scia gelateria Cenzino continua un cammino fatto di scoperte e riscoperte, ma anche di rispetto della tradizione locale e di una clientela sempre più attenta al valore storico di un gelato. Perché un gelato non è mai solo un cono da mangiare frettolosamente e solo d’estate, ma può diventare anche un’esperienza di scoperta e riscoperta tutto l’anno. Su questo dettaglio la famiglia Parziale continua a lavorare alacremente per costruire nuovi tasselli di questa storia. “Il nostro obiettivo è coltivare un gelato che parli pugliese, non esclusivamente la lingua murgiana. Ci sentiamo parte di questa regione e del nostro territorio, ma vogliamo farla scoprire a un pubblico quanto più ampio possibile”.
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