«Il ristorante Gusta è nato per offrire una esperienza multisensoriale ai clienti del concessionario romano a marchio MV Agusta». Oggi vive di vita propria grazie alla bravura di tutto il team e a un menu concreto che si riconferma appagante e divertente.
Piazza Carlo Magno, Roma, sembra di stare un po’ a Copenaghen. Qui al posto del vecchio deposito Atac hanno tirato su un complesso immobiliare super moderno (prossimamente verrà pure inaugurata una biblioteca civica su due piani), peccato per la poca manutenzione degli specchi d’acqua ma il fascino rimane. Così come è affascinante la storia dei fratelli Maurizio e Stefano Celon, imprenditori romani nel settore dell’automotive di lusso, che nel 2021 hanno convinto il ceo di MV Agusta Motor, storica casa motociclistica lombarda, Timur Sardarov a “concedere” il marchio al loro negozio di Roma, facendolo diventare il primo “store” esclusivo nella Capitale, nonché primo “concept store” del marchio MV con un bar e un ristorante all’interno (a esser precisi: non proprio all’interno, il ristorante Gusta gode di un’entrata apposita). «Da un’idea condivisa è nata una realtà davvero unica, uno store a marchio MV Agusta con una marcia in più, in grado di offrire nuove emozioni ai nostri clienti», aveva dichiarato agli esordi Sardarov, aggiungendo di essere felice della partecipazione dei fratelli Celon, garanti, anche, di un «Italian style a 360 gradi».

I fondatori e lo chef
Quello che forse non si aspettava (o forse non ce lo aspettavamo noi) è che da Gusta – il nome del ristorante – si mangia davvero bene. Il menu, ideato dal cuoco Edoardo Conti, è concreto e appagante, tanto da invogliare la scelta praticamente di tutti i piatti presenti in carta. Noi abbiamo optato per le ottime polpette di agnello con yogurt e maionese al chipotle, la focaccia con il pastrami, chiaramente home made, lo yakitori di pollo, friggitelli, maionese ed erbe spontanee, o ancora il diaframma alla brace, chimichurri, salsa mole ed erbe amare arrostite. Piatti (con prezzi che oscillano dai 12 ai 26 euro) ad alto tasso di golosità che non risultano mai eccessivi, nonostante l’utilizzo diffuso di salse e maionesi.

Farfalle zafferano e vignarola. Foto di Alessandro Micarelli
Piacevolmente imperfette le farfalle zafferano e vignarola (intrigante la masticabilità) e di senso compiuto le fettuccine con broccoletti, cozze, ‘nduja e olio al mandarino. Insomma, una proposta divertente, risultato di un background, quello di chef Conti, vario, che ha spaziato da ristoranti d’hotel in Trentino e Israele (dunque grandi numeri), a indirizzi fusion come Zuma, a realtà più raccolte, come Madre (che nel frattempo ha chiuso) o Pianostrada.

E se la cucina ci ha convinti, non sono da meno l’accoglienza di Alessandro Mastrofini e la carta dei vini curata dal sommelier e proprietario Riccardo Celon – «Una carta suddivisa per vitigni, frutto di rapporti diretti con i produttori, privilegiando vini in purezza» – che è pure pasticcere, con l’ausilio della mamma. Da provare il pan brioche caramellato con gelato alle rose e meringa.
foto di Alessandro Micarelli
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