I nostri assaggi

I 14 migliori vini dell'Etna premiati dal Gambero Rosso (con una new entry assoluta)

Numeri raddoppiati, dal 2013 al 2025, per il vino etneo, tra superficie vitata, uva prodotta e viticoltori. Qui le etichette che hanno ottenuto i Tre Bicchieri

  • 08 Novembre, 2025

Negli anni Novanta le cantine sullEtna non arrivavano a una dozzina, tra queste quelle più conosciute erano Barone di Villagrande e la neonata Benanti, ma nel giro di pochi anni le cose iniziarono a cambiare e i vini prodotti sul vulcano ad assumere notorietà tra critici e appassionati, grazie anche ai premi ottenuti da Giuseppe Benanti, tanti Tre Bicchieri in verità, e alla sua infaticabile attività di promozione del territorio insieme all’agronomo Salvo Foti.

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Il successo dei vini dell’Etna

È il momento che segna l’arrivo dei primi “stranieri”: Marco De Grazia e Andrea Franchetti e quello dei primi produttori autoctoni come Graci e Girolamo Russo, subito attenzionati dalla critica italiana e straniera. Improvviso e inaspettato come un’eruzione arriva il boom, da quel momento sull’Etna approdano produttori da ogni dove: dal piemontese Gaja, alla toscana Silvia Maestrelli, ai veneti Tommasi, ma a scommettere sul vulcano sono anche tutti i grandi produttori siciliani.

Poi, è stata la volta dei produttori arrivati negli ultimi tre lustri, abili quanti li ha preceduti nel proporre vini di altissima qualità: tra questi il Cavaliere Francesco Tornatore con la sua più che affidabile gamma di etichette, ma soprattutto tanti giovani come le bravissime Giulia Monteleone e Carla Maugeri (premiata come Cantina Emergente lo scorso anno), capaci entrambe di regalare vini emozionanti e territoriali da due diversi versanti dell’Etna, Francesco Restivo Graci che quest’anno ha conquistato i suoi primi Tre Bicchieri con l’Etna Rosso Contrada Arcuria 2023, ma anche Serena Costanzo di Palmento Costanzo, Graziano Nicosia o Francesco Cambria di Cottanera

A oggi le cantine iscritte al Consorzio sono 164, la superficie vitata, dal 2013 al 2025, è raddoppiata, passando da 680 a 1400 ettari, l’uva prodotta da 37.000 quintali ha superato gli 83.000 quintali, mentre nello stesso periodo l’imbottigliato da 25.000 ettolitri si è attestato a 42.000, così come i viticoltori da 203 sono arrivati agli attuali 474. Fenomeno, quest’ultimo, facilmente spiegabile: chi aveva dei piccoli appezzamenti li ha rivendicati a Doc, per aumentarne il valore, che adesso oscilla tra i 110 e 130.000 euro per ettaro.

L’Etna, un terroir dal pedoclima unico

Si tratta di un territorio che può dirsi unico non solo perché fa parte dell’ecosistema di un vulcano tra i più attivi al mondo, ma anche e soprattutto per come Idda, così viene chiamato da sempre l’Etna dai contadini, ha contribuito e continua a contribuire con le sue eruzioni a modificare la composizione dei suoli.

È, inoltre, una Doc tra le poche con vigne in alta quota, che si spinge dai 600 fino ai 800/900 metri, (ma c’è anche chi vorrebbe far nascere i vini dell’Etna a quota mille metri) con una escursione termica fortissima in estate che può arrivare anche a 20 gradi di differenza tra giorno e notte. I vitigni di riferimento sono il nerello mascalese e nerello cappuccio a bacca rossa, allevati solo ad alberello come il carricante a bacca bianca. Altra caratteristica peculiare del territorio etneo è la presenza di tantissime vigne molto antiche, anche centenarie, spesso a piede franco, che hanno resistito alla fillossera grazie ai suoli sabbiosi che hanno tenuto lontano il terribile parassita, arrivando ai giorni nostri praticamente intatte.

Ottimi bianchi non solo sul versante sud

Vogliamo sfatare un mito, ovvero che i bianchi vengano meglio sul versante Sud, come in tutti i terroir più antichi, la Borgogna ad esempio (spesso accomunata all’Etna) un tempo si piantavano vitigni a bacca bianca in zone ostiche per il rosso, lo stesso è successo sull’Etna.

Noi, dopo tanti anni di degustazioni dei vini etnei per la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, possiamo affermare che i bianchi vengono benissimo anche sul versante nord, così come ormai tra cambio climatico, tecnologia ed esperienza, i rossi sul versante sud, tanto che negli ultimi anni più volte un Etna Rosso della Cantina Barone di Villagrande, da sempre considerata cantina bianchista, ha conquistato i nostri Tre Bicchieri. Non è un caso che sempre più spesso i nuovi impianti anche sul versante nord riguardino il carricante, considerata la richiesta sempre più grande da parte del mercato di vini bianchi, con il vantaggio che quelli etnei hanno normalmente notevoli capacità di invecchiamento.

Come sta cambiando lo stile produttivo

Il sodalizio tra le potenzialità di un territorio unico e le varietà delle uve etnee ha dato sinora risultati straordinari, ma possono migliorare ancora espressione, molto dipende dai produttori e dalla loro voglia di approfondire e sperimentare. Qualcuno per esempio ha da tempo quasi del tutto abbandonato il rovere francese per quello austriaco, più gentile, o a favore del cemento, scelta legata soprattutto alla necessità di mantenere intatte le caratteristiche varietali e territoriali del nerello e del carricante, senza snaturarli, che legni troppo piccoli e tostati, come le barrique, tenderebbero a nascondere.

La tradizione e la consuetudine, infatti, non sempre vanno a braccetto con la qualità, lo abbiamo visto nel passato in tante altre zone d’Italia. Ovviamente il legno continua a essere molto usato, ma prediligendo sempre più spesso volumi non eccessivamente grandi. Lo scopo è quello di coniugare le esperienze precedenti di produttori ed enologi con un territorio completamente differente rispetto a quelli sinora conosciuti,  anche per chi è pratico di produzioni da monovitigno. La cosa che accomuna, però, questo lavoro sono certamente i risultati, che a prescindere dallo stile usato sono sempre molto lusinghieri.

Gli Etna Bianchi e Rossi premiati con i Tre Bicchieri

Ecco i vini delle Doc Etna Bianco e Rosso che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.

 

Etna Bianco

Etna Bianco Anthemis 2023 – Monteleone

È opinione diffusa che il versante sud dell’Etna sia il più adatto alla produzione di vini bianchi, vulgata sonoramente smentita anche quest’anno da tantissimi bianchi di straordinaria bontà, come l’Anthemis ’23, prodotto appunto sul versante settentrionale del vulcano: cristallino ed elegante all’analisi olfattiva, dai profumi ben fusi di fiori gialli, pesca, susina, melissa e sale rosso su un fresco fondo di erbe officinali, risulta raffinatissimo, fragrante, sapido e di grande lunghezza.

Finalmente terminata la nuova cantina, comoda e ben attrezzata, Giulia Monteleone può guardare con ancor più serenità al futuro concentrandosi maggiormente sul lavoro in vigna per migliorare ulteriormente la già altissima qualità dei suoi vini. L’azienda che Giulia gestisce insieme al padre Enrico e al marito, l’enologo Benedetto Alessandro, è situata sul versante nord etneo, dove in contrada Cuba, a ridosso del fiume Alcantara, si trovano parte dei vigneti e adesso anche la nuovissima struttura.

Etna Bianco Contrada Cavaliere 2023 – Palmento Costanzo

Minerale, con un ventaglio di profumi ricco, dalle note di pesca alle erbe di montagna e dall’assaggio piacevole e persistente, l’Etna Bianco Contrada Cavaliere ’23, da uve carricante.

Il sogno nel cassetto di Valeria Agosta e di Mimmo Costanzo si realizza nel 2011 con l’edificazione della cantina a Passopisciaro, sul versante Nord dell’Etna, in Contrada Santo Spirito. La base vitata fa affidamento su 18 ettari suddivisi in micro-parcelle con viti ad alberello prefilossera e un lavoro, in regime biologico, teso a valorizzare i vitigni autoctoni, in primis nerello mascalese e nerello cappuccio. Un impegno condiviso anche con la figlia Serena, tra le giovani produttrici siciliane più attive e appassionate.

 

Etna Bianco Muganazzi 2023 – Graci

Ancora una piena affermazione per l’Etna Bianco Muganazzi ’23: splendide note minerali fumée e di idrocarburi, nella pienezza del frutto c’è grande ricchezza e tensione gustativa con un finale di lunga persistenza. Le molteplici diversità pedoclimatiche del terroir dell’Etna sono rappresentate in maniera tanto precisa quanto emozionante dai vini che Alberto Aiello Graci produce nella sua cantina di Passopisciaro, con altissimi criteri di qualità e sostenibilità, frutto di un amore fulminante che lo ha distolto da una promettente carriera nel mondo della finanza. In un ventennio ha collezionato un corpus di splendidi vigneti nelle contrade più prestigiose: Arcurìa, Barbabecchi, Santo Spirito e appunto Muganazzi.

 

Etna Bianco San Lorenzo 2024 – Girolamo Russo

Il nostro massimo riconoscimento va al San Lorenzo ’24, che sintetizza in modo mirabile l’essenza di un grande bianco dell’Etna: regala a piene mani complessità, mineralità e frutto in una veste di impeccabile eleganza. Giuseppe Russo ha preso in mano l’eredità del padre Girolamo e ne ha esaltato il valore dando vita a vini straordinari per espressività ed eleganza. I vigneti sono distribuiti in quattro contrade di riconosciuta vocazione qualitativa: San Lorenzo, alle porte di Randazzo, all’interno della quale si distingue il “cru nel cru” Piano delle Colombe; nello stesso comune un vigneto a Feudo e due appezzamenti a Calderara Sottana e infine due vigneti a Feudo di Mezzo, nelle vicinanze di Passopisciaro.

Etna Bianco Sup. 2024 – Barone di Villagrande

Davvero sorprendente la versione 2024 dell’Etna Bianco Superiore, vino dal sorso sottile, ma di grande complessità. Mineralità e sapidità la fanno da padrone e tutto è ingentilito da una freschezza acida che regala sensazioni quasi piccanti. La storia del vino sull’Etna passa da questa realtà che la famiglia Nicolosi Asmundo posside ininterrottamente dal 1727. Quasi 300 anni e dieci generazioni possono dare un’idea di conoscenze, esperienze, sperimentazioni accumulatesi in tre secoli e trasferitesi nel tempo. Oggi è al timone dell’importante maison Marco, proprietario ed enologo, che si prende cura dell’importante patrimonio di famiglia nel segno dell’espressività territoriale, dell’eleganza e del carattere di tutti i vini.

Etna Bianco Sup. Contrada Volpare Frontebosco 2024 – Maugeri

Il Volpare Frontebosco ’24 al naso offre niitide note di fiori bianchi, erbe aromatiche, agrumi e sale affumicato; in bocca l’acidità ancora tagliente promette una lunga evoluzione. In pochi anni la cantina della famiglia Maugeri – a condurla in prima persona sono papà Renato con le figlie Carla, Paola e Michela – si è affermata come una delle realtà più interessanti dell’intero comprensorio etneo grazie alla produzione di bianchi di rara identità territoriale e nitidezza varietale. Vigne e cantina  si trovano sul versante est del vulcano, a Milo, l’unico comune della Doc Etna che può fregiarsi del titolo di Superiore per i bianchi prodotti in loco.

Etna Rosso

Etna Rosso 2022 – Francesco Tornatore

Davvero una buona prestazione per l’Etna Rosso ’22 di questa cantina, sicuramente il Nerello Mascalese dal miglior rapporto qualità prezzo tra quelli assaggiati quest’anno: territoriale, con le sue note affumicate appena sulfuree ben sposate a frutti rossi, viole, erbe alpine e arance rosse. Sapido e avvolgente al palato, è ben spinto dall’acidità e sostenuto da tannini fragranti dalla grana finissima; lungo il finale.

Imprenditore di successo nel settore delle telecomunicazioni, il Cavaliere del Lavoro Francesco Tornatore, nonostante i molteplici impegni lo portino in giro per il mondo, è sempre molto presente in azienda: non poteva essere altrimenti,visto che ha iniziato la sua fulgida carriera proprio nell’azienda agricola ereditata dal padre. In continua espansione il parco vigne, adesso di circa 80 ettari sparsi su sei differenti contrade a Castiglione di Sicilia, sul versante nord etneo, dove insiste anche la nuova e grande cantina.

Etna Rosso Alta Mora 2022 – Alta Mora

Buonissimo l’Alta Mora Rosso ’22, vino intenso, morbido ed elegante, che evoca sentori mediterranei e speziati di erbe boschive, radici, grafite e frutti di bosco; il sorso è vellutato, armonioso e avvolgente, sorretto da una piacevole freschezza. Ha oramai superato i dieci anni di vita il progetto sull’Etna di Alberto e Diego Cusumano, in costante crescita qualitativa. Cuore pulsante è la cantina in contrada Verzella, costruita secondo i canoni dell’architettura ipogea, consentendo risparmi energetici grazie al naturale isolamento termico e all’uso di energia da biomasse. Le vigne, coltivate ad alberello, sono distribuite tra le contrade di Guardiola, Feudo di Mezzo, Pietramarina e Solicchiata, ad altitudini che sfiorano anche i 1000 metri.

Etna Rosso Cavanera Contrada Zucconerò Sciara del Tiglio 2021 – Firriato

Davvero in grande stato di forma il Cavanera Sciara del Tiglio Zucconerò ’21, dal tipico colore rubino scarico, ammaliante nei suoi raffinati profumi che evocano erbe aromatiche, pesca tabacchiera etnea, fico d’India rosso e gelsi neri; tonico e vibrante al palato, si distende morbido e armonioso rivelando tannini dolci e setosi. Cantina di prestigio internazionale per varietà di etichette – di alta classe, compiute espressioni dei differenti terroir e cultivar – è una realtà che beneficia dall’energia e della visione contemporanea di Irene Di Gaetano, oggi pienamente al timone dell’azienda che Salvatore e Vinzia Novara hanno reso famosa nel mondo. Oltre alle belle tenute nel trapanese, in grande evidenza le considerevoli acquisizioni sull’Etna, che hanno reso Firriato il più importante player del peculiare territorio vulcanico.

 

Etna Rosso Contrada Arcuria 2023 – Restivo

Elegante l’ottimo Etna Rosso Contrada Arcuria ’23, dal classico timbro vulcanico seguito da frutti neri, note balsamiche, viola e agrumi rossi, sapido, in grande armonia tra frutto e tannini maturi e setosi il sorso, di notevole appagante persistenza. La giovane cantina di Francesco Restivo Graci, gioielliere di professione e vignaiolo per passione, si estende per 56 ettari sul versante nord/nord-ovest dell’Etna, nell’agro di Castiglione di Sicilia, a una quota media di 600 metri di altitudine. Al momento gli ettari vitati sono 26, ma il progetto prevede di arrivare a 40, un colorato mosaico di una dozzina di appezzamenti sparsi tra le contrade Calderara, Feudo di Mezzo, Arcuria,Verzella, Pietra Marina, Barbabecchi e Mille Cocchita. Di alto livello la produzione, affidata a un enologo di fama mondiale e di grande esperienza come Riccardo Cotarella.

 

Etna Rosso Contrada Feudo di Mezzo V. Iannazzo 2022 – Cottanera

 

Elegantissimo il Contrada Feudo di Mezzo Vigna Iannazzo ’22, rosso di grande struttura e carattere, dai tannini fitti e austeri e un finale morbido e armonioso nonché lunghissimo. Cottanera è una delle più estese e affermate realtà vitivinicole etnee. La tenuta, fondata negli anni Sessanta come noccioleto, è guidata dalla famiglia Cambria, alla terza generazione, ed è rappresentata da Mariangela, Francesco ed Emanuele. La tenuta dispone di 110 ettari di terreni (65 a vite) sui tipici suoli neri lavici, ad altitudini tra i 700 e gli 800 metri. I vitigni comprendono gli autoctoni nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante e catarratto, oltre a pregiate varietà internazionali.

Etna Rosso Erse 1911 Contrada Moscamento 2023 – Tenuta di Fessina

Davvero molto buono l’Etna Rosso Erse Contrada Moscamento 1911, annata 2023, vino di classe e specchio esemplare dell’incredibile contesto etneo, dalle nuance raffinate di frutti rossi, rosa, pesca, bacche di ginepro; il serico tannino completa un intarsio gustativo dagli spiccati toni minerali. Una delle realtà più note dell’Etna per l’alta qualità dei suoi vini quella fondata a suo tempo dalla compianta Silvia Maestrelli, oggi di proprietà di Stefano e Lavinia Silva e Jacopo Maniaci. La parte tecnica si giova del raffinato talento di Benedetto Alessandro, che valorizza appieno il terroir e le cultivar tradizionali con vini contrassegnati da complessità, classe e bellezza di beva. Di tutto ciò è autentica espressione l’antico elegante baglio, circondato da un affascinante vasto vigneto.

Etna Rosso Lenza di Munti 720 slm 2023 – Cantine Nicosia

Sempre molto buono il Lenza di Munti 720 slm: l’annata 2023 di questo Nerello Mascalese con una percentuale di cappuccio colloca questo vino di grande classe fra le migliori espressioni etnee contemporanee. Dal colore rubino vivido, si passa a un approccio gustativo che evidenzia raffinate nuance di petali di rosa rossa, melagrana, pesca, agrumi, liquirizia, tamarindo ed erbe di montagna; in bocca ha tannini elegantissimi, sensuali e un finale di rara persistenza.

Una bella storia di famiglia, quella dei Nicosia, risalente al 1898 con l’inizio della coltivazione della vigna nel territorio etneo. L’idea vincente fu subito quella di esaltare il particolare terroir vulcanico e le sue marcate escursioni termiche producendo vini autentici, eleganti, espressioni compiute delle pregevoli cultivar autoctone. Il notevole successo di critica e mercato ha indotto Carmelo Nicosia e i figli Francesco e Graziano ad acquisire pure vaste proprietà nel ragusano e a Noto.

Etna Rosso V. Barbagalli 2022 – Pietradolce

Anche quest’anno si conferma straordinario Vigna Barbagalli, annata 2022, Nerello Mascalese dai profumi di frutti di rovo, agrumi scuri e terra bagnata ben fusi alle note affumicate e balsamiche, ben definito al palato dal frutto succoso avvolto in un fitto ricamo tannico, balsamico e infinito nel finale.

La bellissima cantina di Mario e Michele Faro, imprenditori vivaisti tra i più noti in Europa, si trova sul versante nord del vulcano, a Solicchiata, proprio sulla Strada Statale 120 che conduce a Randazzo; mentre i circa 40 ettari vitati, per un totale di 52 differenti parcelle, sono sparsi su otto contrade differenti. Quasi tutte le vigne a bacca rossa si trovano sul versante nord, tra Castiglione di Sicilia e Randazzo, mentre quelle a bacca bianca sono invece sul versante orientale, nel comune di Milo.

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