La tenuta Col d’Orcia appartiene alla famiglia Marone Cinzano dal 1973. Fu il conte Alberto in quel periodo a trasformare quella che era una tenuta agricola deicata prevalentemente ai seminativi e in minima parte alla vigna in un’azienda prevalentemente vitivinicola, portando a 70 gli ettari vitati. Il raddoppio del vigneto aziendale, che adesso è di 140 ettari quasi tutti a Brunello, è invece opera dell’attuale proprietario, il conte Francesco, che oltre a modernizzare e ampliare la cantina, ha soprattutto convertito tutta la tenuta all’agricotura biodinamica. Nonostante questo sia il versante meridionale di Montalcino, che dona vini corposi e fitti, i Sangiovese di Col d’Orcia sono sempre eleganti e territoriali, lungi dal cercare muscoli e concentrazione. Tre Bicchieri al Vigna Nastagio ’20, che si apre lentamente su note di frutti rossi selvatici, macchia e sottobosco, per virare poi su china, menta e delicate spezie da rovere. Solido ma sciolto il palato, ben retto da tannini fitti e levigati e spinto da un ricca sorgente acida. Eccellenti le altre etichette.Â
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