Ovvero il pinot nero dell’Oltrepò Pavese interpretato dalla famiglia Zonin, che ha fondato questa bella tenuta nel 1987 seguendo fin dalla costruzione della cantina principi di sostenibilità ambientale. Accanto alle varietà di uve più tradizionali della zona, il pinot nero Metodo Classico ha assunto un ruolo sempre più importante; il progetto è attualmente gestito da Paolo Tealdi con il supporto dell’enologo Cristiano Trambusti. Abbiamo parlato di pinot nero, ma lo spumante che è uscito meglio dalle nostre degustazioni è stato il Brut Cuvée Emme ’19, da uve pinot meunier in purezza. È aperto e arioso, con un ampio bouquet che va dalla pineta di montagna ai frutti gialli, dagli agrumi a mentuccia e anice stellato. Il sorso è ampio e lungo. Il Brut Nature ’20 ha forza e tensione soprattutto in prima battuta, per poi giungere a un bel finale coerente. Il Brut 96 Mesi ’15 è ovviamente evoluto, in stile ossidativo, con finale ammandorlato.
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