Sotto l’albero di Natale, non appena terminata la tre giorni degli Agri food days e nello stesso giorno in cui il Consiglio Ue ha approvato misure di semplificazione sulla Pac con risparmi attesi per 1,6 miliardi di euro, Ursula von der Leyen si ritrova in regalo un’imponente manifestazione con migliaia di agricoltori a Bruxelles, davanti alle sedi istituzionali, a cui ha preso parte anche una folta delegazione italiana. Sotto accusa, ma fortunatamente in un clima meno teso di quello di inizio 2024, la riforma della Pac post 2027, con la proposta della Commissione di dare vita a un fondo unico (su cui l’Italia da tempo ha detto “no”), il taglio del 20% dei sussidi al settore primario e gli accordi di libero scambio tra Ue e Paesi Mercosur, che preoccupano le imprese agricole e della pesca per la mancanza di garanzie di reciprocità nelle regole commerciali.
Confagricoltura, Coldiretti, Cia-Agricoltori italiani, Copagri, Legacoop-Agroalimentare, Confcooperative-Fedagripesca. Nella capitale belga, giovedì 18 dicembre, le associazioni erano tutte presenti per chiedere all’Ue di fare un passo indietro e rivedere i piani per l’agricoltura, come già ribadito dal Parlamento Ue lo scorso settembre. Diversa, e opposta, la posizione del settore vitivinicolo che, in difficoltà a causa del pericoloso stop delle esportazioni verso gli Usa, frenate dai dazi di Trump, è favorevole – con l’Unione italiana vini in primis – a un’entrata in vigore del trattato con l’America Latina nel minor tempo possibile. Aperture arrivate anche da parte di Assodistil, associazione italiana dei distillatori, secondo cui il trattato con Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay è sì un’opportunità a patto che – ecco un esempio di quanto sia delicato il tema delle clausole di salvaguardia – ci siano controlli serrati sull’alcol importato dal Mercosur che, senza adeguate verifiche, potrebbe finire anche in settori diversi da quello industriale, mettendo in seria difficoltà la produzione nazionale.
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