Dal 2006 una semplice sottozona della Doc Montepulciano d’Abruzzo, ora prossima a diventare ufficialmente Docg e a segnare una nuova espressione territoriale del vitigno montepulciano. Si sta per chiudere l’iter di riconoscimento della Docg Casauria, che include 18 comuni della provincia di Pescara. L’iniziativa, sostenuta dalla Regione, si deve all’associazione Casauria Docg, guidata dall’enologo Concezio Marulli, che riunisce circa 20 aziende. Il disciplinare, una volta scaduti i 90 giorni previsti per legge per la presentazione delle opposizioni da parte dei Paesi membri dell’Ue, dovrebbe essere pubblicato entro novembre sulla Gazzetta ufficiale europea.
Questo nuovo vino, già indicato nelle etichette di una decina di produttori, comprende l’intero territorio dei comuni di Bolognano, Castiglione a Casauria, Cugnoli, Pietranico, Scafa, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Torre dei Passeri e Turrivalignani e parte dei territori dei comuni di Alanno, Bussi sul Tirino, Brittoli, Corvara, Lettomanoppello, Manoppello, Pescosansonesco, Popoli, Serramonacesca e Tocco da Casauria. Secondo i dati dell’associazione, nel 2022 la produzione imbottigliata ammontava a circa 300mila bottiglie, con oltre 35 ettari rivendicati. Il posizionamento di questi vini è nella fascia alta dei vini regionali. Il canale principale è l‘horeca, senza presenze in Gdo. Sugli scaffali delle enoteche, i prodotti si collocano sopra quota 25 euro a bottiglia.

Il toponimo “Casauria” fu reso celebre nel Medioevo dal fatto che il territorio fu scelto per la costruzione del monastero di San Clemente a Casauria per volere dell’imperatore Ludovico II che acquistò le terre nell’871. La Docg Casauria riscopre la vocazione vinicola del territorio. Negli anni 30, fa sapere l’associazione, la stazione ferroviaria di Torre dei Passeri era il crocevia delle spedizioni delle uve pregiatissime e dei vini prodotti in quello che oggi è il territorio della sottozona. Ed è stato questo il motivo per cui nella modifica del disciplinare del Montepulciano d’Abruzzo Doc attuata nel 2006 venne distinta come la zona più vocata. Soddisfatto l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, che ha parlato al Merano Wine Festival.
«La nuova Docg – ha dichiarato – segna un pezzo di storia importante per l’Abruzzo. Un risultato importante per la viticoltura, con importanti risvolti per l’economia locale e l’attrattività turistica». La nascita della Docg Casauria va a completare il percorso di riorganizzazione generale delle denominazioni abruzzesi sotto l’egida del Consorzio vini d’Abruzzo, che conta oltre alle Docg Casauria anche la Docg Colline Teramane e la Docg Tullum.
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