Ristoranti

Poporoya, il primo sushi bar di Milano, trasloca attraversando la strada

Un video annuncia il cambiamento di sede del più storico ristorante giapponese della città, che troverà spazio accanto all'altro locale del gruppo, Shiro

  • 09 Dicembre, 2025

Un video di trentatré secondi per raccontare un trasloco dopo quarantotto anni. E’ quello con cui Poporoya, quello che ama definirsi il primo sushi bar di Milano, annuncia ai suoi clienti e ai suoi follower il trasferimento del locale storico. In realtà non molto lontano, al numero 20 della stessa strada, via Bartolomeo Eustachi, tra via Plinio e viale Abruzzi, dove già sorge l’altro ristorante dell’insegna, Shiro.

La piccola sala di Poporoya

I Beatles di via Eustachi

Nel video si vede Hirazawa Minoru detto Shiro, fondatore dell’insegna, uscire dalla bottega storica con il suo bastone (il personaggio del resto ha la sua età, 79 anni) e guidare i suoi collaboratori al trasloco, anzi all’attraversamento delle strisce pedonali in stile Beatles ad Abbey Road, ognuno con qualcosa in mano, chi un cestello per i ravioli, chi la cornice con un articolo ritagliato, chi uno sgabello. “Stiamo solo attraversando la strada… per continuare la nostra storia”, il messaggio.

Un’immagine storica di Poporoya

Futuro incerto

Non si sa che cosa accadrà esattamente. Si sa che l’ultimo servizio sarà ile prossimo 6 dicembre, un sabato, per il resto lo staff mantiene uno stretto riserbo. “Un nuovo e splendido capitolo sta per iniziare. Poporoya cambia sede, ma resta quello di sempre. Non ci sposteremo di molto e presto vi sveleremo ogni cosa”, avvertono loro. I commenti dei clienti all’annuncio sui social vanno dall’entusiasmo (“Voi attraversate e noi vi seguiamo!”) alla perplessità (“Peccato, perché era una cosa particolare avere la bottega e il ristorante divisi”).

Mami e Shiro, titolari di Poporoya

Uniti o divisi?

La sensazione infatti è che i due locali separati (la bottega in stile izakaya del numero 17 aperta nel 1977 e diventata ristorante nel 1989) e il ristorante più “borghese” al numero 20, che si è aggiunto più di recente, possano perdere ciascuno un po’ di identità nel loro “confondersi”. Poporoya infatti è stato un posto che ha fatto la storia della cucina giapponese a Milano e che è sempre sempre affollato malgrado le regole così poco milanesi: nessuna possibilità di prenotare; “essere fisicamente”, come dicono comicamente loro, ovvero nessun delivery né take away, mangia solo chi sta là dopo aver fatto la fila; “ordinare prima di sedere” (cosa che getta sempre nell’ansia una parte della clientela che teme di ritrovarsi senza un posto dove appoggiarsi); e “i gruppi oltre i quattro saranno divisi”, una sorta di apartheid gastronomico.

Shiro, alias Hirazawa Minoru, nel video che annuncia il trasloco

Clientela fedelissima

Diktat che sono rimasti sempre in vigore per tanti anni, accettati di buon grado dai fedelissimi, felici di mangiare in una disadorna tavola calda con qualche frigo di bibite (la carta dei vini? Ma scherzate?) arrampicati su uno sgabello con gente che ti spintona e ti guarda male comunicandoti con lo sguardo “sbrigati, ho fame!”. Non proprio la location per una cena romantica o per un incontro di lavoro. Ma uno dei sushi migliori della città (qualcuno dice il migliore, azzardando un po’, per me ce ne sono di più buoni) a prezzi onesti. Da fonti certe filtra la certezza che le regole saranno conservate. Sono l’anima del posto, masochismo o no.

Una lunga storia italiana

La storia di Poporoya si intreccia con quella di Hirazawa Minori, nato nel 1946 nella prefettura di Nagano, diventato chef molto presto, trasferitosi a Roma nel 1972, arrivato a Milano nel 1977 per gestire un negozio di alimentari giapponesi che lui rileverà nel 1989 trasformandolo in quello che è ora, un ristorante caotico e irresistibile. Un locale di formazione per migliaia di milanesi che hanno conosciuto con lui il sushi (inizialmente criticato solo per le ridotte quantità, ciò che dette la stura alla versione “jumbo”) e il chirashi, parole fino a quell’epoca aliene. Ora si chiude un’epoca. Che si riaprirà, ma chissà come.

© Gambero Rosso SPA 2025 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd