In collaborazione con Consorzio Tutela Vini Collio
«Chi viene qui si accorge subito dell’unicità di questa terra di confine, della sua gente di cultura un po’ latina e un po’ slava, dove la vigna è una presenza costante, ma è sempre circondata dal bosco. Quale modo migliore di raccontare tutto questo di un grande evento?». Per Luca Raccaro, presidente del Consorzio Tutela Vini Collio, non c’è dubbio su quali siano le ragioni che hanno portato alla nascita di Collio Evolution, nuovo evento dedicato a storia, identità e tradizione del grande territorio del vino friulano.
La prima edizione della rassegna, destinata a diventare un appuntamento fisso a cadenza annuale, si è tenuta il 26 e 27 ottobre all’Enoteca di Cormons. Ma gli appuntamenti per gli oltre 80 giornalisti nazionali e internazionali sono iniziati il giorno prima con un convegno presso la Prefettura di Gorizia, Capitale europea della cultura 2025, in cui Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor ha presentato la ricerca «Collio Experience. Percezione, valore e futuro di un territorio tra vino ed enoturismo».

L’indagine, condotta su un campione di 1.500 consumatori di vino, evidenzia come il Collio si collochi tra i territori collinari italiani più riconosciuti per la produzione di bianchi di qualità, al pari del Soave, e come la conoscenza del territorio sia una leva determinante per ampliare la base dei consumatori, soprattutto per vitigni autoctoni come Ribolla Gialla e Friulano. Il lavoro di Nomisma segna così l’avvio di un percorso di approfondimento che nei prossimi mesi esplorerà anche gli aspetti economici e commerciali del sistema Collio. «Siamo molto contenti dei risultati di questa ricerca, che confermano la percezione positiva che avevamo del nostro territorio e dei suoi vini» – dichiara Raccaro.
«Il Collio può essere associato a uno spartito di Debussy: la musica è sempre la stessa, ma cambia enormemente in base a chi la suona» spiega Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e moderatore del convegno. «L’estrema poliedricità produttiva del territorio è stata ben messa in evidenza dai 53 produttori aderenti ai banchi d’assaggio di Collio Evolution, che hanno presentato ad appassionati, giornalisti e operatori del settore una selezione di oltre 200 vini».
Nella degustazione riservata alla stampa, invece, il protagonista unico è stato il Collio Friulano, il più rinomato tra gli autoctoni della denominazione secondo la ricerca. Centodiciotto i campioni in assaggio tra vini attualmente in commercio e annate precedenti, a dimostrare immediatezza e longevità della varietà.

I 2024 raccontano un’annata complessa per piovosità e andamento climatico, ma gestita sapientemente dai produttori. Hanno ancora riflessi verdolini e giocano su tratti delicati, floreali ed erbacei. Per i consumatori intervistati da Nomisma, il principale punto di forza dei vini del Collio è l’ottimo equilibrio tra corpo e freschezza, prerogativa evidenziata sia dai Friulano giovani che da quelli delle annate precedenti. Con l’affinamento, però, lo spettro gusto-olfattivo si fa più complesso: emergono aromi di zafferano, camomilla, miele d’acacia, accenni idrocarburici o di pietra focaia. La struttura diventa più ampia e cremosa, ma la buona acidità e la nota salina, rafforzate dalla ponka, tipica stratificazione di marna e arenaria dei declivi del Collio – garantiscono vitalità e brio, permettendo a molte espressioni di superare tranquillamente i dieci anni di vita. Ma la vera sorpresa è il vino più maturo presentato in degustazione: un 2001 pieno, giustamente evoluto, eppure ancora dotato di straordinaria freschezza e fluidità di beva.
Altro momento fondamentale di Collio Evolution è stata la XVIII edizione del Premio Collio, intitolato al Conte Sigismondo Douglas Attems di Petzenstein, figura chiave per la denominazione, nato per valorizzare la ricerca e la narrazione sul vino e sul territorio. I vincitori di quest’anno sono: Giulia Miani per la miglior tesi di laurea con «Studio della diversità biochimica e antifungina di estratti idroalcolici di propoli»; Alberto Calderan per la miglior ricerca PhD con la tesi «Evaluation of the individual and combined effects of water and heat stress on grapevine physiology and grape quality in the Friuli-Venezia Giulia region»; Laura Pacelli (James Magazine) per il miglior articolo giornalistico italiano con «Collio. Io sono Friulano»; Matt Steeves (Quercus Vino) per la migliore testata straniera con «Italy’s best white wines which you’ve probably never heard of…», e Alessandro Regoli di WineNews per la sezione dedicata allo storytelling digitale, con «Collio: passato, presente e futuro dei vini bianchi italiani, in uno dei territori più in forma».
Gli appuntamenti del Consorzio Collio non si fermano qui: «Ogni anno portiamo il vino in giro per l’Italia e per il mondo attraverso varie iniziative, per esempio il Collio Day, realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, che ci permette di far degustare i nostri vini simultaneamente in quindici città italiane» spiega Raccaro.
Ma i lavori per l’organizzazione della prossima edizione di Collio Evolution sono già partiti: «Il risultato di questa prima edizione è il frutto di un grande lavoro di squadra – sottolinea Lavinia Zamaro, direttrice del Consorzio – e conferma la forza di una comunità che crede nel valore della propria identità. Collio Evolution è destinato a diventare un appuntamento stabile e riconosciuto: vi diamo appuntamento alla prossima edizione, in programma il 25 e 26 ottobre 2026.»
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