Festività

Nelle Marche l'Epifania si festeggia con una festa enorme e un dolce segreto

La Festa Nazionale della Befana è ormai una grande attrattiva di Urbania, borgo sul Metauro in cui si prepara un antico dolce svuotacredenza chiamato Bostrengo

  • 04 Gennaio, 2026

Il 4 gennaio è la data in cui scocca l’attesissima ventinovesima edizione della Festa Nazionale della Befana di Urbania, paesino duecentesco della provincia di Pesaro e Urbino, conosciuto fino al 1636 con il nome di Casteldurante (cambiò nome e in onore di papa Urbano VIII, ma i suoi abitanti si chiamano ancora durantini).

La Festa Nazionale della Befana di Urbania

Con il dato importante di oltre 10 mila presenze nell’edizione 2025, la festa coinvolge interamente il bel centro storico della cittadina nella valle del Metauro, che la circonda su tre lati. Urbania, infatti, conserva importanti edifici antichi e l’impianto urbanistico medievale, oltre a produzioni artigiane di valore, come quella ceramica. Si comincia il 4 gennaio con la consegna della Chiave della Città alla Befana, che poi tutti i giorni sarà vista scendere con la sua scopa dei 23 metri della Torre Campanaria lanciando caramelle e dolci in volo. Tra spettacoli itineranti di burattini e giocolieri, alla Festa Nazionale della Befana si mangiano crostoli (pani piatti e sfogliati, simili alla crescia) e frittelle, ma il vero simbolo del periodo è soprattutto il Bostrengo.

foto @visiturbania.com

Cos’è il Bostrengo

Dolce dalle origini molto antiche, tipico del periodo festivo – oggi è il dolce della Festa Nazionale della Befana – ha una grande peculiarità: la sua ricetta non esiste. O forse ne esistono centinaia, dato che ogni famiglia aveva e ha la sua. Fatto sta che nessuno la metteva per iscritto (forse per non avere imitazioni), tramandandosi i segreti della preparazione oralmente di generazione in generazione.

Con lo stesso nome (anche bustrèng o bustrengo) ci sono altre preparazioni simili nel Montefeltro, in Romagna e a San Marino, ma le differenze con quello di Urbania a volte sono sensibili. Nella stagione invernale ogni famiglia durantina lo preparava, differenziandone la composizione anche in base a quello che si aveva a disposizione in casa o a quello che si doveva consumare. Frutta secca, innanzitutto, che si conservava a lungo: noci, uvetta, fichi essiccati e altra frutta. Ma anche riso o cereali (alcuni parlano pure di pane raffermo) e poi latte e uova. Il bostrengo è un dolce “svuotacredenza”, antico, da stagione fredda, ideale da gustare con il vino di visciole marchigiano. Chi vuole apprendere i segreti di questa preparazione, se non ha una ricetta di famiglia da scoprire, può rivolgersi all’Associazione Mac-Caroni che cura corsi di formazione sulla cucina tipica di Urbania e, ovviamente, anche sul bostrengo.

***foto di copertina @instagram.com/festadellabefana

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