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L’angolo di Garda che sfida la geografia: il territorio dove nasce il rosato della Valtènesi

Dal 4 dicembre su Gambero Rosso Tv arrivano quattro puntate condotte da Marco Sabellico per celebrare il territorio nel bresciano che ha fatto del rosato un'arte

  • 04 Dicembre, 2025

Esiste un angolo d’Italia dove il clima mediterraneo incontra le Alpi e i vigneti convivono all’ombra delle montagne. Accade sulla sponda bresciana del Lago di Garda, protagonista di “Valtènesi – Tra terra e Lago“, la nuova serie televisiva firmata Gambero Rosso e promossa dal Consorzio Valtènesi. Quattro puntate in onda dal 4 dicembre, ogni giovedì alle 21.15, condotte da Marco Sabellico – giornalista e curatore della guida Vini d’Italia – per raccontare un territorio unico attraverso il suo vitigno simbolo, il Groppello.

Valtènesi – Tra terra e Lago

Un microclima unico 

Che questa sia un’area speciale lo si capisce già dal paesaggio. Bouganville che fioriscono accanto alla macchia alpina, limoni e agrumeti a pochi passi dai filari. Un’oasi mediterranea, la più settentrionale d’Europa, frutto di un microclima regolato dal Peler che soffia da nord-est al mattino e dall’Ora del Garda che arriva da sud nel pomeriggio. Due venti che si alternano nell’arco della giornata e che garantiscono un ricambio d’aria continuo, mantenendo le vigne asciutte. Ma il vero protagonista è il lago. Con i suoi quasi 400 chilometri quadrati, il più grande bacino glaciale italiano agisce come un gigantesco regolatore climatico, mitigando gli sbalzi termici e creando condizioni ideali per la viticoltura.

Valtènesi – Tra terra e Lago

È proprio questo equilibrio climatico irripetibile a permettere la coltivazione del Groppello, uva a bacca rossa autoctona che si adatta perfettamente solo a questo terroir. Il nome deriva dal dialetto bresciano “grop” (nodo), per il grappolo molto compatto e serrato. Una caratteristica che ne determina fragilità e unicità. La buccia sottilissima richiede cure costanti e un’agricoltura di qualità, ma in cambio regala una finezza straordinaria.

La lunga strada del rosé

Ecco perché il Groppello è ideale per la vinificazione in rosa. Una vocazione compresa già nel 1896, quando il senatore Pompeo Gherardo Molmenti, di ritorno da un viaggio a Bordeaux, chiamò enologi francesi per codificare il metodo. Nasceva così il “vino di una notte”, lasciando sollevare il cappello di vinacce e svinando delicatamente il mosto rosato, seguito da un affinamento in grandi botti. Negli anni Settanta questa tecnica si perse, sostituita da rosati più intensi e immediati. La riscoperta del metodo tradizionale è avvenuta negli ultimi venti anni, con una crescita forte nell’ultimo decennio.

Valtènesi – Tra terra e Lago

Un territorio da vivere

La serie esplora l’accoglienza che ha trasformato la Valtènesi . Un territorio da vivere e scoprire, che spazia da vigneti iconici come quello al Vittoriale degli Italiani a iniziative biologiche innovative. Qui, le wine experience attraggono ogni anno migliaia di visitatori, mentre l’abbinamento con i piatti tipici – su tutti il luccio alla gardesana – celebra la ricchezza gastronomica locale. Un impegno per la viticoltura e un’attenzione alla complessità che negli ultimi anni ha consacrato il rosato come risultato di un lavoro generazionale volto a esaltare un vitigno fragile ma straordinario.

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