L'intervista

"Ero arrivata a pesare 36 chili". Il racconto sconvolgente della cantante Yuyu

A One More Time Podcast Giuditta Guizzetti ha condiviso una delle testimonianze più crude e sincere sull'anoressia. Un viaggio nei meccanismi perversi del disturbo alimentare

  • 20 Novembre, 2025

«Il chiodo fisso è il cibo, tutto ruota intorno al cibo». È una prigione quotidiana quella raccontata da Giuditta Guizzetti, conosciuta dal grande pubblico come Yuyu, la voce di “Mon Petit Garçon”. Nel salotto digitale di One More Time Podcast la cantante descrive una matematica della sopravvivenza dove ogni boccone viene calcolato con precisione millimetrica. «Hai una bilancia interna, sai cosa devi ingerire per poter stare in piedi, ma sai esattamente cosa non puoi più ingerire per non mettere peso».

La forza del controllo

La routine diventa uno schema rigido, quello che lei definisce «schiavismo». Assumere solo l’essenziale per reggersi in piedi, niente di più. Ma è una battaglia che si combatte ventiquattro ore su ventiquattro. «Hai la pancia che ti fa male dalla mattina alla notte perché hai fame, stai morendo di fame. È quello che è allucinante: hai fame ma non mangi», racconta. 

Uno degli aspetti più inquietanti emersi nell’intervista è la forza mentale richiesta dall’anoressia. «Non è da tutti essere anoressici» afferma Yuyu, spiegando come sia necessaria una determinazione ferrea per resistere ai bisogni primari del corpo. «Per assurdo ero fortissima, c’è un’energia pazzesca». Un obiettivo che concentra tutte le risorse mentali su un’unica battaglia, combattere la fame. Ma che diventa anche una fuga dalla vita stessa. «Ti porta a staccarti dalla vita perché devi concentrarti su come fare a combattere la fame» spiega. 

bilancia

Il giudizio della bilancia

La bilancia si trasforma così nel verdetto quotidiano su se stessi. « Stai dimostrando a te stessa che non hai fallito. Se prendi un chilo vuol dire che hai ceduto», racconta Yuyu. Ogni etto guadagnato è una sconfitta, ogni grammo perso una vittoria. È la perversione di un sistema di valori completamente ribaltato. Al centro di Todi – dove Yuyu ha intrapreso il percorso di guarigione – il giovedì era il giorno più temuto, quello della pesata settimanale. «Sentivi le urla, le porte sbattere» ricorda. Nessuna voleva vedere quei numeri salire, anche se era esattamente il motivo per cui si trovavano lì.

Sì, perché il disturbo distorce completamente la percezione del proprio corpo, tanto da non riuscire più a vedere la realtà. Yuyu racconta di piccoli rituali notturni: contarsi le costole a letto, toccare le ossa sporgenti. Erano questi i suoi parametri di controllo, molto più della bilancia stessa. Così mentire diventa il linguaggio quotidiano, con gli altri, con se stessi. «Diventi la più grande bugiarda del mondo» ammette. 

Il peso come metro di giudizio

Il momento della svolta arriva quando la dottoressa Laura, specializzata in disturbi alimentari, le pone un ultimatum netto: “Devi decidere: o vivi o muori». Nel centro in Umbria, la riabilitazione è stata durissima. Passava ore seduta al tavolo per finire porzioni che le sembravano montagne. «Mettevo in bocca un boccone e mi sembrava aver mangiato un piatto di pasta da cento grammi», dice.

Ancora oggi, confessa la cantante, il primo parametro con cui le persone valutano il suo star bene è il peso corporeo. «Se ho un peso forma giusto ma sto malissimo dentro, alla gente non gliene frega niente perché mi vede e mi valuta in base al mio peso», racconta.  Forse una condanna per chi ha sofferto di disturbi alimentari: essere eternamente osservati attraverso la lente della bilancia.

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