Storie

Dalla toga alle bollicine: la giovane giurista che ha deciso di aprire una cantina in Franciacorta

Ecco la storia di Eleonora Bianchi, che - dopo gli studi in Giurisprudenza - ha preferito abbracciare le vigne e il vino invece dei codici civile e penale, realizzando così un sogno coltivato da tempo in famiglia

  • 05 Luglio, 2025

Fino a pochi anni fa, la vita di Eleonora Bianchi, classe 1995, scorreva tra biblioteche universitarie, codici annotati e l’ambizione — coltivata per anni — di diventare avvocato. Laureata in Giurisprudenza a Brescia con il massimo dei voti, un futuro brillante davanti, sembrava avere tutte le carte in regola per una carriera tradizionale. Eppure, qualcosa dentro di lei si è rimescolato proprio nel momento in cui avrebbe dovuto spiccare il volo.

Così, mentre ci si aspettava che iniziasse la pratica forense, Eleonora ha fatto una scelta che ha spiazzato tutti. «Studiare giurisprudenza mi è piaciuto tantissimo» ammette «e avevo già pronta una lista di alcuni grandi studi milanesi dove avrei mandato il curriculum. Poi, però, verso la fine del mio percorso di laurea, si sono presentate le condizioni che potevano portare a concretizzare quello che era sempre stato un grande sogno nel cassetto della mia famiglia, ovvero realizzare una cantina vinicola in Franciacorta, una sfida davvero entusiasmante». Il padre di Eleonora, imprenditore del settore oleodinamico, nel 2003 iniziò ad acquistare vigneti in Franciacorta e, per anni, ha sempre venduto l’uva.

Terre d’Aenòr, lo stile aziendale e i vini prodotti

Così, piano piano, le immagini delle aule del Tribunale hanno lasciato spazio a quelle dei filari, delle botti, delle uve e delle bottiglie. «Mi sarebbe piaciuto fare entrambe le cose, infatti avevo iniziato la pratica forense part-time, metà giornata nello studio legale e metà con il team marketing con il quale stavamo studiando i primi aspetti della nuova cantina, come per esempio il nome o la grafica delle etichette, ma poi ho compreso che mi trovavo di fronte a un bivio e, dopo aver riflettuto a lungo, ho capito che questa sfida imprenditoriale mi appassionava davvero tanto. Ed  eccomi qui!”

Terre d’Aenòr nasce ufficialmente nel 2018, l’anno della prima vendemmia. Il nome deriva dalla radice germanica di Eleonora, Aenòr appunto. L’azienda, che fa base a Provaglio d’Iseo, può contare oggi su 47 ettari di vigneti di proprietà, dislocati in sette diversi comuni della Franciacorta, per un totale di circa 35 appezzamenti diversi. La selezione varietale spazia dallo chardonnay al pinot nero, passando per il pinot bianco, il merlot e il cabernet sauvignon.

«Come un pittore che lavora con una tavolozza ricca di colori», spiega Eleonora, «anche i nostri collaboratori hanno a disposizione una vasta gamma di appezzamenti: più ne hanno a disposizione, più complesso può diventare il quadro finale». In cantina, ogni appezzamento viene vinificato separatamente prima di procedere con gli assemblaggi così da preservare le caratteristiche uniche di ciascun terreno, creando cuvée dotate di complessità e personalità. Inoltre, fin dai primi passi Terre d’Aenor ha deciso di abbracciare la filosofia biologica, sia in vigna che in cantina.

«Naturalmente è stata una scelta ben ponderata» continua Eleonora, «anzi se fosse stato possibile mi sarebbe piaciuto fare entrambe le cose. Ma trovandomi di fronte a un bivio ho capito che questa sarebbe stata la mia strada, una prospettiva che mi appassionava se possibile ancora di più rispetto alla carriera forense che avevo dinanzi». E i genitori? «Mi hanno sempre supportato nelle mie scelte e così è stato anche questa volta; mia mamma all’inizio voleva solo essere sicura che non fosse una scelta avventata, mio papà invece mi ha spronato sin da subito ad abbracciare questa sfida imprenditoriale».

Attualmente la produzione dell’azienda si aggira intorno alle 250mila bottiglie. Lo stile aziendale è fatto di ricerca della pulizia e concretezza gustativa, caratteristiche che nel corso degli anni stanno trovando una sempre più precisa dimensione. «Mi piace il carattere del pinot nero e l’eleganza dello chardonnay» risponde Eleonora quando le chiediamo qual è l’uva che più la rappresenta, «mentre per quanto riguarda i vini, il mio preferito è senza dubbio il Pas Dosé Millesimato».

Proprio quello che è piaciuto di più anche a noi la scorsa estate quando abbiamo assaggiato l’annata 2020 per la guida Vini d’Italia 2025, una cuvée di squisita indole gastronomica. Intenso e balsamico, offre note menta, pane tostato e frutta bianca; in bocca è cremoso, energico e dalla sapida vena minerale.

Di rilievo anche il Satèn Ricciolina che si fa apprezzare per note floreali e sensazioni agrumate, al palato è ricco, dotato di una notevole armonia complessiva: il perlage cremoso accompagna un sorso disteso e morbido.

Previsioni per il futuro

«Da qui a 10 anni – ci dice Eleonorami immagino come un’imprenditrice volitiva, sicuramente ambasciatrice del mio territorio, al quale sono molto legata. Penso che continuerò ad avere lo stimolo che ho oggi per creare un’azienda che possa essere sempre più al passo con i tempi, moderna, innovativa, con una forte identità e con una grande attenzione sia per la qualità dei propri prodotti che per la sostenibilità».

Un consiglio a chi sogna una vita diversa ma non osa? «Affinché la nuova scelta di vita possa essere vincente e non causare rimpianti penso che sia indispensabile una profonda riflessione sul futuro che si desidera intraprendere, ma poi ci vogliono coraggio e anche un pizzico di sana incoscienza».

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