Ultima valutazione effettuata nel 2025
Palazzo Dreher è un progetto in stile eclettico dell’architetto viennese Emil Bressler, commissionato dall’imprenditore Theodor Dreher. Persi alcuni mesi per eseguire delle modifiche richieste dall’ufficio tecnico del Magistrato civico, vede la luce nel 1910 e viene adibito a ristorante. Oggi, dopo un’accurata ristrutturazione, è la nuova sede dell’Harry’s Piccolo, ristorante che ha tardato ad aprire (quando si dice il destino!) a causa di alcune modifiche prescritte dagli uffici competenti. Varcata la soglia, ci si ritrova catapultati dentro la cucina, grazie alla totale assenza di barriere. Una cucina che si estende su tre quarti dello spazio complessivo, sottolineando la centralità dell’offerta, e che si lascia contemplare da ogni parte: per chi ama l’esperienza immersiva c’è la chef’s table, mentre sotto l’affresco di David Dalla Venezia che ritrae noti personaggi legati alla città, si trovano i tavoli più appartati. Una cucina ad alto tasso tecnologico, progettata e governata da Matteo Metullio e Davide De Pra, sodali dai tempi del ristorante La Siriola, in Alta Badia, qui fondatori di un concept che si fa in due: da un lato il ristorante con formula degustazione, dall’altro lo schema A21 (after 21), sistemati fra gli specchi della cantina a vista, con scelta di 5 piatti, ispirato al giapponese “omakase”. Il servizio, puntuale e sotto la supervisione di Jgor Tessari, diventa più rilassato e spontaneo e anche il sommelier Manuele Duse offre una sapiente consulenza a misura, mai negando un sorriso. Gli impeccabili benvenuti, validi per i tre menu degustazione (Incontro, Non solo Mare e I Classici) sono preludio esemplare delle successive portate. Nell’Incontro è il cardoncello cotto nel tè Lapsang, granceola, finocchio, spuma di patate al burro nocciola, lampone a condurre le danze, mentre nel Non solo Mare sono gli gnocchi di patate alla mandorla con profumata salsa di cocco e curry verde, salmone locale della Val Rosandra, nasturzio e coriandolo a primeggiare nella graduatoria. Impossibile, dai grandi Classici, non citare l’Harrysotto cotto in acqua di pomodoro con plancton, capperi, acciughe e basilico. Ai dolci, in armonia fra classicismo e Mitteleuropa, pensa il giovane pastry chef Kevin Fejzullai.
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