È in arrivo il decreto legislativo (l’ultimo) Mef-Masaf sui vini dealcolati. Dopo le dichiarazioni di Lollobrigida dei mesi scorsi, stavolta ad affermarlo è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ne ha parlato durante il question time alla Camera del 22 ottobre, in risposta all’interrogazione parlamentare presentata da Forza Italia.

Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia
«Il decreto legislativo di revisione delle disposizioni in materia di accise, varato lo scorso marzo, ha introdotto nel Testo unico – ha spiegato il leghista – la disciplina della produzione di alcol etilico ottenuto a seguito di processi di dealcolazione. A seguito di un continuo e importante confronto autentico tra amministrazioni coinvolte, resosi indispensabile per conciliare le disposizioni di natura fiscale in materia di accisa armonizzata con quelle vigenti del settore agricolo, è in via di definizione lo schema di decreto, in relazione al quale sono in corso le interlocuzioni conclusive tra le strutture tecniche dei ministeri delle dell’Economia e delle Finanze e, ovviamente, dell’Agricoltura, al fine di addivenire al concerto previsto sul testo finale condiviso».

Anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, dopo l’annuncio di Giorgetti, ha detto la sua al Gambero Rosso: «Dopo l’ultimo testo inviato dal Mef possiamo dare al settore vitivinicolo un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese del settore. Il Masaf è al fianco dei produttori e lo dimostrano gli interventi fatti nell’ultimo anno. Siamo intervenuti con un decreto, una legge per modificare il testo unico delle accise e adesso un decreto interministeriale per chiarire il regime fiscale per le accise. Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche nel settore del dealcolato».
Giorgetti ha fatto riferimento all’«individuazione delle condizioni di autorizzazione alla produzione di quelli inerenti all’assetto del deposito fiscale e delle modalità semplificate di accertamento e contabilizzazione». Ma cosa dice il decreto e in cosa dovranno fare nella pratica le aziende vitivinicole per adeguarsi?
La bozza del decreto, che il Settimanale Tre Bicchieri ha avuto modo di vedere in anteprima, prevede che le aziende con una produzione superiore ai mille ettolitri facciano richiesta presso l’agenzia delle Dogane della cosiddetta licenza Did, che consentirà di ottenere alcol dal processo di dealcolizzazione, con tutti gli obblighi previsti dalla normativa fiscale. Passaggio non necessario, invece, per i piccoli produttori. Tutti i controlli in cantina relativi all’alcol rientreranno nelle competenze dell’agenzia delle Dogane, come avviene già con le distillerie, tramite registri fiscali.

La distillazione potrà essere fatta dalle cantine senza prevedere uno stabilimento separato, ma semplicemente degli ambienti distinti. Una specifica non banale, su cui nei mesi scorsi aveva molto insistito la filiera tramite Unione italiana vini. Prevedere uno stabilimento separato avrebbe, infatti, voluto dire dover costruire o acquistare un nuovo capannone dedicato solo alla distillazione.

Il decreto non si sofferma sull’accisa, che però dovrebbe essere assolta non da chi produce alcol ma da chi lo commercializza. Non spetterebbe, quindi, al produttore vitivinicolo. Di fatto, quest’ultimo, cedendo il sottoprodotto ad una distilleria non diventa un distillatore. Alla cantina rimarrebbe, eventualmente, il versamento di una sorta di cauzione fiscale.

Paolo Castelletti, segretario generale Uiv
L’annuncio del ministro Giorgetti sembra aver rincuorato la filiera vino dopo mesi di scoraggiamento dovuto al calo dell’export (soprattutto negli Usa) e dei consumi e alle alte giacenze in cantina. Si dice soddisfatta Unione Italiana Vini da sempre sostenitrice del decreto dealcolati come nuova opportunità in un momento non facile per il settore. Già nel corso del Consiglio nazionale di Montepulciano, che si è appena conclusa, molti produttori avevano espresso il loro malcontento per un decreto fermo da mesi che di fatto non permette loro di iniziare la produzione.
«Apprezziamo l’intervento alla Camera del ministro Giorgetti – è il commento del segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – sappiamo che i dicasteri, a livello tecnico, si stanno confrontando e che sembrano giunti alle fasi conclusive del dossier dealcolati. Adesso, dalle parole si passi ai fatti, perché il decreto Masaf è stato approvato da quasi un anno, ma le imprese sono ancora ferme e i competitor hanno ormai un vantaggio di anni. Vorremmo che, una volta pubblicato questo decreto, le aziende del vino potessero iniziare a produrre già il giorno dopo, quindi chiediamo ai ministeri di lavorare già ai dettagli amministrativi, che serviranno agli operatori per fare le richieste di accesso alle licenze e alle autorizzazioni necessarie. Evitiamo di dover attendere un altro anno anche per questo, la burocrazia sta uccidendo il nostro settore».

Il deputato di Forza Italia Giuseppe Castiglione
«Questo è un momento particolare per il vino, tra dazi, calo dei consumi e cambiamento dei gusti, ed è importante cogliere tutte le opportunità», è il commento che il deputato di Forza Italia Giuseppe Castiglione, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare a Giorgetti, ha fatto a Tre Bicchieri subito dopo il Question time.
«Abbiamo sollecitato i Ministri interessati non per metterli in difficoltà, ma perché le aziende aspettano da tempo: fatta la norma europea, fatto il decreto del Masaf e quello sulle accise, ora bisogna chiudere il percorso per non lasciare i produttori in questa incertezza normativa». Per il deputato siciliano non ci si può permettere altri ritardi, da qui il pressing sugli alleati di Governo: «Dal canto nostro – ha concluso – solleciteremo tutti i giorni per arrivare al decreto prima della fine dell’anno».
In apertura foto di Sonia Ricci
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd