Voghera, nodo strategico dell’Oltrepò pavese, è una città che conserva tra piazze e portici un’anima che ama i sapori sinceri. Tra il Duomo e il Castello Visconteo, dove il turismo di prossimità incontra la vita quotidiana dei vogheresi, si collocano locali che reinterpretano la tradizione gastronomica locale con un approccio contemporaneo. La Cappery è uno di questi. Nata come bakery e rapidamente affermatasi come punto di riferimento per colazioni, brunch e pause pranzo, si segnala per l’offerta che spazia dai piatti caldi del bistrot fino all’aperitivo informale che anima le serate cittadine.

Cappery nasce quattro anni fa dall’idea comune di tre soci. Giada Albano, socia fondatrice, si occupa di dirigere la produzione del laboratorio e della cucina, Marius Cristian Georgescu, entrato in società appena dopo, gestisce la parte caffetteria e beverage e Christian Bernardo, socio fondatore, a lui si deve la spinta iniziale di creare Cappery. L’idea era quella di proporre un format di locale già ampiamente presente nelle grandi città e nel resto dell’Europa, ma che ancora mancava nella zona.
«Una bakery moderna, un locale che potesse definirsi un bar con il proprio forno. Inizialmente ci siamo focalizzati su prodotti salati tipo pizza, focaccia, bagels e una produzione di pasticceria secca, ma in poco tempo abbiamo ampliato la proposta» racconta Giada al Gambero Rosso. «Tant’è che ora sforniamo di tutto dal panino al latte, al panettone, dalla pala romana alle torte moderne e soprattutto abbiamo inserito la cucina con un menù focalizzato sul pranzo». Il motore di Cappery è il piccolo laboratorio che quotidianamente sforna una grande quantità di prodotti, alla cui base c’è il principio fondamentale dell’artigianalità a tutti i costi. «Il concetto è semplice, se una cosa possiamo farla noi, perché comprarla? Certo, la sfida principale è la logistica nel poco spazio a disposizione, ma il produrre tutto da zero è un principio a cui voglio rimanere fedele».

«Per quanto riguarda la scelta della materia prima ci appoggiamo a fornitori specializzati e fidelizzati nel tempo, dalla grossa distribuzione alle realtà più locali. Spesso inseriamo anche prodotti specifici del territorio reperiti direttamente dai piccoli produttori. Un esempio su tutti, la farina arriva interamente dal Molino di Voghera sin dal primo giorno».
Una cooperazione con il territorio per celebrare le eccellenze locali. Alla base delle proposte del locale ci sono pizze e focacce. È stata sviluppata anche una linea di prodotti che identificano l’attività come i bagels, di vario tipo e farciture. «Per quanto riguarda l’ambito pasticceria, alla classica brioche abbiamo accostato una linea di pan brioches speciali con gusti e abbinamenti diversi quali veneziane, maritozzi, olandesine, che periodicamente cambiamo per diversificare l’offerta. Credo che una nostra nota distintiva inoltre sia il menù del brunch dove tra pancakes, avocado toast e piatti cucinati espressi abbiamo creato un rituale consolidato del fine settimana».
Caffetteria e drink sono l’altra colonna portante del locale che appunto si configura come “bakery and bar”. «Alla classica proposta abbiamo accostato un tipo di caffetteria più moderna usando anche prodotti plant based che al momento vengono largamente richiesti. Invece per quanto riguarda il beverage, dal primo giorno di apertura quattro anni fa si è instaurato il momento dell’aperitivo come appuntamento fisso giornaliero, dove i drink accompagnano un tagliere con i prodotti del nostro forno». Questa diversificazione rende la clientela molto variegata e non standardizzata su di una specifica fascia d’età. «Diciamo che ogni momento della giornata dalla colazione, al pranzo fino all’aperitivo ha un po’ il suo target, che può essere quello degli studenti delle scuole limitrofe, quello del pranzo di lavoro, o dei gruppi di ragazzi e adulti in fascia serale». Le tre macro proposte sono colazione, pranzo e aperitivo. Dove per pranzo si intende non solo il prodotto da forno farcito, ma anche proposte di cucina che variano regolarmente e spaziano dalla tradizione ad accostamenti più innovativi con influenze etniche. «Ad esempio, sempre presente un’alternativa vegetariana ed una vegana». Tra le novità spicca la tartare di salmone scottato con cime di rapa, salsa olandese e furikake, vellutate con verdure di stagione e i risotti del giorno.
«Ad oggi la nostra sfida principale è sicuramente la logistica che ci impone di essere calibrati al centimetro per poter far quadrare tutto nello spazio ristretto a nostra disposizione. Questo perché fortunatamente negli anni il lavoro è sempre cresciuto ed ora ci troviamo un po’ stretti e sottodimensionati», prosegue Giada. «Niente spoiler, ma sicuramente il prossimo step sarà in direzione di ampliamento del laboratorio, per poter supportare la richiesta e anche implementare la vendita conto terzi. Eventi non mancano mai, sia all’interno del locale, che siano degustazioni o aperitivi con dj set, sia in location diverse come servizio catering. Poi si vedrà, di idee ne abbiamo in cantiere parecchie, è solo una questione di dare tempo al tempo!». Cappery si inserisce nel territorio vogherese come presidio gastronomico. Piccolo, sebbene riconoscibile e orientato a trasformare l’offerta quotidiana in un motivo, dolce o salato, che invita a fermarsi e restare.
Cappery, viale della Repubblica 5, Voghera (PV) Instagram
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