Origano, osteria della cantina Menhir, ha trovato nella masseria ristrutturata di Palmariggi una nuova casa tra vigne e campagna: spazi curati, servizio giovane e una squadra guidata dallo chef Roberto Musarò in piena forma. In cucina tecnica e territorio si intrecciano in un menu mediterraneo, ricco di vegetali e materie prime da pesca etica e allevamenti sostenibili, con piatti centrati e goduriosi. Quest’anno, per la guida Ristoranti d’Italia, è entrato di diritto nell’Olimpo dei bistrot.

Dopo diversi anni a Minervino, piccolo borgo a 15 minuti da Otranto, Origano si è trasferito nella bellissima masseria, recentemente ristrutturata, fortemente voluta da Gaetano Marangelli, imprenditore visionario titolare anche della celebre cantina Menhir che produce vini in Terra d’Otranto. È così che lo chef Roberto Musarò e tutto il suo staff sono ripartiti in una dimensione ideale, in mezzo alle vigne e alla campagna e tutto sembra essere grande fonte d’ispirazione. Col cambio di sede la continua ricerca è rimasta immutata, ma sembra che l’entusiasmo sia ulteriormente cresciuto a tal punto che, nonostante mentre scriviamo sia passato poco più di un anno dalla ripartenza, qui gira tutto a meraviglia. Gli spazi sono ottimali, luminosi, accoglienti, gli arredi in linea con l’architettura della masseria, il servizio è giovane, giovanissimo (e anche qui passione ed entusiasmo non mancano di certo) e, non ultimi, i piatti sono davvero centrati.

Difficile dare una definizione esatta alla cucina di Musarò, ma forse sarebbe inutile. Di sicuro c’è tanta tecnica, ma sempre al servizio degli ingredienti, di certo c’è un richiamo, ma mai troppo ostentato e ridondante, alla tradizione del luogo, che comunque si scorge e va a braccetto con profumi e sapori. E sono proprio i sapori ad arrivare dritti al cuore, dopo aver deliziato ampiamente il palato. La mano è sensibile, molto attenta, e il menu è un grande omaggio al Mediterraneo. C’è tanto vegetale, dalle barbabietole alla brace con fichi, cicorie, finocchi, ravanelli in agrodolce e melanzane marinate, alla crema di fave con aglio arrosto e limone sotto sale, fave fritte e cicorie, senza dimenticare l’insalata di pomodori che sta benissimo qui, ma che potremmo trovare nel nostro ristorante d’autore preferito. Ma ci sono pure i pesci e la carne, figli di una pesca etica e di allevamenti sostenibili.
Imperdibile il midollo alla brace con tartare di vacca e salsa verde, il tortellone ripieno di maialino alla brace o la semplice, quanto impeccabile, mescolanza di pesce fritto. Suggestioni e ricordi emergono a ogni assaggio e i prodotti locali sono assoluti protagonisti di un viaggio vero e sincero. Tutto poi si abbina con pienezza ai vini della cantina Menhir, anch’essi reale espressione del territorio circostante.
Palmariggi (LE) – strada provinciale 59 Palmariggi-Minervino – 0836 1905996 – www.menhirsalento.it
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