Ristoranti

Addio Pepito: รจ morto Romolo Algeni, la voce italiana di New York

Un malore ha portato via uno dei personaggi piรน noti della ristorazione italiana nella Grande Mela. Romolo, in arte Pepito, era il direttore di Paolaโ€™s Restaurant

  • 18 Aprile, 2024

Mercoledรฌ 17 aprile a New York รจ morto Romolo Algeni, 68 anni. Un malore ha portato via uno dei personaggi piรน noti della ristorazione italiana nella Grande Mela. Romolo, in arte Pepito, era il direttore di Paolaโ€™s Restaurant, autentico locale di cucina italiana nel cuore di Manhattan, molto amato da attori e celebritร , per anni Tre Bottiglie nella guida Top Italian Restaurants. La sua ricerca del miglior prodotto tricolore era come unโ€™ossessione, la sua modalitร  per mantenere quel filo che lo legava saldamente alle sue terre abruzzesi. Era nato a Giulianova. Soprattutto, era un grande professionista di sala.

Dall’Abruzzo a New York

Lโ€™abbiamo conosciuto nei nostri viaggi alla ricerca di veri indirizzi di sapore italiano allโ€™estero, intendeva la professione come una vera missione. Unโ€™alice di Sciacca o un Brunello tradizionale diventavano questioni di vita per lui. E per quegli artigiani del gusto che volevano sbarcare negli Usa lui cโ€™รจ sempre stato.

E non aveva un carattere facile. Soprattutto sui social, dove era onnipresente, trovava spesso gusto a prendere la parte del rompicoglioni: diretto, polemico, senza filtri. In mezzo cโ€™era quella relazione di amore e odio per lโ€™Italia che abbiamo ritrovato in tanti connazionali allโ€™estero. Se poi lo si conosceva di persona ci si rendeva subito conto di avere davanti un personaggio completamente diverso: gentile, tranquillo, dโ€™altri tempi. E di grande competenza.

Da bravo direttore di sala sapeva coccolare perfettamente il cliente e leggere molto bene chi aveva davanti. Faceva viaggiare i suoi commensali verso i luoghi piรน belli dโ€™Italia con leggerezza, rodando un servizio che era una macchina perfetta. ยซA New York il cameriere non รจ mai lasciato solo, il servizio รจ la cosa piรน importante per un americano. Lโ€™acqua, il pane, il vino: non esiste che il cliente debba chiedere. Se lo fa, hai giร  perso una percentuale di tipยป, ci raccontava qualche anno fa tra una bottiglia e lโ€™altra. Cosรฌ come esortava sempre a valutare i ristoranti da due dettagli: la porta e il bagno. ยซDobbiamo sempre lavorare per la piacevolezza del cliente, in sala e in cucina. A volte ce lo dimentichiamoยป. E subito ritornava sulle sue origini, a partire dal cugino Franco Tancredi, portiere dello storico scudetto della Roma nel 1983, di cui era tifoso sfegatato.

Le lunghe notti del Baraonda

Era arrivato negli Stati Uniti nel 1992. Un passato da rappresentante di unโ€™azienda di mobili, la svolta arriva con un incontro: Jeffrey Murray, chef californiano. Misero su un progetto dal successo clamoroso: il Baraonda. Un locale di cucina fusion tra Oriente, America Latina e Italia. E dallโ€™atmosfera unica. Baraonda, ogni volta che abbiamo sentito nominarlo, abbiamo visto anche un sorriso emblematico.

Aneddoti e leggende

Una vita di aneddoti, che a volte potevano toccare i confini tenui delle leggende. Raccontava dellโ€™amicizia con l’attore Robert De Niro che da Paolaโ€™s รจ cliente fisso: ยซCosa mangia? Tagliolino al pomodoro fresco e basilico. Quello che piace a noiยป, diceva mentre sorrideva. Un cantastorie immerso nella vita notturna, che amava e che Manhattan difficilmente dimenticherร .

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