Lombardia

In Oltrepò arriva lo storico sorpasso del pinot nero sulle varietà rossiste. Ora i produttori scommettono sul Classese

La nuova mappatura del Consorzio vede la prevalenza del vitigno utilizzato principalmente per il metodo classico e segna la strada per il futuro

  • 13 Gennaio, 2026

Storico sorpasso del Pinot nero sulle varietà rossiste in Oltrepò Pavese. Un dato che conferma come il nuovo corso intrapreso dall’ente di tutela (prima con la nomina della presidente Francesca Seralvo e poi con l’arrivo del direttore Riccardo Binda) e la scommessa sulle bollicine sia in linea con quanto di fatto sta avvenendo su tutto il territorio.

Di fatto, il rilancio del Classese (oggi adottato come marchio consortile, in attesa di diventare una vera e proprio denominazione) riporta in auge la grande eredità spumantistica dell’Oltrepò Pavese, confermata anche in vigneto. Il primo metodo classico italiano nasceva in Valle Scuropasso alla metà dell’Ottocento, prima come luogo di provenienza del Pinot nero base spumante e subito dopo con la creazione nel 1865 del blanc de noirs del Conte Vistarino. Una tradizione che nel 1984 diventa Classese — Classico Pavese — le cui nuove etichette saranno presentate il prossimo aprile a Vinitaly.

I vitigni più coltivati

Gli ultimi dati del Consorzio infatti registrano, su una superficie vitata di 11.539, una prevalenza proprio del pinot nero con 2.869 ettari (24,9%), destinato sia alla produzione di metodo classico (secondo il nuovo disciplinare, il Classese) sia di pinot nero dell’Oltrepò Pavese Doc. Seguono, le varietà a bacca nera, croatina 2.846 ettari (24,7%) e barbera (13,6%). Tra le uve a bacca bianca — 33% del totale — prevalgono il pinot grigio (11,7%) e riesling italico (7,4%).

L’Oltrepò Pavese diventa, quindi, a tutti gli effetti la patria del pinot nero.

La mappatura vitivinicola

La mappatura territoriale mostra, inoltre, come il 98% del vigneto oltrepadano sia Doc e Docg (con quest’ultima copre da sola il 38% del totale).
I comuni con la maggiore superficie vitata sono Santa Maria della Versa (9,6%), Montalto Pavese (7,5%), Montù Beccaria (7,4%), Borgo Priolo (6,8%) e Montecalvo Versiggia (5,7%). Guardando, invece, alle due varietà più piantate, il Pinot nero è presente soprattutto a Montalto Pavese (304 ettari), Montecalvo Versiggia (217 ettari) e Borgo Priolo (216 ettari), mentre la Croatina a Santa Maria della Versa (300 ettari), Montù Beccaria (295 ettari) e Rovescala (278 ettari).

L’altitudine media dei vigneti sia di 231 metri sopra il livello del mare, ma si raggiungono facilmente i 631 per i vigneti rivendicati a Docg e i 770 per quelli Igt. E questo mostra le capacità territoriali per affrontare il crescere delle temperature medie.

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